Volume tecnico e sanatoria paesaggistica sono incompatibili?

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Il Tar Basilicata chiarisce che un volume tecnico costituisce impedimento per il rilascio di una sanatoria paesaggistica se realizzato senza autorizzazione

Con la sentenza n. 210/2020 del Tar della Basilicata si ribadisce che qualunque aumento di volumetria, compreso quindi i volumi tecnici, realizzato in mancanza delle dovute autorizzazioni non può beneficiare di una sanatoria paesaggistica.

Il caso

In un Comune soggetto a vincolo paesaggistico, la proprietaria di un fabbricato realizzava, in difformità del permesso di costruire richiesto, una serie di opere che aumentavano la volumetria residenziale e non residenziale del manufatto edilizio.

In aggiunta a tali opere erano stati realizzati anche alcuni volumi tecnici.

La proprietaria successivamente, vista l’ordinanza da parte del Comune di demolizione delle opere in abuso, chiedeva un permesso di costruire in sanatoria che le veniva negato a seguito del parere paesaggistico negativo da parte della Soprintendenza sul presupposto che: “nelle opere realizzate in difformità si configura un aumento di volume e superficie utile” (art. 167, comma 4, dlgs n. 42/2004 , Codice dei beni culturali e del paesaggio).

La proprietaria ricorreva quindi al Tar adducendo principalmente la motivazione della cattiva interpretazione e applicazione del’art. 167, del suddetto Codice.

La sentenza del Tar Basilicata

I Giudici chiariscono che, l’art. 167, comma 4, del dlgs n. 42/2004: “preclude il rilascio di autorizzazioni in sanatoria quando siano stati realizzati volumi di qualsiasi natura“.

Infatti essi precisano che:

il divieto di incremento dei volumi esistenti, imposto ai fini di tutela del paesaggio, si riferisce a qualsiasi nuova edificazione comportante creazione di volume, senza che sia possibile distinguere tra volume tecnico ed altro tipo di volume, sia esso interrato o meno

Del resto tutto ciò è ormai acclarato da una comprovata giurisprudenza in materia di sanatoria paesaggistica (cfr. ex plurimis, Consiglio di Stato sez. VI, 5/12/2018, n. 6904; TAR Campania, Salerno, sez. I, 6/6/2017, n. 1027; TAR Liguria, sez. I, 26/3/2015 n. 345; TAR Puglia, Lecce, sez. I, 23/1/2014, n. 218).

Proseguono i Giudici che lo stesso Codice:

nel consentire l’accertamento postumo della compatibilità paesaggistica, si riferisce esclusivamente ai “lavori, realizzati in assenza o in difformità dall’autorizzazione paesaggistica, che non abbiano determinato creazione di superfici utili o volumi ovvero aumento di quelli legittimamente realizzati”

Per i Giudici: “vi è una perfetta sovrapponibilità, negli ambiti di rispettiva competenza, delle norme di tutela paesistica e di quelle edilizie “.

Quindi, in assenza di precise prescrizioni dello strumento urbanistico, anche i volumi tecnici irrilevanti sotto il profilo edilizio, non possono essere considerati ugualmente dal punto di vista paesaggistico (per un ulteriore approfondimento potrebbe interessarti anche questo articolo di BibLus-net).

Per tali motivazioni il ricorso non può essere accolto.

 

Clicca qui per scaricare la sentenza del Tar Basilicata

 

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