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Newsletter 547 del 28 dicembre 2017

In questo numero:



Fisco
Legge di Bilancio 2018, dopo l’ok definito del Senato è legge. Ecco le novità
Opere edili
Certificato di destinazione urbanistica, un utile vademecum
Fisco
Super-bonus condominio, detrazioni 80 e 85%
Varie e brevi
Legge di Bilancio 2018, bonus infissi e tende al 50%!
Varie e brevi
Dichiarazione di successione on-line: facciamo un confronto tra software
Professioni tecniche
Ingegneri e architetti, Inarcassa presenta le nuove polizze per iscritti. Ecco dettagli e costi
Professioni tecniche
Ingegneri, disponibile il testo unico con le linee di indirizzo per la formazione professionale (CFP 2018)
Lavori pubblici
Servizi ingegneria e architettura: arriva il parere del CdS sulle linee guida Anac
Architettura e BIM
La classificazione e la codifica delle informazioni nei processi BIM
Sicurezza
Indagini diagnostiche edifici scolastici, l’elenco delle somme ripartite tra Regioni e Province
Lavori pubblici
Codice pubblici, nuove soglie comunitarie dal 1° gennaio 2018
Tecnologie
Privacy violata? Ecco l’app che trasforma lo smartphone in uno “spia-fonino”
Rinnovabili
Rinnovabili, la nuova definizione di unità di consumo nell’applicazione delle tariffe elettriche
Sicurezza
Prevenzione rischio idrogeologico, arrivano 800 milioni di euro
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Legge di Bilancio 2018, dopo l’ok definito del Senato è legge. Ecco le novità

In vigore dal 1° gennaio le novità per la casa, l’edilizia e i professionisti nella legge di Bilancio 2018. Equo compenso, cessione del credito, ecobonus, detrazioni per ristrutturazioni, sismabonus e altro

Dopo l’approvazione della Camera, con voto di fiducia del 23 dicembre, è stato approvato in via definitiva dal Senato il testo ufficiale della Legge di Bilancio 2018. Le disposizioni contenute nella legge di Bilancio entreranno in vigore il 1° gennaio 2018.

In attesa della pubblicazione in Gazzetta, proponiamo una sintesi delle ultime novità per l’edilizia, la casa e i professionisti.

Equo compenso

Approvato l’emendamento che definisce in modo più rigoroso i criteri ministeriali per determinare l’equo compenso. In particolare, l’equo compenso è stato potenziato per tutte le professioni, sia per quelle per il cui svolgimento è necessaria l’iscrizione ad ordini professionali sia per quelle che non lo richiedono. Introdotte, inoltre, le seguenti modifiche:

  • non si potrà inserire nei contratti le clausole vessatorie (come la facoltà di modifica unilaterale del contratto o di pretendere prestazioni aggiuntive)
  • non si potrà stipulare accordi per eludere l’obbligo di forma scritta degli elementi fondamentali del contratto e il riconoscimento dei rimborsi per le spese legate alla prestazione
  • non si potrà accettare da parte dei professionisti termini di pagamento superiori a 60 giorni

Ecobonus

Dal 2018 l’ecobonus scende dal 65 al 50% per:

  • acquisto e installazione di finestre e infissi
  • sostituzione di impianti di climatizzazione invernale con impianti dotati di caldaie a condensazione oppure con impianti dotati di generatori di calore alimentati da biomasse combustibili
  • installazione di schermature solari

La detrazione rimane, invece, al 65% anche per il 2018 degli interventi qualificati con riferimento, fino al 31 dicembre 2017, ai valori di trasmittanza termica del dm 11 marzo 2011.

In pratica, resta al 65% per gli interventi di sostituzione di impianti di climatizzazione invernale con impianti dotati di caldaie a condensazione di efficienza almeno pari alla classe A e contestuale installazione di sistemi di termoregolazione evoluti, appartenenti alle classi V, VI oppure VIII, o con impianti dotati di apparecchi ibridi, costituiti da pompa di calore integrata con caldaia a condensazione, o per le spese sostenute per l’acquisto e posa in opera di generatori d’aria calda a condensazione.

Fino al 2021 la detrazione può arrivare al 70% per interventi su parti comuni che interessano almeno il 25% della superficie disperdente lorda o con detrazione al 75% per i lavori che migliorano la prestazione invernale ed estiva (dm 26 giugno 2015).

Bonus ristrutturazioni

La detrazione del 50% per gli interventi di ristrutturazione rimarrà uguale anche nel 2018.

Gli Istituti autonomi per le case popolari (Iacp) possono beneficiare di tutte le detrazioni per gli interventi di riqualificazione energetica.

Superbonus 80 e 85%

Prevista l’introduzione di un superbonus per le spese relative agli interventi sulle parti comuni degli edifici condominiali ricadenti nelle zone sismiche 1, 2 e 3, finalizzati congiuntamente alla riduzione del rischio sismico e alla riqualificazione energetica. Spetta una detrazione pari a:

  • 80%, se gli interventi determinano il passaggio a una classe di rischio inferiore
  • 85%, se gli interventi determinano il passaggio a 2 classi di rischio inferiori

Bonus mobili

Prorogato al 31 dicembre 2018 la detrazione del 50% per l’acquisto di mobili e di elettrodomestici di classe non inferiore ad A+; la detrazione spetta solo in riferimento agli interventi di ristrutturazione iniziati a decorrere dal 1° gennaio 2017.

Bonus verde

Il bonus verde, valido solo per il 2018 e ad unità immobiliare, riguarda la detrazione del 36% per le spese sostenute (nel limite massimo di 5.000 euro) per gli interventi di sistemazione a verde. In pratica, coprirà interventi di sistemazione a verde di aree scoperte private, realizzazione di impianti di irrigazione, pozzi, coperture a verde e giardini pensili.

Cessione del credito

Dal 2018 viene estesa la possibilità di cessione del credito per l’ecobonus anche alle ipotesi di interventi di riqualificazione energetica effettuati sulle singole unità immobiliari (ad oggi si può fare solo per i lavori sulle parti comuni condominiali).

Il sismabonus al 75 e 85% può essere ceduto da tutti i beneficiari a privati e fornitori.

Gli incapienti possono cedere l’ecobonus al 65, 70 e 75% a soggetti privati e anche alle banche, sia per le parti comuni dei condomini sia per le singole unità immobiliari.

Gli altri beneficiari non incapienti possono cedere l’ecobonus al 70 e 75% a tutti i privati ma non alle banche.

Incentivi energia rinnovabile

Per i produttori di energia da biomassa, biogas e bioliquidi sostenibili sono stati prorogati gli incentivi per la produzione di energia da fonti rinnovabili fino al 31 dicembre 2020.

Fondi per l’edilizia

In previsione fondi per l’edilizia destinati a:

  • messa in sicurezza degli edifici pubblici
  • messa in sicurezza del territorio
  • per la ristrutturazione dell’edilizia sanitaria

Ricostruzione post sisma Centro Italia

Previsto un ulteriore miliardo di euro di investimenti, per impegno complessivo di 2 miliardi di euro, per finanziare il nuovo piano di ricostruzione delle opere pubbliche (edifici pubblici, scuole, sedi comunali, caserme delle forze dell’ordine) nelle aree del centro Italia colpite dai terremoti del 2016.

Inoltre, per i Comuni del cratere c’è la sospensione del pagamento dei mutui fino alla fine del 2018.

Cedolare secca

Prorogata per altri 2 anni (fino al 2019) la cedolare secca con aliquota al 10% per i contratti a canone concordato.

Iva interventi di recupero

Ai fini dell’aliquota Iva del 10%, su interventi di recupero del patrimonio edilizio, la determinazione del valore dei beni significativi, deve essere effettuata sulla base dell’autonomia funzionale delle parti staccate rispetto al manufatto principale.

Bonus calamità naturali

Per le polizze assicurative stipulate dal 1° gennaio 2018, contro il rischio di eventi calamitosi sulle case, si può detrarre il 19% dall’Irpef dei premi.

