BibLus-net
Newsletter 552 dell'8 febbraio 2018

In questo numero:



Focus tabelle millesimali
Tabelle millesimali: tutto quello che occorre sapere, dai principi generali fino al calcolo, con esempi pratici
Fisco
Bonus verde: sì al raddoppio del tetto massimo, no alla manutenzione ordinaria
Opere edili
Quando un manufatto è interrato e non deve rispettare le distanze tra fabbricati?
Sicurezza
Attività di cantiere e tutela dell’ambiente, le linee guida Arpa
Lavori pubblici
Appalto di servizi, il curriculum incide sulla valutazione dell’offerta
Professioni tecniche
Inarcassa: per architetti e ingegneri cumulo gratuito dei contributi
Tecnologie
Arriva Smart Road, controllo e assistenza sulle strade grazie a wifi e droni
Lavori pubblici
Commissari di gara, in Gazzetta le nuove linee guida Anac n. 5
Opere edili
Messa in sicurezza edifici pubblici e territorio, le domande entro il 20 febbraio
Lavori pubblici
Mobilità ciclistica, dal 15 febbraio 2018 è in vigore la legge
Opere edili
Banda ultralarga, dall’Anci la nuova guida operativa per i Comuni
Fisco
Legittima l’esenzione transitoria dall’Imu agricola
Fisco
Studi di settore: pubblicati i nuovi modelli, 24 riguardano i professionisti
Lavori pubblici
CAM per l’edilizia, dal Ministero i nuovi chiarimenti sui criteri ambientali minimi per appalti pubblici
Fisco
Precompilata 2018, nuove specifiche tecniche sui bonus edilizi
---

Tabelle millesimali: principi generali ed esempi di calcolo

Tabelle millesimali: criteri teorici, norme di riferimento ed esempi pratici su come eseguire il calcolo delle tabelle millesimali generali e particolari


Le tabelle millesimali costituiscono lo strumento di ripartizione delle spese condominiali: con esse si stabiliscono le quote di partecipazione alle spese e i diritti di ogni condomino sulle parti comuni di un condominio.

Prima di entrare nello specifico delle tabelle millesimali e sulle loro modalità di calcolo, ricordiamo che il condominio si forma quando, in uno stesso edificio, esistono più parti di proprietà esclusive (unità immobiliari) che coesistono con la comproprietà rappresentata dalle cosiddette “parti comuni”, le quali servono tutti o una parte dei condomini.

Nel condominio, conseguentemente, confluiscono due diritti: un diritto di proprietà esclusiva e un diritto di proprietà di comunione forzosa e necessaria, finalizzata alla conservazione ed alla manutenzione di quelle parti comuni che, in quanto pertinenza del condominio, non possono essere divise. Con le tabelle millesimali si definiscono i diritti di proprietà comune.

Parti comuni

L’esatta definizione delle parti comuni è contenuta nell’articolo 1117 del Codice civile:

“Sono oggetto di proprietà comune dei proprietari dei diversi piani o porzioni di piani di un edificio, se il contrario non risulta dal titolo:

  • il suolo su cui sorge l’edificio, le fondazioni, i muri maestri, i tetti e i lastrici solari, le scale, i portoni d’ingresso, i vestiboli, gli anditi, i portici, i cortili e in genere tutte le parti dell’edificio necessarie all’uso comune;
  • i locali per la portineria e l’alloggio del portiere, per la lavanderia, per il riscaldamento centrale, per gli stenditoi e per altri simili servizi in comune;
  • le opere, le installazioni, i manufatti di qualunque genere che servono all’uso e al godimento comune, come gli ascensori, i pozzi, le cisterne, gli acquedotti e inoltre le fognature e i canali di scarico, gli impianti per l’acqua, per il gas, per l’energia elettrica, per il riscaldamento e simili, fino al punto di diramazione degli impianti ai locali di proprietà esclusiva dei singoli condomini.”

Relativamente all’uso delle parti comuni, l’art. 1102 del Codice civile stabilisce precise regole:

Ciascun partecipante può servirsi della cosa comune, purché non ne alteri la destinazione e non impedisca agli altri partecipanti di farne parimenti uso secondo il loro diritto.

A tal fine può apportare a proprie spese le modificazioni necessarie per il miglior godimento della cosa.

Il partecipante non può estendere il suo diritto sulla cosa comune in danno degli altri partecipanti, se non compie atti idonei a mutare il titolo del suo possesso.”

