Valutazione del rischio da ordigni bellici inesplosi: le linee guida del CNI

Valutazione del rischio da ordigni bellici inesplosi: dal CNI le linee guida per indirizzare gli approcci e i comportamenti dei coordinatori della sicurezza in fase di progettazione

Durante le due guerre mondiali sul nostro territorio nazionale sono state sganciate circa 378.900 tonnellate di bombe e ad oggi si contano ancora circa 15.000 tonnellate di ordigni inesplosi!

Il CNI, con la circolare n.69 del 26 maggio 2017, fornisce le linee guida per la valutazione del rischio da ordigni bellici inesplosi, finalizzate ad indirizzare gli approcci dei coordinatori della sicurezza in fase di progettazione (CSP) riguardo all’obbligo di valutazione del rischio derivante dal rinvenimento di ordigni bellici inesplosi.

Il documento, che recepisce quanto previsto dal Titolo IV del dlgs 81/2008, introduce un insieme di raccomandazioni sviluppate sulla base delle conoscenze disponibili, allo scopo di rendere appropriato l’approccio e il comportamento del CSP, che a partire dal 26 giugno 2016 ha l’obbligo di valutare il rischio di rinvenimento di ordigni bellici inesplosi .

I contenuti delle linee guida sono i seguenti:

  • riferimenti normativi
  • campo di applicazione
  • le figure coinvolte
  • ruoli e responsabilità
  • contenuti minimi del PSC
  • analisi preliminari: storica, documentale e strumentale
  • costi della sicurezza

Campo di applicazione

La valutazione del rischio inerente la presenza di ordigni bellici inesplosi deve intendersi riferita alle attività di scavo, di qualsiasi profondità e tipologia, come espressamente previsto dall’art. 284 del d.lgs. n. 81/2008.

Le figure coinvolte

Le figure coinvolte nella valutazione del rischio, ognuna con ruoli e responsabilità differenti, sono:

  • Committente: il soggetto per conto del quale l’intera opera viene realizzata, titolare del potere decisionale e di spesa relativo alla gestione dell’appalto
  • Responsabile dei lavori: soggetto che può essere incaricato dal committente per svolgere i compiti ad esso attribuiti
  • Coordinatore per la Progettazione della Sicurezza (CSP): soggetto incaricato, dal committente o dal responsabile dei lavori, della redazione del PSC, comprensivo della valutazione del rischio di ritrovamento di un ordigno bellico
  • Impresa specializzata: impresa in possesso dei requisiti di cui all’articolo 104, comma 4-bis, del dlgs 81/2008  in possesso di adeguata capacità tecnico – economica, che impiega idonee attrezzature e personale dotato di brevetti per l’espletamento delle attività relative alla bonifica sistematica e che risulta iscritta in un apposito albo istituito presso il Ministero della difesa.
  • Reparto Infrastrutture competente per territorio
  • Responsabile del Procedimento amministrativo: Il Responsabile del Procedimento amministrativo connesso con il rilascio del Parere Vincolante e delle Prescrizioni Tecniche, la sorveglianza e la verifica di conformità del Servizio di Bonifica Bellica

Contenuti minimi del PSC in riferimento alla valutazione del rischio ordigni bellici

L’attività di valutazione del rischio effettuata dal CSP deve essere inserita nel PSC (piano di sicurezza e coordinamento).

Come prima cosa bisogna valutare il rischio di rinvenimento di ordigni bellici inesplosi, dopodiché, qualora tale rischio non sia escludibile, il CSP procederà a segnalare al Committente la necessità di attivare la bonifica degli ordigni bellici.

Le fasi per la valutazione del rischio di rinvenimento di ordigni bellici inesplosi sono le seguenti:

  • analisi storico
  • analisi documentale
  • analisi strumentale
  • valutazione della possibilità che i danni derivanti da eventuale esplosione siano limitati alle zone di intervento o possano propagarsi alle aree limitrofe

Gli esiti delle analisi dovranno essere correlati alle lavorazioni di scavo previste per la realizzazione dell’opera ed alla presenza di preesistenze antropiche (fondazioni, cisterne, condutture, ecc).

Stima dei costi della sicurezza

L’attività di localizzazione e bonifica di ordigni bellici mediante ricerca superficiale e profonda non rientra tra i costi della sicurezza, ma costituisce una voce di lavorazione, soggetta a ribasso.

Nell’ambito del PSC, i costi della sicurezza, riferiti a tutta la durata delle operazioni di bonifica, vanno invece stimati tra quelli previsti dall’Allegato XV punto 4.1 del dlgs 81/08, considerando, in via sintetica e non esaustiva, le seguenti attività:

  • recinzione specifica per l’area o le aree oggetto di bonifica
  • servizi igienico-assistenziali per l’impresa di bonifica
  • segnaletica di sicurezza
  •  caratteristiche particolari degli accessi di cantiere per consentire l’ingresso di macchinari particolari necessari all’attività di bonifica
  • attrezzature per primo soccorso, mezzi estinguenti, servizi di gestione delle emergenze necessari durante l’attività di bonifica anche in relazione al livello di cantierizzazione generale dell’area
  • dispositivi di protezione individuale e collettiva necessari per l’accesso all’area di bonifica

In relazione ai costi della sicurezza riferiti alle interferenze, si sottolinea che, una volta valutata come necessaria, la bonifica preventiva costituisce parte preliminare ed integrante delle attività di cantierizzazione e propedeutica ad ogni ulteriore attività lavorativa.

 

Clicca qui per scaricare le linee guida del CNI

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