Antincendio alberghi

Prorogato al 30 giugno 2019 l’obbligo di adeguamento delle norme antincendio nelle attività ricettive turistico-alberghiere con più di 25 posti letto. Gli alberghi potranno avvalersi della nuova proroga solo se, entro il 1° dicembre 2018, consegneranno al comando provinciale dei Vigili del fuoco la SCIA (Segnalazione certificata di inizio attività) parziale, che attesta il rispetto di almeno 4 prescrizioni.

In allegato proponiamo il testo della legge di Bilancio 2018 approvato in via definitiva dal Senato con voto di fiducia del 23 dicembre.

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Certificato di destinazione urbanistica, un utile vademecum

Certificato di destinazione urbanistica: come acquisirlo e quando è necessario allegarlo. Tutto quello che occorre sapere nel vademecum del Notariato

Il Certificato di destinazione urbanistica (CDU) è un documento rilasciato dal Comune che individua:

  • le caratteristiche
  • la destinazione urbanistica
  • i vincoli

di uno specifico terreno.

Il documento è obbligatorio in molti casi, tra cui le vendite forzate immobiliarie in esecuzione individuale. Tale obbligo nasce dal voler evitare di porre in vendita beni non commerciabili, perché frutto di una precedente lottizzazione abusiva, o di porre in vendita beni descritti con una destinazione e funzione diversa da quella effettiva in funzione di una vendita competitiva, trasparente e stabile nel rispetto dell’affidamento dei terzi e nell’interesse della procedura.

La disciplina dell’acquisizione e allegazione del CDU si ricava dal combinato disposto e dall’evoluzione degli artt. 567 e 591 bis c.p.c., 173 bis e 173 quater disp. att. c.p.c.. La vendita forzata ha un’espressa disciplina che ha espunto, tra l’altro, il concetto di vigenza e aggiornamento del CDU.

Il Consiglio Nazionale del Notariato ha prodotto un utile documento che tratta i seguenti argomenti

  1. allegazione del CDU all’atto di trasferimento di terreni e lottizzazione abusiva.
  2. l’obbligo di allegazione del CDU nella vendita di terreni a mezzo di atto negoziale ai sensi dell’art. 30 del Testo Unico Edilizia
  3. la disciplina dell’acquisizione e allegazione del CDU in sede di espropriazione forzata immobiliare
  4. la sequenza temporale della riformulazione degli artt. 567 e 591 bis c.p.c., 173 bis e 173 quater disp. att. c.p.c.
  5. conclusioni

Allegazione del CDU all’atto di trasferimento di terreni e lottizzazione abusiva

L’obbligo di allegazione del CDU agli atti negoziali è previsto dall‘art. 30 del dpr 380/2001 – Testo Unico Edilizia.

La prescrizione sull’allegazione del CDU agli atti tra vivi di trasferimento di terreni, si colloca nell’ottica di un generico contributo delle parti (e del notaio rogante) al rispetto delle prescrizioni urbanistiche vigenti, mediante una corretta comunicazione tra i contraenti e tra gli stessi e gli Uffici Comunali, ma la mancata allegazione del CDU all’atto negoziale non comporta di per sé la consumazione del reato e il reato, quando anche si configuri come lottizzazione giuridica e non materiale, ben può essere realizzato nel rispetto della disciplina dell’allegazione del CDU.

L’obbligo di allegazione del CDU nella vendita di terreni a mezzo di atto negoziale ai sensi dell’art. 30 del Testo Unico Edilizia

L’obbligo di allegazione del certificato di destinazione urbanistica agli atti tra vivi (in forma pubblica o privata) aventi ad oggetto “trasferimento o costituzione o scioglimento della comunione di diritti reali relativi a terreni”, come noto, era originariamente previsto a pena di nullità (non sanabile) ed era interpretato sia in funzione della tutela dell’interesse pubblico all’ordinato sviluppo del territorio.

Ricordiamo, invece, che oggi l’art. 30 testo unico, pur continuando a prevedere che siano “nulli gli atti “ove agli atti stessi non sia allegato il certificato di destinazione urbanistica contenente le prescrizioni urbanistiche riguardanti l’area interessata”, prevede la possibilità della conferma (e sanatoria) degli atti privi di tale allegato ad opera di uno solo dei due contraenti o di un avente causa in un momento successivo.

La disciplina dell’acquisizione e allegazione del CDU in sede di espropriazione forzata immobiliare

Gli argomenti per sostenere che la disciplina dettata dall’art. 30 Testo Unico Edilizia non riguardi le vendite forzate che si attuano a mezzo di decreto di trasferimento (se non nei limiti del richiamo in esse contenute) sono:

  • quello letterale, della terminologia usata dal legislatore del Testo Unico Edilizia avente sicuramente ad oggetto atti negoziali e non giudiziali
  • quello sistematico

La sequenza temporale della riformulazione degli artt. 567 e 591 bis c.p.c., 173 bis e 173 quater disp. att. c.p.c.

La lettura sinottica degli articoli interessati dalle modifiche apportate al c.p.c., a partire dall’8 settembre 1998 (data di entrata in vigore della legge 302 del 1998) ad oggi, evidenzia la ratio della disciplina processuale che è essenzialmente quella della trasparenza delle informazioni, con conoscenza da parte dell’ufficio, dei terzi interessati all’acquisto e dell’acquirente di una medesima e determinata situazione urbanistica rispetto ai beni e non solo ai terreni da vendere.

In allegato proponiamo il vademecum del Notariato.

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Super-bonus condominio, detrazioni 80 e 85%

Arriva il super-bonus condominio: la legge di Bilancio 2018 prevede detrazioni dell’80 e 85% per lavori congiunti di efficientamento sismico ed energetico

In materia di lavori condominiali arriva il bonus unico, somma di ecobonus e sismabonus, per gli interventi “finalizzati congiuntamente alla riduzione del rischio sismico e alla riqualificazione energetica”, arriva il c.d. super-bonus.

Il nuovo super-bonus condomini è stato introdotto nella legge di Bilancio 2018.

Per le spese relative agli interventi su parti comuni di edifici condominiali ricadenti nelle zone sismiche 1, 2 e 3 finalizzati congiuntamente a:

  • riduzione del rischio sismico
  • riqualificazione energetica

spetta, in alternativa alle detrazioni previste per l’ecobonus maggiorato 70%-75% (comma 2- quater art. 14 dl 63/2013) e per il sismabonus (art.16 comma 1 quinques), viene riconosciuta:

  1. una detrazione dell’80%, ove gli interventi determinino il passaggio ad una classe di rischio sismico inferiore
  2. una detrazione dell’85%, ove gli interventi determinino il passaggio a due classi di rischio inferiori

Il tetto di spesa è pari a 136.000 € per ogni unità immobiliare del condominio.

Il super-bonus condomini rappresenta un’occasione da non lasciarsi scappare per coloro che intendono riqualificare il propri condominio, potendo usufruire di una maxi detrazione anche in zona sismica 3.

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Legge di Bilancio 2018, bonus infissi e tende al 50%!

Legge di Bilancio 2018, il Senato approva il testo definitivo da pubblicare in gazzetta. Purtroppo l’ecobonus per finestre e tende da sole scende al 50%

Il Senato ha approvato definitivamente in terza lettura la legge di Bilancio 2018 “Bilancio di previsione dello Stato per l’anno finanziario 2018 e bilancio pluriennale per il triennio 2018-2020”.

Relativamente alla detrazione fiscale per la sostituzione di infissi e tende da sole, il Governo e il Parlamento, attraverso il voto di fiducia, hanno confermato la riduzione al 50% del bonus per la riqualificazione energetica; in particolare, il testo approvato prevede che

“ai commi 1 e 2, dopo l’ultimo periodo sono aggiunti i seguenti: « La detrazione di cui al presente comma è ridotta al 50 per cento per le spese, sostenute dal 1º gennaio 2018, relative agli interventi di acquisto e posa in opera di finestre comprensive di infissi, di schermature solari ….

Cattive notizie dunque sia per i produttori di infissi e tende, sia per chi ha intenzione di sostituire infissi e tende dal prossimo anno.

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Dichiarazione di successione on-line: facciamo un confronto tra software

Dichiarazione di successione on-line e invio telematico. Ecco le reali differenze tra il software delle Entrate e i software professionali

Concesso un ulteriore anno di proroga per la presentazione telematica della dichiarazione di successione e voltura (Provvedimento Entrate 305134/2017 del 28 dicembre 2017).