Millesimi e tabelle millesimali

L’interesse che ciascun condomino ha sulle parti comuni dell’edificio si misura in proporzione al valore del bene principale e cioè dell’unità immobiliari di cui egli è proprietario. A tal fine si definisce il millesimo che costituisce l’unità di misura della proprietà condominiale ed è l’espressione numerica del rapporto dei valori delle diverse unità immobiliari rispetto all’intero edificio (che è rapportato a 1.000).

Le tabelle millesimali sono particolari tabelle che contengono tutte le unità immobiliari e i rispettivi proprietari di un condominio e riportano per ciascuna di questa il valore espresso in millesimi; in termini matematici traducono i valori delle unità immobiliari di proprietà esclusiva che costituiscono l’edificio condominiale ed esprimono il valore delle singole unità immobiliari e, di conseguenza, il valore delle singole quote di comproprietà sulle parti comuni dell’intero edificio, ai fini della formazione della volontà dell’organo assembleare e della ripartizione delle spese.

Funzione dei millesimi

I millesimi hanno 2 funzioni fondamentali:

  1. sono necessari per determinare le maggioranze assembleari
  2. servono per dividere fra i condomini le spese condominiali relative alle parti comuni

Come si determinano i millesimi

La determinazione dei valori millesimali di condominio avviene mediante valutazioni del tecnico incaricato effettuate sulle superfici reali di ogni singola unità immobiliare che devono essere ragguagliate alla superficie totale dell’edificio.

Sono escluse dal calcolo dei millesimi le parti esterne al fabbricato e non edificate, per esempio le aree a cortile, parcheggio, giardini se comuni. Sono incluse, invece, anche le aree esterne se di proprietà esclusiva.

Operativamente, si procede nel seguente modo:

  • si accertano le proprietà esclusive di ciascun condòmino (appartamento, box auto, giardino, corte di pertinenza)
  • si effettuano i rilievi metrici
  • si sviluppano gli elaborati grafici
  • dai grafici si rilevano tutte le grandezze necessarie:
    • superfici
    • altezze
    • esposizioni
    • destinazioni d’uso
    • ecc.

[Continua...]

Clicca qui per accedere ai contenuti completi e scaricare gli allegati

---

Bonus verde: sì al raddoppio del tetto massimo, no alla manutenzione ordinaria

Agenzia Entrate a Telefisco sul bonus verde: no a manutenzione ordinaria e spese in economia, sì al raddoppio del tetto massimo

Il bonus verde può raddoppiare in caso di interventi di sistemazione sia del giardino privato che di quello condominiale, ma restano escluse le manutenzioni ordinarie annuali e i lavori in economia.

Sono i chiarimenti forniti delle Entrate in occasione di Telefisco 2018 e anticipati sulle pagine de Il Sole24Ore.

Bonus verde

Ricordiamo brevemente che la legge di Bilancio 2018 ha introdotto il bonus verde all’art. 1, comma 12-15.

La legge ha previsto che per l’anno 2018 è possibile usufruire di una detrazione del 36% delle spese documentate, fino ad un ammontare complessivo delle stesse non superiore a 5.000 euro per unità immobiliare ad uso abitativo, sostenute ed effettivamente rimaste a carico dei contribuenti che possiedono o detengono, sulla base di un titolo idoneo, l’immobile sul quale sono effettuati gli interventi.

I dubbi sul bonus verde

Il dubbio principale riguardava l’ipotesi in cui nel 2018, unico anno di applicazione del bonus secondo quanto previsto dalla legge di Stabilità 201, in un condominio vengano eseguiti interventi agevolati sia sulle parti comuni sia sulle proprietà esclusive.

Secondo le Entrate, in caso di interventi agevolabili sia su parti comuni che su parti private,  il diritto alla detrazione spetta su due distinti limiti di spesa agevolabile, di 5.000 euro ciascuno.

I lavori in economia effettuati sul proprio giardino o terrazzo non consentono di usufruire del bonus verde, in quanto, per l’Agenzia, questa situazione è incompatibile con il concetto di interventi straordinari di sistemazione a verde citati dalla Relazione accompagnatoria alla legge di Bilancio 2018.

Niente bonus verde neanche per le spese sostenute per la manutenzione ordinaria annuale dei giardini preesistenti, sia in aree private sia in quelle condominiali. Ricordiamo che per i  lavori di ristrutturazione (detrazione 50%), la manutenzione ordinaria è ammessa se riguardante parti comuni di edificio condominiale.

