Tutte le novità della Manovra Finanziaria 2007 in vigore da subito

Il Consiglio dei Ministri ha approvato il Disegno di Legge della Finanziaria 2007 e, contestualmente, ha varato il Decreto Legge n. 262, pubblicato sulla G.U. dello scorso 3 ottobre.

Il Consiglio dei Ministri ha approvato il Disegno di Legge della Finanziaria 2007 e, contestualmente, ha varato il Decreto Legge n. 262, pubblicato sulla G.U. dello scorso 3 ottobre.
Il Disegno di Legge sarà sottoposto all’esame del Parlamento e, ovviamente, fino alla sua approvazione non sortirà alcun effetto.
Le misure contenute nel citato D.L. 262, invece, sono di immediata attuazione; si ritiene pertanto opportuno soffermarsi principalmente su di esse, riservando alle misure previste nel testo del D.d.L. (comunque a disposizione dei lettori) un breve accenno.

IL DECRETO LEGGE 3 ottobre 2006 n. 262 (COLLEGATO ALLA FINANZIARIA 2007)
DONAZIONI
Il D.L. 3 ottobre 2006 n. 262 (in G.U. n. 230 del 3.10.2006) contiene, all’art. 6, una serie di disposizioni che riformano la disciplina delle imposte indirette applicabili alle donazioni (ed agli altri atti a titolo gratuito).
Vediamo cosa accade, in dettaglio, per le imposte di registro, ipotecaria e catastale.

  1. IMPOSTA DI REGISTRO
    Per le donazioni si applica, normalmente, l’imposta di registro, con aliquote differenziate (2% o 4%) a seconda del grado di parentela tra il donante e il beneficiario; per le donazioni immobiliari, effettuate a favore di parenti in linea retta o del coniuge, è prevista l’esenzione da imposta di registro, qualunque sia l’ammontare.
    Per le donazioni di aziende, azioni, obbligazioni, quote sociali, etc., l’esenzione dall’ imposta di registro è prevista nel solo caso di donazione a parenti in linea retta o al coniuge e fino ad un valore di 100.000 euro.
    Per quanto riguarda le donazioni di beni mobili diversi da “aziende, azioni, obbligazioni, quote sociali, altri titoli e denaro contante” si ritiene, al momento, che esse siano esenti da qualsiasi imposizione.
    Segnaliamo, infine, che alle donazione sono equiparati gli “atti costitutivi di vincoli di destinazione”, tra i quali, in particolare, rientrano quelli previsti dall’art. 2645-ter c.c., ed i trusts (siano essi costituiti in Italia o all’estero).
  2. IMPOSTE IPOTECARIE E CATASTALI
    Le imposte ipotecarie e catastali sono applicabili in misura fissa (€ 168) solo se ricorrono entrambe le seguenti condizioni:
    • il beneficiario è il coniuge o un parente in linea retta;
    • sussistono i requisiti per l’applicazione delle agevolazioni per la prima casa (estensibili, quindi, anche alle pertinenze della prima casa).

    e limitatamente alla quota di valore non superiore ad euro 180.000.
    Se il valore dell’immobile donato supera i 180.000 euro, le imposte vanno applicate in maniera proporzionale (con aliquote, rispettivamente, del 3% e del 1%) limitatamente alla parte eccedente i 180.000 euro.
    In tutti gli altri casi le imposte ipotecarie e catastali si applicano in misura proporzionale, rispettivamente con le aliquote del 3% e dell’1%.

SUCCESSIONI
Il D.L. collegato alla Finanziaria contiene (art. 6) una nuova regolamentazione della disciplina tributaria dei trasferimenti per causa di morte.

  1. IMPOSTA DI REGISTRO
    Le successioni per causa di morte sono ora nuovamente ricomprese espressamente tra le fattispecie assoggettate ad imposta di registro (all’art. 2 del d.p.r. n. 131/1986 la lett. d-bis).
    Sono previste aliquote differenziate in relazione al rapporto di parentela o affinità o estraneità dei beneficiari della successione(art. 2-bis della tariffa).
    Per le successioni devolute al coniuge o a parenti in linea retta, vi è totale esenzione da imposta di registro relativamente ai beni immobili, mentre per altri beni (aziende, azioni, obbligazioni, altri titoli o quote sociali) è prevista una soglia di franchigia fino a 100.000 euro.
  2. IMPOSTE IPOTECARIE E CATASTALI
    L’applicazione di imposte ipotecarie e catastali è prevista in misura fissa per i trasferimenti a favore del coniuge o di parenti in linea retta se ad essere trasferita è l’abitazione principale del defunto (e, presumibilmente, le relative pertinenze), fino a 250.000 euro.
    Nel caso in cui il valore dell’immobile superi i 250.000 euro, dovranno applicarsi le imposte proporzionali (con le aliquote del 3% e dell’1%) solo per la parte eccedente.
    In tutti gli altri casi si applicano le imposte ipotecarie e catastali in misura proporzionale, con l’aliquota rispettivamente del 3% e dell’1%, sull’intero valore degli immobili.
    Tutte le disposizioni sopra descritte si applicano alle successioni apertesi a decorrere dal 3 ottobre 2006, data di entrata in vigore del medesimo decreto legge n. 262/2006.