In questo articolo illustriamo dapprima le caratteristiche della nuova dichiarazione di successione e successivamente effettuiamo un confronto tra il software “SuccessioniOnLine” dell’Agenzia e un software professionale, ACCA “DeCuius”, per gestire tutta la pratica di successione.

Nuove regole per dichiarazione di successione e voltura

Secondo le nuove regole, la dichiarazione di successione con la relativa domanda di voltura catastale, con riferimento alle successioni aperte successivamente al 3 ottobre 2006, deve essere presentata per via telematica (c’è una proroga di un anno per l’obbligo).

Se il decesso è avvenuto prima del 3 ottobre 2006, è necessario comunque utilizzare le vecchie regole con la compilazione del Modello 4. Anche per le dichiarazioni integrative, sostitutive o modificative di una precedente dichiarazione presentata con il Modello 4, occorre continuare a utilizzare questo modello seguendo le relative modalità di presentazione.

Se il defunto risiedeva all’estero ma in precedenza aveva risieduto in Italia, la dichiarazione di successione deve essere presentata all’ufficio dell’Agenzia nella cui circoscrizione era stata fissata l’ultima residenza italiana. Se quest’ultima non è conosciuta, la dichiarazione va presentata presso la Direzione Provinciale II di ROMA (Ufficio Territoriale ROMA 6 – EUR TORRINO, in Via Canton 20 – CAP 00144 Roma).

Se il contribuente ha deciso di non avvalersi del servizio di voltura automatica tramite la presentazione della dichiarazione di successione, entro 30 giorni dalla registrazione della stessa deve presentare la richiesta di voltura degli immobili ai competenti uffici provinciali Territorio dell’Agenzia.

Software “SuccessioniOnLine” dell’Agenzia delle Entrate, guida all’installazione e all’uso

SuccessioniOnLine (Suc13) è il software delle Entrate che consente la compilazione della dichiarazione di successione secondo le nuove regole.

Per installare il software è necessario procedere a tutta una serie di preliminari, tra cui l’installazione del software Java Virtual Machine 1.7.

Java

Dopo aver installato la macchina virtuale di Java, occorre lanciare il software dal collegamento che viene creato nel seguente percorso:

Start -> Tutti i programmi -> Atti registro -> Dichiarazione di successione 

Lanciato l’applicativo, bisogna compilare il proprio “Profilo Utente”

scelta-profilo-utente

Occorre specificare se il contribuente trasmetterà direttamente la dichiarazione (attraverso altri servizi e procedure; NB: precisiamo sin da ora che con SuccessioniOnLine non si può inviare la dichiarazione, ma solo generare un file da trattare successivamente) oppure se l’utilizzatore è un soggetto intermediario che invierà la dichiarazione per conto di altri.

Dopo aver lanciato il programma, è possibile avviare la compilazione di una nuova dichiarazione di successione, premendo il bottone “Nuova dichiarazione”.

Si avvia una sorta di compilazione assistita, che ricorda innanzitutto all’utente i limiti del programma, tra cui quello di poter usare il programma solo per le successioni aperte successivamente al 3 ottobre 2006.

Wizard iniziale SuccessioniOnline

Wizard iniziale SuccessioniOnline

Si procede ad inserire manualmente i dati richiesti: codice fiscale e dati anagrafici del defunto, codice fiscale e dati anagrafici del dichiarante, codice carica, ecc.

Il software effettua controlli sulla correttezza dei dati (come ad esempio del codice fiscale), ma non offre alcuna utility per correggere/definire i valori corretti.

wizard-controlli

Completata la compilazione del Wizard, si passa alla compilazione del frontespizio (con i dati generali) e dei vari quadri.

Occorre compilare i campi richiesti; tuttavia non è presente una guida puntuale per la spiegazione dei dati, né vengono forniti particolari aiuti. In caso di errore e mancata compilazione di dati necessari, viene semplicemente indicato che il dato è errato o mancante, senza funzionalità di diagnostica.

errore

Purtroppo, durante la compilazione della pratica ci si è anche trovati nella condizione di dover provare a modificare diversi campi, riuscendo a “sbloccare” la situazione di stallo dopo un bel po’ di tempo.

Si procede poi a compilare l’attivo ereditario, compilando tutti i dati richiesti. I valori relativi a Codice Comune, valore catastale, ecc. vanno inseriti manualmente. Il programma non prevede la definizione automatica.

Nei quadri EB, EC è possibile aggiungere nuovi beni, selezionando il bottone “nuovo modello”, posto nella parte in basso a destra della finestra.

Terminata la compilazione dei quadri relativi ai beni posseduti, si procedere alla liquidazione delle imposte.
liquidazione-delle-imposte

Il software definisce in automatico le imposte; tuttavia, ravvedimenti, sanzioni, interessi o altro tipo di imposte vanno inseriti manualmente.

Occorre anche inserire le coordinate bancarie con codice fiscale e iban dell’intestatario del conto.

Relativamente ai documenti allegati (dichiarazione sostitutiva atto di morte, autoliquidazione, albero genealogico, ecc.) non è presente un editor che guidi il contribuente nella compilazione, ma vanno semplicemente allegati alla pratica. A tal fine, nel quadro EG, per ogni documento occorre procedere nel seguente modo, non troppo intuitivo:

  1. specificare il numero di allegati per ogni rigo: esempio “1”
  2. cliccare sul bottone “+”
  3. attendere l’apertura del dialogo e scegliere il file da allegare
  4. confermare con il bottone “Apri…”
  5. inserire una descrizione
  6. confermare

allegati

Occorre ripetere l’operazione per ogni allegato.

Infine, solo se tutti i dati immessi sono corretti, la cartella del quadro EH diventa verde ed è possibile procedere alle dichiarazioni sostitutive, ecc.

quaxdro-eh

Diventa finalmente possibile visualizzare il quadro EE con il prospetto riepilogativo dell’asse ereditario.

Selezionando “Chiudi” si completa l’iter di generazione del file XML; in particolare, il file con estensione “.suc” viene salvato nella cartella: “C:\AttiRegistro\arc\”.

creazione-xml

Da notare che il file “.suc” dovrà poi essere validato e trattato per il successivo invio telematico.

Di seguito si analizza l’iter per la compilazione e l’invio della nuova dichiarazione di successione mediante l’utilizzo di un software professionale, ossia DeCuius versione 9.00 di ACCA software.

Dichiarazione di successione con il software professionale ACCA DeCuius

La nuova versione del software professionale DeCuius presenta nella parte sinistra della schermata un navigatore ad albero che guida l’utente nella compilazione di tutti i campi richiesti.

de-cuius

Il software è in grado di guidare e supportare costantemente l’utilizzatore con l’ausilio di una diagnostica in tempo reale; anche l’input dei dati appare agevole e assistito. I campi tipo (codice fiscale, CAP, codice comune, ecc.) sono generati automaticamente dal programma.

È possibile generare dichiarazioni di successione anche antecedenti al 3 ottobre 2006.

Nella maschera iniziale, dopo aver inserito i dati richiesti, viene visualizzata “diagnostica dinamica” che informa l’utente sullo stato della pratica: ad esempio se fossero già scaduti i termini di presentazione della pratica, il software ci informerebbe delle tempistiche e dei modi per avvalersi del ravvedimento operoso (qualora possibile). Anche i calcoli vengono effettuati in automatico.

Albero genealogico

Terminata la compilazione dei dati generali degli attori, DeCuius fornisce in automatico l’albero genealogico, sia in forma grafica che in forma testuale.

albero-genealogico

Definizione dell’asse ereditario e calcoli automatici

Anche l’input dei beni immobili (sia terreni che fabbricati) risulta snello e agevolato: basta inserire la rendita e il software determina in automatico il valore imponibile (mostrando anche i calcoli effettuati).

Inoltre, è possibile importare i dati catastali in maniera automatizzata direttamente da una visura catastale in formato PDF: il software riconosce tutti i cespiti presenti con i rispettivi dati (rendite, classi, categorie, consistenze, ecc.).

rendita-catastale

Diagnostica costante e help normativo

DeCuius offre una diagnostica completa che “vigila” sull’operato del tecnico, impedendogli di volta in volta di commettere errori in fase di compilazione.