Per quanto riguarda i metodi di pagamento, l’Agenzia ribadisce che sono ammessi:

  • assegni
  • bancomat
  • carte di credito
  • bonifici ordinari.

Clicca qui per accedere ai contenuti completi e scaricare gli allegati

---

Quando un manufatto è interrato e non deve rispettare le distanze tra fabbricati?

Il Tar Molise fornisce nuove indicazioni su: quando considerare un manufatto interrato, quando non deve rispettare le distanze tra fabbricati e quando non necessita di permesso di costruire 

Il Tar Molise nella recente sentenza 20/2018 affronta temi di grande interesse legati alla definizione di manufatto interrato, alla loro distanza da altri edifici e al titolo edilizio necessario.

Il caso

Il caso in esame riguarda la realizzazione di un deposito  interrato e pertinenziale, ossia un locale tecnico per deposito attrezzi ed autoclave, con una superficie di 17,40 m² e altezza di 2,45 m.

Secondo i vicini, il manufatto non poteva essere considerato interrato perché non rispettava alcune condizioni e, in particolare, non rispettava le distanze minime tra le costruzioni.

Veniva, quindi, presentato ricorso al Tar Molise per sollecitare l’adozione degli opportuni provvedimenti inibitori o in autotutela sull’attività edilizia posta in essere.

In pratica, veniva contestata:

  • la realizzazione di nuovi volumi edilizi mediante DIA, a confine della proprietà dei ricorrenti
  • la violazione delle norme sulle distanze dal confine e dagli edifici di proprietà

Sentenza Tar Molise

In base al regolamento edilizio del Comune di Isernia, le costruzioni interrate sono:

quelle in cui l’intradosso del solaio emerge rispetto al piano di campagna per un’altezza inferiore o uguale a 30 centimetri.

Inoltre:

sono ammesse costruzioni interrate esclusivamente qualora siano pertinenti ed accessorie ad edifici principali fuori terra.

I giudici del Tar Molise, facendo ricorso ad un tecnico verificatore, hanno accertato che la sporgenza dal piano di campagna era inferiore a 30 cm e tutte le condizioni erano favorevoli a considerare il manufatto come interrato e, pertanto, non soggetto alla norma circa la distanza tra i fabbricati.

Inoltre, il manufatto in questione non necessitava del permesso di costruire (ma era sufficiente la DIA) in quanto non si configura come nuova costruzione; infatti, ai sensi dell’art. 13.2 del regolamento edilizio del Comune di Isernia e dell’art. 3 del dpr 380/2001 in materia di pertinenze edilizie si ha:

art. 13.2 del regolamento edilizio ammette la DIA nei casi di:

interventi di ristrutturazione edilizia che non comportino aumento di unità immobiliari, modifiche del volume e della sagoma, dei prospetti e delle superfici.

art. 3 del dpr 380/2001 (Deroghe in materia di limiti di distanza tra fabbricati) così recita:

Ferma restando la competenza statale in materia di ordinamento civile con riferimento al  diritto di proprietà e alle connesse norme del codice civile e alle disposizioni integrative, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano possono prevedere, con proprie leggi e regolamenti, disposizioni derogatorie al decreto del Ministro dei lavori pubblici 2 aprile 1968, n. 1444, e possono dettare disposizioni sugli spazi da destinare agli insediamenti residenziali, a quelli produttivi, a quelli riservati alle attività collettive, al verde e ai parcheggi, nell’ambito della definizione o revisione di strumenti urbanistici comunque funzionali a un assetto complessivo e unitario o di specifiche aree territoriali.

Clicca qui per accedere ai contenuti completi e scaricare gli allegati

---

Attività di cantiere e tutela dell’ambiente, le linee guida Arpa

Dall’Arpa Toscana le indicazioni operative per una corretta gestione delle attività di cantiere per la tutela dell’ambiente: dall’inquinamento acustico al ripristino dei luoghi

L’Arpa (Agenzia regionale per la protezione ambientale) Toscana ha di recente pubblicato le Linee guida per la gestione dei cantieri ai fini della protezione ambientale. Il documento fornisce le indicazioni da adottare per la tutela dell’ambiente durante le attività di cantiere e le operazioni di ripristino dei luoghi.

Gli argomenti vengono trattati in modo generale, fornendo indicazioni di massima in modo da poter essere applicabili a livello nazionale, in più situazioni.

