Variante al PRG: il Comune è tenuto a rispondere alle osservazioni in caso di esproprio?

Tar Emilia Romagna: se il proprietario interessato da una variante al PRG si oppone all’esproprio, il Comune non ha l’obbligo di replicare alle osservazioni

Le osservazioni dei proprietari interessati ad una variante al PRG rappresentano un mero apporto collaborativo; il Comune non ha l’obbligo di replicare alle osservazioni dei proprietari che si oppongono all’esproprio.

Così si è pronunciato il Tar Emilia Romagna nella sentenza n. 276/2018 riguardante la variante al Piano Regolatore Generale (PRG) e conseguente esproprio di terreno.

Il caso

Il proprietario di un terreno impugnava la delibera del Consiglio Comunale di Rimini avente ad oggetto l’approvazione della variante al PRG per la sistemazione di una strada di collegamento, in parte già esistente ed utilizzata pubblicamente anche se non realizzata secondo i canoni di una via pubblica.

La variante approvata per dichiarare la pubblica utilità della realizzazione della strada, avrebbe comportato la necessità di espropriare parte del terreno di proprietà del ricorrente. La zona da espropriare riguardava la strada già esistente in terra battuta per una superficie di 82 m2  oltre ad un ulteriore tratto da realizzare pari a 45 m2.

Il proprietario si opponeva, quindi, all’esproprio sostenendo l’esistenza di un’altra strada di collegamento da poter utilizzare e sottolineando, inoltre, gli ingenti danni che la realizzazione dell’infrastruttura gli avrebbe causato.

Il Comune rigettava l’istanza senza fornire alcuna motivazione. Inizialmente, il proprietario presentava ricorso straordinario al Presidente della Repubblica poi trasposto innanzi al TAR per l’opposizione del Comune di Rimini.

Il Tar per l’Emilia Romagna, definitivamente pronunciando sul ricorso, lo rigetta con condanna al pagamento delle spese.

Le decisioni del Tar Emilia Romagna

In particolare, in riferimento al primo motivo di ricorso prospettato dai proprietari, l’Amministrazione comunale non avrebbe giustificato adeguatamente le ragioni della reiezione delle osservazioni e comparato la situazione di fatto con gli interessi pubblici coinvolti, i giudici si sono espressi riprendendo un consolidato orientamento giurisprudenziale:

le osservazioni dei proprietari interessati ad una variante rappresentano un mero apporto collaborativo e devono essere esaminate e valutate in rapporto all’interesse generale, non richiedendo, per il loro rigetto, una dettagliata motivazione (Consiglio di Stato 1700/2017 ).

È sufficiente, ha concluso il Tar, che l’osservazione sia stata esaminata e ritenuta in contrasto con gli interessi e le considerazioni generali poste a base della formazione del piano regolatore o della sua variante: gli interessi dei proprietari danneggiati possono essere valutati solo nell’interesse pubblico.

 

Clicca qui per scaricare la sentenza 3 aprile 2018, n. 276

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