Inoltre, è disponibile un help normativo sui vari quadri e campi, che “spiega” le nuove regole in maniera semplice e comprensibile.

help-de-cuius

Documentazione da allegare

Con DeCuius si ottiene direttamente, e senza possibilità di errore, la compilazione automatica degli allegati obbligatori.

Dopo aver inserito i dati richiesti, il software genera automaticamente i documenti:

  • prospetto di liquidazione
  • modello di pagamento (se necessario)
  • altri modelli (compilabili e personalizzabili con l’editor interno)

Tutti gli allegati generati dal programma sono già conformi al formato richiesto dall’Agenzia delle Entrate (PDF/A).

Infine è possibile stampare la dichiarazione di successione e ottenere, in funzione dei casi:

  • il Modello di dichiarazione di successione 2017
  • il vecchio Modello 4
  • il file per l’invio telematico (.suc)

allegati-de-cuius

Vantaggi offerti da DeCuius

Pur apprezzando lo sforzo effettuato dall’Agenzia delle Entrate di offrire un software per la compilazione della dichiarazione di successione e i vantaggi derivanti da un software gratuito, l’uso di un software professionale offre al tecnico una serie innumerevole di vantaggi.

Di seguito riportiamo alcuni dei vantaggi offerti da un software professionale come DeCuius:

  • semplicità d’utilizzo
  • assistenza tecnica telefonica gratuita
  • diagnostica continua e con controllo completo sull’input dei dati
  • diagnostica con un primo controllo per la produzione dei file per l’invio telematico
  • help in linea che guida il tecnico nella compilazione dei dati secondo le indicazioni tecniche del Fascicolo 1 e 2 e secondo il Provvedimento dell’Agenzia delle Entrate del 27/12/2016 e succ. Provv. prot. 112426 del 15/06/2017
  • strumento unico ed integrato, con compilazione automatica di: codice fiscale, codice Comune
  • calcolo automatico di sanzioni e interessi
  • definizione automatica del ravvedimento operoso
  • compilazione automatica della modulistica da allegare
  • generazione automatica del prospetto di autoliquidazione
  • generazione automatica dell’albero genealogico sia in formato grafico che testuale
  • editor di testo per la compilazione e la personalizzazione dei modelli
  • possibilità di gestire la voltura anche in maniera separata dalla successione
  • possibilità di gestire successioni apertesi prima del 3 ottobre 2006
  • possibilità di modifica/integrazione di successioni aperte con la vecchia modalità
  • possibilità di generazione e stampa F24
  • allegati prodotti dal programma già validati secondo le regole e i formati previsti
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Ingegneri e architetti, Inarcassa presenta le nuove polizze per iscritti. Ecco dettagli e costi

Inarcassa presenta le polizze per iscritti relative al quadriennio 2018-2021. Ecco i vantaggi previsti dalla nuove condizioni

Inarcassa informa che RBM Salute S.p.A.  insieme a Previmedical S.p.A. è risultata vincitrice della gara d’appalto e sarà quindi il nuovo il partner di Inarcassa per i prossimi 4 anni (2018-2021) per la gestione della polizza Sanitaria base “Grandi Interventi Chirurgici e Gravi Eventi Morbosi”, e del “Piano sanitario Integrativo” in convezione.

Rispetto al precedente contratto, le coperture sono state integrate con nuove garanzie, che vanno a coprire alcuni bisogni specifici molto avvertiti dagli associati, come ad esempio la protezione degli eventi infortunistici.

Vi sono novità anche nelle modalità di accesso alle polizze.

La polizza base sarà garantita gratuitamente da Inarcassa agli iscritti e ai pensionati iscritti. I beneficiari di pensione (diretta o ai superstiti) non iscritti, che sul mercato non troverebbero altre forme di copertura sanitaria a causa dell’età, potranno invece aderirvi facoltativamente a proprie spese.

Dal 2018 la copertura assicurativa sarà riservata ai professionisti in regola con gli adempimenti contributivi, in analogia con tutte le altre forme di tutela previdenziale e assistenziale liquidate dall’Associazione.

La copertura sarà esclusa per coloro che non siano in regola alla data del 15 ottobre di ogni anno e con effetto sull’assicurazione dell’anno successivo.

Tutti gli assicurati con la Polizza Base potranno estendere le garanzie al nucleo familiare, con premio a proprio carico. Sarà invece possibile per i soli iscritti attivare, facoltativamente e sempre a proprie spese, il Piano sanitario Integrativo, per sé o anche per i familiari.

Ecco un’anticipazione delle novità:

  • Indennità gesso” da infortunio di 50 € giornalieri in caso di ricovero o inabilità temporanea totale o parziale, nel limite di 40 giorni per sinistro e di 100 giorni per anno assicurativo;
  • Nuove prestazioni nell’elenco Grandi Interventi. Interventi oncologici: fibroma dell’utero; interventi di neurochirurgia (ernia discale); interventi di chirurgia maxillo-facciale (rinosettoplastica in difetto nasale traumatico); interventi di chirurgia uro-genitale (ipertrofia prostatica);
  • Indennità dread desease: una tantum di € 2.500 estesa all’impianto di by-pass;
  • Prestazioni medico – specialistiche, riabilitative o infermieristiche riferite a malattie oncologiche e a patologie degenerative (es. sclerosi a placche, SLA, tetraplegia, Alzheimer, morbo di Parkinson), sono garantite indipendentemente dal ricovero e/o dalla prima diagnosi della malattia;
  • Prestazioni chemioterapiche per le malattie oncologiche qualunque sia la forma di somministrazione, anche farmacologica, di trattamenti antitumorali riconosciuti dai protocolli internazionali;
  • Nuove prestazioni in check-up: ecografia addome, MOC (ogni tre anni), gastroscopia (ogni tre anni);
  • Prevenzione Pacchetto Donna: tra 30 e 39 anni (ecocolordoppler venoso agli arti inferiori – una volta ogni due anni e test HPV (Papilloma Virus); tra 40 e 49 anni (visita senologica – una volta ogni anno in combinazione con ecografia mammaria/mammografia); over 50 anni (indagini di laboratorio specifiche, una volta ogni tre anni); senza limiti di età (ecografia transvaginale, una volta ogni due anni);
  • Prevenzione Pacchetto Uomo: over 21 anni (ecografia testicolare sino al compimento dei 40 anni, una volta ogni due anni); over 50 anni (ECG da sforzo – una volta ogni due anni);
  • Prevenzione Sindrome Metabolica;
  • Possibilità di sottoscrivere una polizza infortuni (per i soli iscritti e attivabile fino a 70 anni) che copre morte, invalidità permanente e infortuni e riconosce un’indennità integrativa giornaliera in caso di infortunio;
  • Sconti e/o tariffe riservate agli associati per prestazioni non contemplate in polizza. Ad ogni assistito sarà assegnata una card elettronica nominativa, scaricabile attraverso la APP Mobile RBM Salute o attraverso l’area riservata.

Spese per le adesioni 

  • Polizza Base “Grandi Interventi e Gravi Eventi Morbosi”
    • € 169,37 premio annuo lordo per i pensionati non iscritti
    • € 464,93 premio annuo lordo estensioni garanzie ai familiari indipendentemente dal numero
  • Polizza Integrativa
    • € 604,41 premio annuo lordo per ogni assicurato di età fino a 45 anni
    • € 1.208,81 premio annuo lordo per ogni assicurato di età superiore a 45 anni e fino a 65 anni;
    • € 1.813,22 premio annuo lordo per ogni assicurato di età superiore a 65 anni.

Sarà applicato uno sconto a tutti i membri del nucleo familiare ad eccezione del titolare della copertura integrativa secondo lo schema seguente:

  • Titolare + 1 componente del proprio nucleo familiare = sconto del 15%
  • Titolare + 2 componenti del proprio nucleo familiare = sconto del 20%
  • Titolare + 3 o più componenti del proprio nucleo familiare = sconto del 25%
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Ingegneri, disponibile il testo unico con le linee di indirizzo per la formazione professionale (CFP 2018)

Il CNI ha pubblicato un testo unico con le linee di indirizzo sull’aggiornamento della competenza professionale 2018: apprendimento non formale, informale, formale, esoneri

Il dpr 137/2012 impone ai professionisti l’aggiornamento continuo della propria competenza professionale, al fine di garantire qualità ed efficienza della prestazione professionale resa al proprio cliente.