Le linee guida sono utilizzabili anche per il supporto alle procedure di VIA (valutazione di impatto ambientale), con riferimento a varie tematiche (inquinamento aria, rumore, ecc.), tenendo anche conto degli ultimi atti normativi come la nuova disciplina in materia di terre e rocce da scavo.

Contenuti

Gli argomenti riguardano, principalmente, l’impostazione del cantiere e le relative modalità di conduzione. In particolare, l’Arpa ritiene che nella gestione dei cantieri di opere sottoposte a VIA, debbano essere trattate le principali tematiche ambientali:

  • inquinamento acustico
  • emissioni in atmosfera
  • risorse idriche e suolo
  • terre e rocce da scavo
  • depositi e gestione dei materiali
  • rifiuti
  • ripristino dei luoghi

Indicazioni generali per la prevenzione dell’inquinamento ambientale

L’impresa è tenuta al rispetto della normativa vigente in campo ambientale e ad acquisire le autorizzazioni ambientali necessarie allo svolgimento delle attività. Pertanto, le nuove linee guida dovranno essere riportate nell’eventuale capitolato d’appalto, a cui l’impresa esecutrice dovrà attenersi per lo svolgimento dei lavori.

Piano ambientale di cantierizzazione

L’impresa dovrà predisporre quando richiesto dall’atto conclusivo, prima dell’inizio dei lavori, un Piano ambientale di cantierizzazione (PAC), da inviare per PEC (in formato digitale) agli Enti interessati.

Nel piano sono riportate le informazioni attinenti allo specifico progetto attraverso:

  • una o più dettagliate planimetrie
  • apposita e dettagliata relazione
  • una valutazione tecnica
Clicca qui per accedere ai contenuti completi e scaricare gli allegati

---

Appalto di servizi, il curriculum incide sulla valutazione dell’offerta

Secondo il Consiglio di Stato nelle procedure per l’appalto di servizi (anche gare di progettazione), il curriculum del professionista o dell’impresa può influire sul punteggio dell’offerta

Il curriculum del professionista o dell’impresa può influire sul punteggio assegnato all’offerta.

E’ questo il principio che emerge dalla sentenza n. 279/2018 dello scorso 17 gennaio in merito all’inserimento del requisito dell’esperienza dell’impresa partecipante al bando di gara tra quelli presi in considerazione per la valutazione globale dell’offerta.

Con questa pronuncia i giudici di palazzo Spada hanno stabilito che:

  • negli appalti deve esserci adeguata separazione tra fase di selezione dell’offerente, basata su criteri di idoneità, e fase di selezione dell’offerta, fondata su criteri di aggiudicazione
  • nell’affidamento di servizi, il curriculum dell’impresa o del professionista può incidere sulla valutazione dell’offerta, anche se lo specifico punteggio assegnato, ai fini dell’aggiudicazione, per attività analoghe a quella oggetto dell’appalto, non deve incidere in maniera rilevante sulla determinazione del punteggio complessivo

Il caso

Il CdS è chiamato ad esprimersi su contenzioso riguardante una gara d’appalto destinata ad alcune società sportive, per l’affidamento in concessione di un parco e dei relativi impianti.

A questa gara rispondevano due gruppi di associazioni dilettantistiche (che per semplicità identificheremo con M e P ); la procedura di gara era regolata dalla lettera di invito che stabiliva i criteri di valutazione dell’offerta tecnica.

Risultava aggiudicatario il gruppo M.

In particolare il Comune affidatario, con riferimento ad una specifica sezione, attribuiva 0 punti al gruppo P e 22 al gruppo M.

Tale valutazione si fondava sul presupposto che la relativa sezione della lettera d’invito dovesse essere interpretata come riferita ad una proposta progettuale di gestione dell’impianto e non ad un requisito di esperienza maturato con riferimento ad attività pregresse.

[Continua...]

Clicca qui per accedere ai contenuti completi e scaricare gli allegati

---

Inarcassa: per architetti e ingegneri cumulo gratuito dei contributi

Architetti e ingegneri iscritti ad Inarcassa: ok al cumulo gratuito dei contributi versati presso 2 o più forme di assicurazione obbligatoria

E’ arrivato il via libera dei Ministri del lavoro e dell’economia al cumulo gratuito dei periodi lavorativi per architetti ed ingegneri iscritti ad Inarcassa.

Inarcassa ha comunicato (2 febbraio 2018) l’approvazione definitiva della modifica al Regolamento Generale di Previdenza che recepisce la pensione in cumulo come nuova tipologia di prestazione previdenziale per accorpare contribuzioni frutto di carriere discontinue accreditate in più enti di previdenza obbligatoria, oltre alla ricongiunzione e alla totalizzazione.