LE ALTRE NOVITÀ DEL D.L. 262/2006
AUMENTA L’IMPOSTA SOSTITUTIVA SULLE PLUSVALENZE IMMOBILIARI
La Legge Finanziaria 2006 (Legge n. 266/2005, art. 1 comma 496) ha previsto l’istituzione di un’imposta sostitutiva sulle plusvalenze realizzate sulle cessioni a titolo oneroso di beni immobili acquistati o costruiti da meno di 5 anni e di aree edificabili.
Il regime ordinario di tassazione di tali plusvalenze (definito dal Testo Unico delle imposte sul Reddito) prevede che esse siano assoggettate all’Imposta sul reddito delle Persone Fisiche e tassate con l’aliquota marginale propria del contribuente.
In base alle disposizioni della L. 266/2005, in alternativa al regime ordinario, il venditore (solo se si tratta di un privato che non esercita attività commerciale) può richiedere l’applicazione di un imposta sostitutiva pari al 12,50% delle plusvalenze realizzate.
A decorrere dagli atti stipulati dal 3 ottobre 2006, data di entrata in vigore del Decreto Legge 3 ottobre 2006 n. 262, l’aliquota dell’imposta sostitutiva sulle plusvalenze immobiliari, è aumentata dal 12,5% al 20% (art. 3, commi 3 e 4).

STRETTA SUI FABBRICATI RURALI
L’Agenzia del Territorio (art. 4, comma 5) deve individuare i fabbricati rurali che hanno perso i requisiti di ruralità, e richiede ai relativi titolari la presentazione dei relativi atti di aggiornamento catastale, provvedendovi in caso di inerzia a spese dei titolari stessi.
Il requisito di ruralità degli immobili (art. 4, comma 6) ai fini fiscali sussiste solo se i fabbricati (o le porzioni di essi a destinazione abitativa) sono posseduti dal proprietario o dall’affittuario del terreno che riveste la qualifica di imprenditore agricolo ed è iscritto nel registro delle imprese (‘art. 9, comma 3, del d.l. n. 557/1993).
Se il fabbricato viene a perdere i requisiti di ruralità, il termine per il relativo accatastamento è fissato per il 30 giugno 2007 (art. 4, comma 7).

DIMINUISCE LA DEDUCIBILITA’ DEI COSTI PER AUTOVEICOLI PER I PROFESSIONISTI
L’art. 7, comma 25, del decreto legge 3 ottobre 2006 n. 262, riduce al 25% (rispetto al precedente 50%) la percentuale di deducibilità dei costi relativi ad autovetture utilizzate nell’esercizio di attività professionali. Le nuove disposizioni sulla deducibilità dei costi delle autovetture (art. 7, comma 26) producono effetto dal periodo d’imposta in corso alla data del 3 ottobre 2006, data di entrata in vigore del d.l. n. 262/2006.

AUMENTANO I TRIBUTI CATASTALI
L’art. 7, comma 21, del decreto legge 3 ottobre 2006 n. 262 sostituisce il titolo III della tabella A allegata al d.l. 31 luglio 1954 n. 533, che contiene la disciplina dei tributi speciali catastali.
Tra le novità, è previsto l’aumento da euro 35 ad euro 55 della tassa di voltura catastale. La disposizione, in assenza di norma transitoria, deve ritenersi applicabile alle domande di voltura (anche automatica, conseguente a trascrizione) presentate a partire dal 3 ottobre 2006, data di entrata in vigore del decreto legge n. 262/2006.

LE NOVITÀ CONTENUTE NEL D.D.L. FINANZIARIA 2007
Il testo D.D.L. Finanziaria, attualmente all’esame del Parlamento, prevede, ovviamente, numerose disposizioni di interesse per il settore edile.
Ci limitiamo qui a riportarne alcune con i relativi riferimenti agli articoli del D.D.L.

  • Misure per il Risparmio Energetico (art. 55 D.d.L. Finanziaria)
    Prevista la possibilità di detrarre dalle imposte (in tre anni) il 55% delle spese sostenute per le opere realizzati sulle abitazioni finalizzate al risparmio energetico (installazione di pannelli solari, etc.)
  • Contributi Previdenziali per i lavoratori autonomi (art. 85 D.D.L.)
    L’art. 85 del D.D.L. prevede aumenti contributivi rilevanti per i lavoratori autonomi. Un professionista iscritto alla gestione separata INPS, ad esempio, vede lievitare l’aliquota contributiva dal 10% al 16%.

Il D.D.L. prevede misure per il contrasto dell’abusivismo edilizio (art. 159) e del lavoro nero.

 

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