Il CNI ha reso disponibile le linee di indirizzo sull’aggiornamento professionale 2018 per l’applicazione del “Regolamento per l’aggiornamento della competenza professionale“, pubblicato sul Bollettino Ufficiale del Ministero della Giustizia n. 13 del 15 luglio 2013.

Il testo unico è strutturato nei seguenti paragrafi:

  • definizione dei crediti formativi professionali
  • apprendimento non formale
  • apprendimento informale
  • apprendimento formale
  • compiti del CNI
  • compiti degli ordini territoriali
  • compiti degli iscritti
  • esoneri
  • controlli e sanzioni
  • FAD

I crediti formativi professionali (CFP)

Gli ingegneri per esercitare la professione devono risultare in possesso di almeno 30 CFP, da conseguire in ogni area formativa indipendentemente dal proprio settore di iscrizione.

Durante l’anno solare, l’anagrafe nazionale dei crediti professionali registra tutte le partecipazioni a eventi formativi autorizzati al rilascio di CFP da parte degli iscritti, senza effettuare il conteggio totale dei CFP maturati sino a quella data. Il conteggio totale dei CFP viene effettuato una sola volta per anno solare alla data del 31 dicembre.

Il numero massimo di CFP è pari a 120.

L’algoritmo di per il calcolo è il seguente:

  • CFP inizio nuovo anno = CFP inizio anno precedente – 30 CFP + CFP accumulati + CFP per esoneri concessi nell’anno

Per i nuovi iscritti valgono le seguenti regole:

  1. iscrizioni dal primo gennaio al 30 giugno: alla fine dell’anno saranno detratti 30 CFP
  2. iscrizioni dal primo luglio al 31 dicembre: alla fine del primo anno verranno detratti 15 CFP.

Attività di aggiornamento professionale

Le modalità di formazione professionale continua sono di 3 tipi:

  • apprendimento non formale
  • apprendimento informale
  • apprendimento formale

Apprendimento non formale

Le attività di formazione professionale continua non formale, finalizzate al riconoscimento dei CFP, in generale sono quelle organizzate direttamente ed esclusivamente da:

  • Ordini territoriali
  • Provider
  • CNI

Tra le attività formative si ha:

  • corsi e seminari (frontali o a distanza) riconosciuti, compresi quelli obbligatori per legge
  • convegni, conferenze ed altri eventi specificatamente individuati dal CNI
  • visite tecniche qualificate a siti di interesse
  • stages formativi
  • eventi formativi organizzati all’interno di manifestazioni fieristiche/mostre convegno
  • congressi nazionali e internazionali
  • dimostrazioni tecniche

Apprendimento informale

Per il riconoscimento dei 15 CFP/anno relativi all’aggiornamento informale legato all’attività professionale dimostrabile, occorre compilare la relativa modulistica ed inviarla telematicamente all’Anagrafe Nazionale dei crediti entro il 31 gennaio dell’anno successivo.

Le attività di formazione informale comprendono:

  • l’aggiornamento legato all’attività professionale dimostrabile
  • la certificazione delle competenze professionali da parte dell’Ordine
  • le pubblicazioni qualificate
  • i brevetti
  • la partecipazione qualificata a organismi, gruppi di lavoro, commissioni tecniche e di studio in Italia e all’estero, riconosciuti dal CNI
  • la partecipazione alle commissioni per gli esami di Stato per l’esercizio della professione di Ingegnere/ Ingegnere junior
  • la partecipazione a interventi di carattere sociale/umanitario in occasione di calamità naturali inerenti l’ambito professionale

Apprendimento formale

Tra le attività di apprendimento CFP, sono riconosciuti:

  • master universitari (riconosciuti 30 CFP, indipendentemente dalla durata)
  • dottorato di ricerca (attribuiti 30 CFP al superamento di ciascun anno, per un massimo di 3 anni)
  • insegnamenti universitari (conseguimento dei CFP attraverso il superamento di singoli esami universitari con la corrispondenza di 1 CFU = 1 CFP, con un massimo di 10 CFP per esame e di 15 CFP all’anno)

Esoneri

L’esonero consente una riduzione dei CFP detratti a fine anno pari a 2,5 CFP per ogni mese intero riconosciuto, escluso il giorno di fine periodo (esempio: un esonero di 3 mesi che inizia il 10 gennaio 2017 terminerà il 9 aprile 2017 incluso).

Le tipologie di esonero riconosciute sono:

  • maternità o paternità
  • malattia o infortunio
  • gravi malattie invalidanti
  • assistenza a persone con grave malattia cronica
  • zone colpite da catastrofi naturali
  • lavoro all’estero
  • servizio militare volontario e servizio civile

Per tutte le tipologie di esonero le istanze devono essere presentate al proprio ordine entro il 31 gennaio dell’anno solare successivo a quello di inizio periodo.

Controlli e sanzioni

Gli iscritti che non abbiano assolto agli obblighi di aggiornamento della competenza professionale sono soggetti a procedimento disciplinare qualora abbiano esercitato la professione così come definita all’art. 1, comma 1, lett. a del DPR 7/08/2012 n.137 o in generale abbiano svolto attività che prevedano un obbligo di formazione continua in base ad altre disposizioni legislative o regolamentari.

Autocertificazione

Ricordiamo ai lettori che è già possibile procedere all’autocertificazione per ottenere i 15 crediti per la propria attività professionale.

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Servizi ingegneria e architettura: arriva il parere del CdS sulle linee guida Anac

Servizi ingegneria e architettura: il CdS ha espresso parere favorevole sulle linee guida Anac n. 1 aggiornate a seguito della pubblicazione del correttivo appalti

L’Anac, a seguito delle modifiche introdotte dal dlgs 56/2017 (correttivo appalti), ha modificato il testo delle linee guida  “Indirizzi generali sull’affidamento dei servizi attinenti all’architettura e all’ingegneria”, inviandolo al Consiglio di Stato per il parere di rito.

Il Consiglio di Stato, nell’Adunanza della Commissione speciale del 4 dicembre 2017, si è espresso sulle linee guida Anac.

I giudici di Palazzo Spada, pur esprimendo il proprio parere favorevole, ritengono opportuno formulare alcune osservazioni.

In particolare, il parere analizza i seguenti aspetti:

  • coperture assicurative dei professionisti
  • indicazioni operative
  • prestazioni rese dai professionisti in esecuzione di incarichi conferiti
  • nomina, ruolo e compiti del responsabile unico del procedimento per l’affidamento di appalti e concessioni
  • affidamenti
  • requisiti di partecipazione
  • verifica e validazione della progettazione

In linea generale, il CdS raccomanda “un uso il più possibile contenuto della tecnica redazionale tendente a riprodurre all’interno delle linee guida le norme di legge primaria che comporta la necessità di rincorrere continuamente le novelle legislative, che l’esperienza relativa al previgente codice dei contratti pubblici (d.lgs. 12 aprile 2006, n. 163) dimostra essere molto frequenti”.

Per quanto concerne, le osservazioni sulle singole previsioni, il Consiglio di Stato ritiene che “non sia legittima la modifica introdotta nella parte relativa alle «Indicazioni operative» (parte III delle linee guida) relative all’affidamento dei servizi attinenti all’architettura e all’ingegneria, laddove si prevede che l’amministrazione «può ricorrere» alle professionalità interne per i lavori di particolare rilevanza sotto il profilo architettonico, ambientale, paesaggistico, agronomico e forestale, storico-artistico, conservativo e tecnologico, ai sensi dell’art. 23, comma 2, d.lgs. n. 50 del 2016. La norma primaria contenuta nella disposizione da ultimo richiamata, non modificata dal correttivo, si esprime in termini di obbligatorietà dell’utilizzo dei progettisti interni alle amministrazioni, come si desume dall’uso dell’indicativo «ricorrono», anziché in termini di facoltà, come invece pare doversi evincere dalla modifica in esame”.