Cumulo gratuito

Una delle misure contenute nella legge di Bilancio 2017 è il cumulo gratuito esteso anche ai soggetti iscritti alle casse professionali privatizzate, che offre la possibilità di conseguire un’unica pensione cumulando gratuitamente i contributi versati presso due o più gestioni (Inps, gestione separata Inps, Inpdap e Casse dei professionisti). Ricordiamo che, con la circolare 140/2017, l’Inps ha fornito le istruzioni per il cumulo gratuito dei contributi versati, in periodi non coincidenti, in più casse di previdenza.

Il documento stabilisce i criteri e i requisiti per l’erogazione della pensione, dettagliandoli a seconda dei diversi trattamenti pensionistici che possono essere conseguiti in regime di cumulo:

  • pensione di vecchiaia
  • pensione anticipata
  • pensione di inabilità
  • pensione ai superstiti
[Continua...]Clicca qui per accedere ai contenuti completi e scaricare gli allegati

---

Arriva Smart Road, controllo e assistenza sulle strade grazie a wifi e droni

Pali di rilevamento, droni e wifi: grazie al progetto Smart Road, informazioni in tempo reale, manutenzione costante e sicurezza stradale


Il 9 febbraio scade il bando dell’Anas da 30 milioni, pubblicato in Gazzetta lo scorso 22 dicembre, per la realizzazione degli elementi funzionali della smart road, inclusi i data center, che faranno dunque da base alla nuova “Internet of Roads“.

Negli ultimi anni, in effetti, il discorso sulla mobilità del futuro si è concentrato soprattutto sulle vetture, pensando alla guida autonoma.

Ma a cambiare profondamente sarà anche il contesto: la strada. L’infrastruttura fisica infatti non sarà più solo la congiunzione tra una destinazione e l’altra, ma un luogo più intelligente, un sistema integrato dove chi guida sarà assistito puntualmente grazie alla tecnologia.

Smart Road è un insieme di infrastrutture tecnologiche che puntano alla sostenibilità e all’innalzamento della sicurezza e della fruibilità delle strade attraverso la digital transformation, ossia un processo dinamico che realizza servizi e soluzioni“, spiega lo studio che ha firmato il progetto.

Alla base del progetto la realizzazione di innovative infrastrutture abilitanti per la realizzazione di innumerevoli funzioni e per l’erogazione di servizi che rispondano alle moderne esigenze dell’utente della strada. Di fatto i conducenti potranno essere informati in tempo reale sulle condizioni delle strade grazie alla tecnologia “Wifi in motion” che consente la comunicazione delle informazioni ai veicoli in movimento.

[Continua...]

Clicca qui per accedere ai contenuti completi e scaricare gli allegati

---

Commissari di gara, in Gazzetta le nuove linee guida Anac n. 5

Pubblicate le nuove linee guida Anac n. 5 sui criteri di scelta dei commissari di gara e di iscrizione all’albo delle commissioni di gara

Sulla Gazzetta Ufficiale n. 28 del 3 febbraio 2018 è stata pubblicata la delibera ANAC 10 gennaio 2018, n. 4 recante “Aggiornamento al decreto legislativo n. 56/2017 della Linee guida n. 5, di attuazione del decreto legislativo 18 aprile 2016, n. 50, recanti: «Criteri di scelta dei commissari di gara e di iscrizione degli esperti nell’Albo nazionale obbligatorio dei componenti delle commissioni giudicatrici»“.

Dopo l’entrata in vigore del dlgs 56/2017, l’Anac ha ritenuto opportuno procedere all’aggiornamento delle linee guida n. 5/2016 al fine di tener conto delle modifiche normative apportate dal citato decreto, nonché di alcuni elementi necessari a permettere lo sviluppo del processo informatico di iscrizione e aggiornamento dell’albo delle commissioni giudicatrici e di alcuni suggerimenti pervenuti da diversi interlocutori. Sulle nuove linee guida si era già espresso il Consiglio di Stato che aveva sollevato alcune questioni sulla composizione dell’albo ed alle modalità di nomina dei commissari esterni ed interni.

Nonostante la pubblicazione in Gazzetta, le nuove linee guida, però, non saranno operative fino a quando l’Anac dichiarerà operativo l’Albo con ulteriori linee guida.

[Continua...]

Clicca qui per accedere ai contenuti completi e scaricare gli allegati

---

Messa in sicurezza edifici pubblici e territorio, le domande entro il 20 febbraio

In arrivo 150 milioni di euro ai Comuni per la messa in sicurezza degli edifici pubblici e del territorio. Ecco come accedere ai contributi

Il Ministero dell’Interno ha comunicato (dm 29 gennaio 2018) che le domande per le richieste di contributo, da parte dei Comuni, per interventi finalizzati alla messa in sicurezza di edifici pubblici (comprese le scuole) e del territorio devono pervenire entro il 20 febbraio 2018.

Come previsto dalla legge di Bilancio 2018, sono stati stanziati 850 milioni di euro complessivi per la messa in sicurezza degli edifici pubblici e del territorio nazionale, di cui:

  • 150 milioni per l’anno 2018
  • 300 milioni per l’anno 2019
  • 400 milioni per l’anno 2020

Le domande

Per il 2018 sono, quindi in arrivo 150 milioni di euro; i Comuni devono comunicare al Ministero dell’Interno le richieste di contributo entro le ore 24:00 del 20 febbraio 2018.

Le domande vanno inoltrate esclusivamente con modalità telematica, attraverso il portale Sistema Certificazioni Enti Locali (AREA CERTIFICATI TBEL, altri certificati).

Il modello da utilizzare è quello in allegato al dm 29 gennaio 2018 e deve contenere:

  • una sintetica descrizione dell’opera
  • il codice unico di progetto (CUP)
  • eventuali forme di finanziamento concesse da altri soggetti sulla stessa opera
  • il codice edificio SNAES (Sistema Nazionale delle Anagrafi dell’Edilizia Scolastica) se l’opera riguarda l’edilizia scolastica
[Continua...]Clicca qui per accedere ai contenuti completi e scaricare gli allegati

---

Mobilità ciclistica, dal 15 febbraio 2018 è in vigore la legge

In Gazzetta la legge per lo sviluppo della mobilità ciclistica con la realizzazione della rete nazionale Bicitalia, ciclovie regionali e locali. Nei regolamenti edilizi la previsione di spazi comuni e attrezzati per il deposito biciclette

I finanziamenti per le ciclovie nazionali e gli itinerari urbani diventano un obbligo; è stata, infatti, pubblicata in Gazzetta Ufficiale (n.25 del 31 gennaio 2018) la legge 11 gennaio 2018, n. 2 recante:

Disposizioni per lo sviluppo della mobilita’ in bicicletta e la realizzazione della rete nazionale di percorribilità ciclistica. 

Finalità

La legge ha il duplice obiettivo di promuovere l’uso della bicicletta sia come mezzo di trasporto quotidiano sia per le attività turistiche e ricreative, al fine di:

  • migliorare l’efficienza, la sicurezza e la sostenibilità della mobilità urbana, contro il traffico e l’inquinamento
  • accrescere e sviluppare l’attività turistica, tutelando il patrimonio naturale e ambientale e valorizzando il territorio e i beni culturali

[Continua...]

Clicca qui per accedere ai contenuti completi e scaricare gli allegati

---

Banda ultralarga, dall’Anci la nuova guida operativa per i Comuni

Procedure, obblighi e strumenti per i Comuni per la gestione degli interventi di realizzazione di infrastrutture digitali in banda ultralarga attuati da operatori di telecomunicazioni nel territorio.

Quali sono le procedure da seguire per la corretta predisposizione e installazione della banda ultralarga?

Quali gli obblighi normativi in vigore nei Comuni?

E quali gli strumenti attuativi?

Le risposte a questi quesiti sono tutte nel nuovo documento dell’Anci. La guida parte dalla considerazione di quello che è oggi lo stato dell’arte della copertura del territorio italiano in banda larga ed ultralarga e del piano strategico nazionale di crescita digitale e banda ultralarga (Italia Digitale 2020), per poi offrire una panoramica sugli interventi legislativi (come ad esempio il dlgs 33/2016) che si sono succeduti negli ultimi anni e che hanno consentito di definire i ruoli ed individuare gli strumenti operativi di programmazione, attuazione e controllo a supporto delle attività dei comuni e che mirano a ridurre i tempi di rilascio delle autorizzazioni da parte delle autorità competenti alla gestione del suolo pubblico.

[Continua...]