Relativamente, poi, alle tariffe professionali, il CdS precisa che “la presa d’atto dell’abrogazione ad opera del decreto correttivo di cui al d.lgs. n. 56 del 2017 del sistema di tariffe minime previsto dall’art. 5 del decreto-legge 22 giugno 2012, n. 83 va accompagnata dal necessario coordinamento con la recente introduzione dell’obbligo di riconosce «alle prestazioni rese dai professionisti in esecuzione di incarichi conferiti» dalla pubblica amministrazione un «equo compenso», ai sensi dell’art. 19-quaterdecies, comma 3, della legge 4 dicembre 2017, n. 172 (di conversione, con modificazioni, del decreto-legge 16 ottobre 2017, n. 148, recante disposizioni urgenti in materia finanziaria e per esigenze indifferibili. Modifica alla disciplina dell’estinzione del reato per condotte riparatorie)”.

Inoltre, il CdS manifesta  “l’esigenza di coordinamento della parte delle linee guida dedicata al responsabile unico del procedimento con la nuova disciplina dedicata a questa figura (linee guida n. 3).

In definitiva la Commissione speciale ha espresso parere favorevole, seppur con una serie di osservazioni (si rinvia al testo disponibile in allegato).

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La classificazione e la codifica delle informazioni nei processi BIM

Il BIM (Building Information Modeling) e la classificazione/codifica delle informazioni:  UNICLASS, OMNICLASS, UNIFORMAT, MASTERFORMAT, SfB

Una possibile definizione di BIM è la seguente: “Il BIM descrive un processo industriale applicato al settore delle costruzioni (anche detto industria delle costruzioni, per l’appunto)”

In realtà si è ancora alla ricerca di una completa definizione di BIM (Building Information Modeling), sia per l’ormai improcrastinabile esigenza del comparto di un decisivo miglioramento della propria efficienza produttiva, sia per la risposta offerta a tale esigenza dagli strumenti informatici oggi disponibili, in grado di consentire una gestione e controllo sempre più accurati sui processi della filiera. E ciò, naturalmente, richiede una completa e piena digitalizzazione delle informazioni acquisite e create da tutti gli attori che si affacciano lungo il processo di realizzazione di una costruzione.

Ma questo ancora non è sufficiente.

Infatti se i software cosiddetti di BIM authoring e di BIM tool creano i modelli digitali di una costruzione e ne consentono l’eleborazione delle informazioni numeriche (attributi e proprietà) da tali modelli veicolati, occorre che questi ultimi siano in grado di “dialogare” tra loro, abbattendo ogni ostacolo allo scambio delle informazioni tra i professionisti coinvolti nella commessa.

Il linguaggio IFC

La necessità, dunque, di un liguaggio comune a tutti i modelli ha trovato una risposta adeguata nell’uso di linguaggi aperti e non proprietari, il più noto e diffuso dei quali nell’ambito della metodologia BIM è il formato dati IFC.

Il formato IFC è stato  sviluppato da buiding Smart International (bSI); come qualsiasi lingua, la sintassi e la grammatica dell’IFC da soli non sono sufficienti a una corretta comunicazione, in assenza di un dizionario che univocamente chiarisca l’etimologia delle parole.

In altri termini occorre una modalità univoca di indicare le informazioni, concordata tra chi è chiamato a utilizzare tali informazioni (progettisti, imprese, ecc.).

La classificazione e la codifica delle informazioni

La corretta trasmissione delle informazioni lungo la filiera del processo produttivo delle costruzioni ne costituisce uno degli aspetti maggiormente rilevanti, riguardando indifferentemente sia la fase di creazione delle informazioni sia le fasi successive.

Durante queste ultime, infatti, deve essere garantita la congruità informativa, in quanto pur se tali informazioni sono logicamente afferenti a singoli specifici oggetti, esse sono normalmente fornite in distinti modelli digitali (architettonico, strutturale, impiantistico, ecc.). Ad esempio, dovrà essere possibile evitare che ad una parete realizzata nel modello architettonico con blocchi in laterizio da 45 cm sia possibile associare, nel computo metrico, la voce di elenco prezzi “divisorio interno da 12 cm” o, viceversa, che ad una descrizione “muratura a doppia fodera con isolamento nell’intercapedine, realizzata con […]” presente nel capitolato sia correlata una parete in c.a. nel modello strutturale.

In particolare si sottolinea come la necessità della congruenza tra le informazioni contenute in distinti modelli emerga anche per la sola fase di progettazione, in cui l’esigenza di confrontare soluzioni progettuali alternative richiede il continuo riallineamento dei vari modelli espressione dei differenti ambiti professionali coinvolti.

Un’efficace correlazione tra differenti modelli/elaborati ai fini della corretta trasmissione delle informazioni, pertanto, dovrà essere connotata dalla “bidirezionalità“; in altri termini modifiche apportate alle informazioni veicolate in un modello/elaborato estratto da altro modello dovranno generare, in quest’ultimo, il contestuale relativo aggiornamento o quanto meno azioni di protezione in grado di minimizzare il rischio della coesistenza di informazioni differenti e/o tra loro contrastanti, relative ad identici attributi informativi.

Ad esempio, la completezza delle informazioni relative ad un oggetto pilastro è data dall’unione di quanto al riguardo veicolato nel modello strutturale e in quello architettonico (essendo lo stesso pilastro presente in entrambi i modelli), non potendo, però, lo stesso coesistere con differenti dimensioni nei due distinti modelli.

Si comprende, allora, facilmente l’importanza di un dizionario comune, vale a dire di un sistema condiviso di classificazione delle informazioni, che ne consenta un’univoca identificazione.

I sistemi internazionali di classificazione: UNICLASS, OMNICLASS, UNIFORMAT, MASTERFORMAT, SfB

Purtroppo la ben nota estrema eterogeneità del comparto ha da sempre comportato forte criticità per questo aspetto, già per la semplice iniziale identificazione delle informazioni, anche in epoche “non digitali”!

E ulteriori resistenze ad una convergenza verso una classificazione comune si sono spesso palesate nelle specifiche codifiche elaborate in definiti ambiti produttivi (quali, ad esempio, quelli impiantistici).

Ciò non di meno, l’esigenza di una standardizzazione identificativa è sempre stata fortemente avvertita come un necessità comune dal comparto: si pensi, ad esempio in ambito europeo alla codifica CPV necessaria per l’espletamento delle gare d’appalto o, in ambito nazionale, alla norma UNI 8290-1:1981, che proponeva una essenziale classificazione, priva di codifica.

O ancora, in ambito internazionale, ai sistemi (statunitensi) OMNICLASS, UNIFORMAT e MASTERFORMAT, o al britannico UNICLASS o allo scandinavo SfB (anche tradotto in Italia nel 1984, presso La Sapienza).

Tutti questi sistemi, che propongono una classificazione e una correlata codifica, sono stati prodotti in un periodo di iniziale diffusione dell’informatica e, pertanto, rispondono a metodi e criteri poco funzionali al calcolo automatico.

Trovano, però, la loro applicabilità proprio nella interdisciplinarietà di detta codifica, che consente la corretta identificazione degli oggetti e delle relative proprietà attraverso di essi veicolate, nei vari software di BIM authoring o BIM tools.

Oggi, con l’applicazione di tecniche di programmazione sempre più moderne e performanti, numerose appaiono le motivazioni che sconsigliano l’adozione di una tali sistemi di identificazione:

  • l’assegnazione di un codice agli oggetti appare come l’apposizione di una sovrastruttura, informaticamente non indispensabile e più vicina ad una modalità di programmazione oggi superata; (i moderni sistemi di ricerca, come quelli utilizzati dai social o i motori di ricerca in internet da tutti utilizzati quotidianamente, non si basano certamente sull’indicizzazione di tutto quanto presente sul web);
  • la logica con cui tali codici sono costruiti non sempre è di immediata disponibilità rendendo quindi il sistema poco flessibile a integrazioni e sviluppi;
  • le codifiche oggi disponibili sono state originate numerosi anni fa (pur se progressivamente aggiornate nel tempo) e spesso ne rispecchiano visioni e esigenze;
  • i distinti sistemi di codifica sono sostanzialmente afferenti a ben definite aree linguistico/geografiche, per cui l’adozione di una di esse renderebbe meno agevole il dialogo con le altre;
  • l’immediata comprensione del significato di un codice è praticamente preclusa agli uomini, in assenza di ausili software.