Clicca qui per accedere ai contenuti completi e scaricare gli allegati

---

Legittima l’esenzione transitoria dall’Imu agricola

Non è incostituzionale l’esenzione transitoria dall’ Imu per i terreni agricoli nei comuni montani e parzialmente montani, ma le loro entrate vanno garantite

La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 17/2018 depositata il 2 febbraio scorso, ha affrontato un ricorso presentato dalla Regione Sardegna e dal Tar del Lazio.

La Suprema Corte ha considerato infondata la questione di legittimità, proposta dalla Regione autonoma Sardegna, che lamentava la lesione delle proprie competenze, nonché dal Tar del Lazio, per il mancato rispetto del principio di riserva di legge in materia tributaria.

Il fatto

Nel maggio del 2015 la Regione autonoma Sardegna ha impugnato, con riferimento ad alcuni specifici commi, l’art. 1 del dl n. 4/2015 (Misure urgenti in materia di esenzione Imu) convertito con modificazioni dalla legge n.34/2015 con riferimento a vari articoli dello Statuto speciale per la Sardegna, del decreto di attuazione dello statuto speciale per la Sardegna, alle norme concernenti il conferimento di funzioni amministrative alla Regione in materia di agricoltura contenute nel dl di attuazione dello Statuto speciale della regione Sardegna, nonché in riferimento agli artt. 3, 53, 81, 97, 117, 118 e 119 della Costituzione e ai principi di leale collaborazione e di sussidiarietà.

La Regione ha censurato anzitutto l’art. 1, comma 1, del dl n. 4 del 2015 in quanto, al fine di perimetrare l’esenzione dall’Imu, avrebbe rinviato all’elenco dei Comuni italiani redatto dall’Istat mentre tale competenza spetterebbe alla Regione, con conseguente usurpazione della stessa da parte dello Stato.

[Continua...]

Clicca qui per accedere ai contenuti completi e scaricare gli allegati

---

Studi di settore: pubblicati i nuovi modelli, 24 riguardano i professionisti

Approvati dall’Agenzia delle Entrate i 193 modelli, di cui 24 per i professionisti, da utilizzare per la comunicazione dei dati rilevanti per l’applicazione degli studi di settore riferiti al periodo di imposta 2017

La dichiarazione dei redditi 2017, da effettuarsi nell’anno in corso, sarà l’ultima basata sugli studi di settore. Come abbiamo anticipato in un precedente articolo infatti, i redditi del 2018, dichiarati nel 2019, saranno stimati in base ai nuovi indici di affidabilità fiscale.

In attesa del nuovo sistema di controllo fiscale, l’Agenzia delle Entrate ha approvato con provvedimento del 31 gennaio 2018, e reso disponibili online sul proprio sito, i modelli per la comunicazione dei dati riferiti al periodo di imposta appena conclusosi.

Con gli studi di settore il Fisco stima la capacità produttiva di liberi professionisti, lavoratori autonomi e imprese mediante analisi economiche e tecniche statistico-matematiche per considerare i presunti ricavi e compensi dei contribuenti, mentre il contribuente utilizza gli studi di settore per verificare, in fase dichiarativa, il posizionamento per congruità e coerenza rispetto alla considerata ‘normalità economica’.

Studi di settore: istruzioni per l’uso

I 193 nuovi modelli, di cui 24 sono relativi al comparto delle professioni, sono corredati dalle istruzioni per la compilazione.
È presente una parte generale con le istruzioni comuni a tutti gli studi di settore, come ad esempio le regole per individuare i contribuenti tenuti all’applicazione, per la presentazione del modello, le ipotesi di esclusione e non applicabilità.

Come già accaduto nel 2017, anche quest’anno l’impostazione dei modelli risponde ad un’esigenza di semplificazione, che richiede al professionista l’indicazione di meno informazioni.

Specifiche informazioni relative ai periodi di imposta 2014-2016 che permettano di adeguare lo studio di settore alla specifica situazione di congiuntura economica sfavorevole vanno inserite nel quadro T, mentre nel quadro Z trovano posto specifiche informazioni utili per consentire di operare la transizione verso gli indici sintetici di affidabilità fiscale previsti dal 2019.

La modulistica completa

La modulistica studi di settore approvata per il periodo di imposta 2017 si compone delle seguenti parti:

  • Istruzioni parte generale
  • Istruzioni Quadro A
  • Istruzioni Quadro F
  • Istruzioni Quadro G
  • Istruzioni Quadro X
  • Istruzioni Quadro T
  • 53 modelli grafici afferenti alle attività dei servizi, e relative istruzioni
  • 66 modelli grafici relativi al comparto del commercio, e relative istruzioni
  • 50 modelli grafici per il settore delle manifatture, e relative istruzioni
  • 24 modelli grafici per il comparto delle professioni, e relative istruzioni
  • Istruzioni comuni

[Continua...]

Clicca qui per accedere ai contenuti completi e scaricare gli allegati

---

CAM per l’edilizia, dal Ministero i nuovi chiarimenti sui criteri ambientali minimi per appalti pubblici

CAM per l’edilizia: aggiornate le FAQ sui criteri ambientali minimi per l’affidamento di servizi di progettazione e lavori di nuova costruzione, ristrutturazione e manutenzione di edifici pubblici

A seguito di diverse segnalazioni circa una non corretta applicazione da parte delle stazioni appaltanti dei criteri ambientali minimi (cosiddetti CAM) per l’edilizia, il Ministero dell’Ambiente ha pubblicato le nuove FAQ (aggiornate al 2 febbraio 2018) al fine di fornire utili precisazioni.

Il codice appalti, dlgs 50/2016, prevede che i criteri progettuali, cioè le specifiche tecniche, vengano inseriti nel capitolato speciale d’appalto e vengano tenute in considerazione.

Il decreto 11 gennaio 2017 ha incremento le previsioni relative alle percentuali minime di applicazione dei CAM negli appalti pubblici e ha fornito i criteri ambientali minimi e alcune indicazioni di carattere generale, sull’affidamento di servizi di progettazione e sui lavori per la nuova costruzione, la ristrutturazione, la manutenzione di edifici.

FAQ

Le stazioni appaltanti nell’applicare i CAM adottati con dm 11 ottobre 2017 trovano nelle FAQ la risposta a diverse perplessità scaturite nella lettura dei singoli criteri, anche laddove siano presenti delle incongruenze rispetto alle norme già vigenti citate nel testo.

[Continua...]

Clicca qui per accedere ai contenuti completi e scaricare gli allegati

---

Precompilata 2018, nuove specifiche tecniche sui bonus edilizi

Precompilata 2018, dalle Entrate nuove specifiche tecniche in merito a interventi di ristrutturazione e riqualificazione energetica di condomini e pagamenti con bonifici

In vista dell’elaborazione della dichiarazione precompilata 2018, l’Agenzia delle Entrate ha pubblicato nuovi provvedimenti che modificano le specifiche tecniche e le modalità per la trasmissione all’Anagrafe tributaria dei dati relativi ad alcune tipologie di spese effettuate nel corso del 2017.

Lo scopo è fornire al contribuente una dichiarazione dei redditi “preconfezionata” sempre più corretta e completa.

I provvedimenti riguardano la comunicazione dei dati relativi a:

  • spese per ristrutturazione edilizia e riqualificazione energetica effettuati su parti condominiali
  • pagamenti effettuati con bonifico per interventi di ristrutturazione edilizia e di riqualificazione energetica (i nuovi tracciati contengono una causale che consente di individuare i bonifici relativi alle spese per il bonus mobili)

Dichiarazione precompilata 2018, cos’è

L’Agenzia delle Entrate mette a disposizione dei contribuenti una dichiarazione dei redditi precompilata con una serie di dati già inseriti, quali:

[Continua...]

Clicca qui per accedere ai contenuti completi e scaricare gli allegati

Aggiungi l’indirizzo e-mail biblus-net@accasoftware.it alla tua rubrica per ricevere regolarmente le newsletter.

Per visualizzare le newsletter precedenti, consulta l'archivio on line.

Per pubblicare le notizie di BibLus-net sul tuo sito web, clicca qui e avvia la composizione guidata

Tutti i contenuti di BibLus-net sono di proprietà di ACCA software S.p.A. e possono essere riprodotti senza autorizzazione di ACCA software S.p.A. a condizione che sia chiaramente riportata la fonte: "BibLus-net - ACCA software - biblus.acca.it". ACCA software S.p.A. non si assume alcuna responsabilità per danni derivanti dall'uso professionale delle informazioni pubblicate. Leggi le condizioni d'uso.

Ai sensi Codice della Privacy (D.Lgs. 196/2003), puoi consultare, integrare, modificare i tuoi dati in nostro possesso, o richiedere di non ricevere più in futuro ulteriori informazioni dalla ditta scrivente, inviandone comunicazione al responsabile del trattamento presso ACCA software S.p.A. con sede in Contrada Rosole 13 - 83043 BAGNOLI IRPINO (AV) o scrivendo all’indirizzo e-mail: cancellazioni@acca.it