Per queste ragioni, l’attuale e più moderno orientamento tende progressivamente ad abbandonare i tradizionali sistemi di codifica, rivolgendosi a sistemi di gestione e controllo direttamente degli attributi informativi.

In altri termini, il dato prestazionale che caratterizza intrinsecamente ciascuna entità utilizzata all’interno di qualsiasi modello e, al contempo, dato ben chiaro in quanto requisito progettuale a ciascun tecnico, diventa criterio ordinativo ed individuativo grazie alle moderne tecniche di programmazione.

E in tale moderna direzione sta assumendo decisioni anche il gruppo di lavoro UNI che sta completando la redazione della UNI 11337-2, una delle sezioni della norma italiana di riferimento per l’applicazione della metodologia BIM e che dovrebbe vedere la luce nel corso dei primi mesi del prossimo anno.

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Indagini diagnostiche edifici scolastici, l’elenco delle somme ripartite tra Regioni e Province

Indagini diagnostiche edifici scolastici, in Gazzetta il decreto di riparto di 7,5 milioni di euro per le verifiche sui solai e controsoffitti


Pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del 23 dicembre 2017 il decreto 1 settembre 2017 contenente lo Scorrimento delle graduatorie relative alle indagini diagnostiche in base a cui viene ripartita la somma complessiva di 7.581.976,30 euro tra Regioni e Province per le verifiche sui solai.

In allegato al decreto l’elenco (Allegato A) con le risorse assegnate in favore degli enti locali beneficiari e non, che sono inseriti in graduatoria in posizione utile ma non ancora finanziati, e la descrizione dell’edificio interessato.

Su tali interventi possono essere previste forme di cofinanziamento da parte degli enti locali.

Obiettivo

Il decreto, di attuazione della legge 107/2015 (Buona Scuola), ha lo scopo di garantire la sicurezza degli edifici scolastici e di prevenire eventi di crollo dei relativi solai e controsoffitti.

Termini e modalità

Gli enti locali beneficiari dei finanziamenti devono:

  • avviare le procedure di gara, con pubblicazione del relativo bando relativo all’affidamento delle indagini diagnostiche degli edifici contenuti nell’allegato
  • affidare le indagini entro 120 giorni dalla pubblicazione del decreto in Gazzetta Ufficiale e dare comunicazione al Miur dell’avvenuto affidamento dei lavori tramite l’apposito applicativo

Di seguito l’elenco, in allegato al decreto, con la ripartizione delle somme tra le Regioni e le Province:

Abruzzo: 253.584,18

  • Chieti 97.532,38
  • L’Aquila 0
  • Pescara 78.025,90
  • Teramo  78.025,90

Basilicata: 151.692,64

  • Matera 59.624,65
  • Potenza 92.067,99

Calabria: 367.972,46

  • Catanzaro 106.203,58
  • Cosenza 85.752,45
  • Crotone 36.691,48
  • Reggio Calabria 98.772,53
  • Vibo Valentia 40.552,42

Campania: 661.206,06

  • Avellino 60.549,34
  • Benevento 45.879,90
  • Caserta 116.380,08
  • Napoli 292.357,39
  • Salerno 146.039,35

Emilia-Romagna: 534.504,18

  • Bologna 237.557,41
  • Ferrara 0
  • Forlì 106.900,84
  • Modena 0
  • Parma 95.002,97
  • Piacenza 0
  • Ravenna 95.042,96
  • Reggio Emilia 0
  • Rimini  0

Friuli-Venezia Giulia: 229.175,35

  • Gorizia 48.247,45
  • Pordenone 0
  • Trieste 48.247,44
  • Udine 132.680,46

Lazio: 621.882,39

  • Frosinone 85.243,85
  • Latina 80.495,57
  • Rieti 37.806,93
  • Roma 376.597,46
  • Viterbo 41.738,58

Liguria: 224.505,90

  • Genova 157.455,90
  • Imperia 0
  • La Spezia 0
  • Savona 67.050,00

Lombardia: 1.144.585,74

  • Bergamo 0
  • Brescia 155.008,69
  • Como 0
  • Cremona 24.197,44
  • Lecco 61.511,61
  • Lodi 0
  • Mantova 152.230,70
  • Milano 340.617,59
  • Monza e della Brianza 307.274,31
  • Pavia 103.745,40
  • Sondrio 0
  • Varese 0

Marche: 292.988,57

  • Ancona 88.260,00
  • Ascoli Piceno 52.344,18
  • Fermo 19.154,62
  • Macerata 62.150,00
  • Pesaro 71.079,77

Molise: 51.000,00

  • Campobasso 35.000,00
  • Isernia 16.000,00

Piemonte: 620.030,26

  • Alessandria 314.023,82
  • Asti 123.587,20
  • Biella 6000
  • Cuneo 98.319,24
  • Novara 0
  • Torino 0
  • Verbano-Cusio-Ossola 61.000,00
  • Vercelli 17.100,00

Puglia: 585.572,52

  • Bari 188.166,46
  • Barletta 22.346,51
  • Brindisi 64.139,00
  • Foggia 99.650,00
  • Lecce 127.738,44
  • Taranto 83.532,11

Sardegna: 176.189,86

  • Cagliari 71.000,00
  • Carbonia-Iglesias 2.880,00
  • Medio Campidano 2.107,28
  • Nuoro 27.000,00
  • Ogliastra 2.869,37
  • Olbia-Tempio 5.218,53
  • Oristano 22.114,68
  • Sassari 43.000,00

Sicilia: 547.579,35

  • Agrigento 53.292,07
  • Caltanissetta 34.989,01
  • Catania 108.351,50
  • Enna 21.614,99
  • Messina 51.299,96
  • Palermo 120.710,28
  • Ragusa 34.774,86
  • Siracusa 51.444,59
  • Trapani 71.102,09

Toscana: 532.009,33

  • Arezzo 47.942,00
  • Firenze 142.809,60
  • Grosseto 0
  • Livorno 52.800,00
  • Lucca 69.000,00
  • Massa-Carrara 0
  • Pisa 77.030,00
  • Pistoia 38.584,91
  • Prato 51.376,65
  • Siena 52.466,17

Umbria: 166.440,00

  • Perugia 33.800,00
  • Terni 132.640,00

Veneto: 421.057,51

  • Belluno 0
  • Padova 0
  • Rovigo 0
  • Treviso 302.992,51
  • Venezia 0
  • Verona 0
  • Vicenza 118.065,00

Totale: 7.581.976,30 milioni di euro

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Codice pubblici, nuove soglie comunitarie dal 1° gennaio 2018

Codice Appalti: in Gazzetta europea i regolamenti che fissano le nuove soglie comunitarie per appalti pubblici

Pubblicati in Gazzetta Ufficiale dell’Unione Europea (19 dicembre 2017) i Regolamenti 2364, 2365, 2366 e 2367 recanti le nuove soglie europee per gli appalti, in vigore dal 1° gennaio 2018.

Ricordiamo che la corretta definizione dell’importo di gara d’appalto è fondamentale per la scelta della procedura da utilizzare.

In base a quanto previsto dal Codice Appalti (dlgs 50/2016) si ha che:

  • al di sotto delle soglie comunitarie si possono utilizzare procedure più snelle, come l’affidamento diretto e la procedura negoziata
  • per importi più elevati bisogna invece ricorrere alle procedure ordinarie

Nuove soglie europee

Con le modifiche introdotte dai Regolamenti europei le nuove soglie, superate le quali trova applicazione la normativa comunitaria sugli appalti pubblici, saranno le seguenti.

Settori ordinari

  • 135.000 euro per gli appalti di servizi e forniture aggiudicati da Amministrazioni che sono Autorità governative centrali
  • 209.000 euro per gli appalti di servizi e forniture aggiudicati da Amministrazioni che non sono Autorità governative centrali
  • 5.225.000 euro per gli appalti di lavori pubblici

Settori speciali (gas, energia termica, elettricità, acqua, trasporti, servizi postali)

  • 414.000 euro per gli appalti di servizi e forniture
  • 418.000 euro per gli appalti di lavori

Per le concessioni, invece, viene stabilito un’unica soglia di 5.225.000 euro.

In allegato i seguenti Regolamenti:

  • Regolamento delegato (UE) 2017/2366 del 18 dicembre 2017 che modifica la direttiva 2014/23/UE del Parlamento europeo e del Consiglio per quanto riguarda le soglie applicabili per le procedure di aggiudicazione degli appalti
  • Regolamento delegato (UE) 2017/2365 del 18 dicembre 2017 che modifica la direttiva 2014/24/UE del Parlamento europeo e del Consiglio per quanto riguarda le soglie applicabili per le procedure di aggiudicazione degli appalti
  • Regolamento delegato (UE) 2017/2364 del 18 dicembre 2017 che modifica la direttiva 2014/25/UE del Parlamento europeo e del Consiglio per quanto riguarda le soglie applicabili per le procedure di aggiudicazione degli appalti

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Privacy violata? Ecco l’app che trasforma lo smartphone in uno “spia-fonino”

È stata presentata Haven, la nuova app Android sviluppata da Edward Snowden che permette di controllare gli spioni e i malintenzionati

L’organizzazione non governativa Freedom of the Press Foundation, a difesa della libertà di parola e della libertà di stampa, è da sempre impegnata a tutelare i diritti di cittadini e giornalisti. Proprio in quest’ottica si è svolto il lavoro di ricerca che ha portato alla nascita dell’app Android Haven.

Haven è una nuova app nata dalla collaborazione tra “Freedom of the Press Foundation” e Guardian Project, due organizzazioni che si occupano, di tutelare alcune libertà individuali e collettive, come quella di stampa.

A supportare il progetto Edward Snowden, ex-tecnico della CIA, famoso per aver pubblicato le informazioni sui programmi di sorveglianza di massa messi in atto da alcuni paesi tra cui USA e Regno Unito.

Haven è una app totalmente open-source ed è stata sviluppata utilizzando librerie di terze parti, libere ed open-source.

L’installazione può essere effettuata scaricandola direttamente dal PlayStore.

Abbiamo progettato Haven per i giornalisti investigativi, i difensori dei diritti umani e le persone a rischio di sparizione forzata, per offrire un nuovo tipo di immunità. Combinando i set di sensori (audio, ottici e i rilevatori di movimenti ndr) presenti in qualsiasi smartphone, con le tecnologie di comunicazione più sicure al mondo, come Signal e Tor, Haven impedisce al peggior tipo di persone di mettere a tacere i cittadini senza farsi cogliere in flagranza”.

Come funziona Haven

Come per molte app, un wizard guiderà l’utente nella prima attivazione per settare e calibrare tutti i sensori.

Si potrà quindi posizionare lo smartphone in un punto strategico della casa o dell’ufficio, così che possa rilevare i movimenti e i rumori dell’ambiente.

Quando un evento fa scattare l’allarme (ad esempio vengono rilevate anche le interruzioni di corrente elettrica), lo smartphone inizia a registrare immagini e suoni, salvandoli in locale.

I log possono poi essere visualizzati da remoto tramite Tor Onion oppure vengono create notifiche via SMS se dovesse saltare anche la connessione ad internet.

Haven trasforma qualsiasi device Android, anche il più economico, in uno strumento di controllo e di controspionaggio, che potrebbe aiutarci in situazioni controverse.

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Rinnovabili, la nuova definizione di unità di consumo nell’applicazione delle tariffe elettriche

Aggiornata la definizione di unità di consumo: coincide con la singola unità immobiliare. Posticipata al 30 giugno 2018 la regolarizzazione dei clienti finali “nascosti”

L’Autorità per l’energia elettrica ed il Gas (l’Aeeg) ha aggiornato (delibera 21 dicembre 2017, n. 894/2017/R/eel) il Testo integrato dei sistemi semplici di produzione e consumo (Tisspc) e il Testo integrato dei sistemi di distribuzione chiusi (Tisdc), al fine di poter inserire la nuova definizione di unità di consumo.

Nuova definizione di UC, unità di consumo

La nuova definizione è dovuta per evitare di introdurre differenziazioni nell’applicazione della medesima definizione fra i settori residenziale, terziario, industriale e operando ulteriori semplificazioni fondate su evidenze tecnico-economiche che giustifichino la ricomprensione di più unità immobiliari urbane all’interno della stessa unità di consumo.

La nuova definizione di unità di consumo (UC) è la seguente:

 insieme di impianti per il consumo di energia elettrica connessi a una rete pubblica, anche per il tramite di reti o linee elettriche private, tali che il prelievo complessivo di energia elettrica relativo al predetto insieme sia utilizzato per un singolo impiego o finalità produttiva. Essa, di norma, coincide con la singola unità immobiliare.

E’ possibile aggregare più unità immobiliari in un’unica unità di consumo nei seguenti casi:

  • unità immobiliari, nella piena disponibilità della medesima persona fisica o giuridica, sono legate tra loro da vincolo di pertinenza e insistono sulla medesima particella catastale o su particelle contigue

  • unità immobiliari pertinenziali (solai, garage, cantine), anche nella disponibilità di diverse persone fisiche o giuridiche, fanno parte di un unico condominio

  • unità immobiliari, nella piena disponibilità della medesima persona giuridica, sono eventualmente da quest’ultima messe a disposizione di soggetti terzi, localizzate su particelle catastali contigue, all’interno di un unico sito e utilizzate per attività produttive di beni e/o servizi destinate prevalentemente alla realizzazione, in quello stesso sito, di un unico prodotto finale e/o servizio

In pratica, è possibile costituire un’unica unità di consumo che comprende sia le unità immobiliari destinate all’attività principale sia le unità immobiliari destinate alle attività secondarie, indipendentemente dai soggetti che le gestiscono, fermo restando il vincolo della contiguità territoriale.

La nuova definizione riguarda, principalmente, l’applicazione delle tariffe elettriche e, in particolare, i SEU (Sistemi Efficienti di Utenza).

SEU, cosa sono

Ricordiamo che i SEU sono dei sistemi di produzione e consumo elettrico che mettono in collegamento diretto il produttore di energia ed il consumatore finale; questo è il loro vantaggio principale.

Tecnicamente i SEU sono sistemi in cui un impianto da fonti rinnovabili o in cogenerazione, entro i 20 MW di potenza, è direttamente connesso ad un singolo utente per il consumo in loco. L’utente finale usufruisce dell’energia prodotta da fonte rinnovabile tramite un allacciamento privato all’impianto , senza obbligo di connessione di terzi.

Regolarizzazione dei clienti finali nascosti, nuovo termine

La delibera ha anche posticipato il termine ultimo per la regolarizzazione dei clienti finali nascosti: sarà possibile effettuare l’auto-dichiarazione entro il 30 giugno 2018 anziché il 28 febbraio 2018.

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Prevenzione rischio idrogeologico, arrivano 800 milioni di euro

Firmato l’accordo Mef-Bei: 800 milioni di euro per la prevenzione rischio idrogeologico, dalla realizzazione argini alla prevenzione erosioni costiere e frane

Il Mef, Ministero dell’Economia e delle Finanze, riceverà dalla Bei, Banca europea per gli investimenti, un finanziamento di 800 milioni di euro per la prevenzione rischio idrogeologico.

Il credito, beneficiando delle condizioni favorevoli dei prestiti Bei, ha lo scopo di finanziare gli interventi per la messa in sicurezza del territorio, finalizzati alla prevenzione ed al contrasto del dissesto idrogeologico.

Con l’accordo sottoscritto il 22 dicembre scorso, la prima tranche pari a 400 milioni di euro; la seconda tranche sarà erogata nei primi mesi del 2018.

Interventi ammessi

Nel dettaglio, gli interventi riguarderanno:

  • la realizzazione o il rafforzamento degli argini dei fiumi a rischio esondazione
  • la risistemazione dei corsi d’acqua e dei canali di collegamento
  • la risistemazione delle casse di espansione lungo fiumi e torrenti
  • la realizzazione di opere per prevenire erosioni costiere o frane

Gli 800 milioni approvati copriranno circa il 50% del valore dei progetti previsti entro il 2022 dal Piano nazionale.

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