Trasformazione finestra in portone: è possibile in un fabbricato condominiale?

Trasformazione finestra in portone: secondo la Cassazione è possibile se non vengono lesi diritti altrui e sono rispettate le norme antisismiche

Il proprietario di un immobile posto al piano terra di un fabbricato condominiale aveva provveduto alla trasformazione dello stesso in autorimessa. Tale innovazione veniva eseguita grazie all’allargamento di una finestra in un portone di accesso al garage.

Alcuni condòmini dello stabile si rivolgevano al Tribunale di Catania, lamentando di aver subito i seguenti danni relativi a:

  • il parziale abbattimento del muro condominiale, pregiudicando la stabilità e la sicurezza dell’edificio e ledendo il decoro architettonico dello stabile
  • l’illegittima appropriazione di parte del muro perimetrale

I ricorrenti chiedevano la condanna del convenuto a ripristinare la situazione preesistente, nonché al risarcimento dei danni subiti.

Il Tribunale di Catania condannava il proprietario del garage al ripristino dello stato dei luoghi, avendo ritenuto che le opere eseguite avevano leso il decoro architettonico dell’edificio condominiale.

Contro detta sentenza il proprietario del garage proponeva appello.

La Corte territoriale si esprimeva a favore del ricorrente rilevando che, pur ampliata l’originaria finestra (della larghezza di m 1,80) in portone carraio (della larghezza di m 2,80), leggermente più ampio rispetto al portone, e pur apparentemente modificata la sequenza “finestra-portone-finestra”, non sussisteva alcuna significativa alterazione del decoro architettonico.

Contro tale decisione i condòmini ricorrevano in Cassazione.

Trasformazione finestra in portone: la sentenza di Cassazione

La Corte di Cassazione con sentenza n. 4433/2017 si esprime sul ricorso presentato dai condòmini dello stabile.

Ad avviso dei ricorrenti, l’allargamento dell’apertura nel muro perimetrale portante e di proprietà comune (art. 1117 cc), che era stato parzialmente abbattuto allo scopo di eseguire la trasformazione dell’originaria finestra in un portone, sarebbe avvenuto nel mancato rispetto delle regole di cui all’art. 1120 cc, secondo cui:

I condòmini, con la maggioranza, indicata dal quinto comma dell’articolo 1136, possono disporre tutte le innovazioni dirette al miglioramento o all’uso più comodo o al maggior rendimento delle cose comuni

I giudici, richiamando pregresse sentenze di Cassazione, precisano che: l’installazione di porte o cancellate in un muro ricadente fra le parti comuni dell’edificio condominiale, eseguite da uno dei condòmini per creare un nuovo ingresso all’unità immobiliare di sua proprietà esclusiva, non integrano, di massima, abuso della cosa comune suscettibile di ledere i diritti degli altri condòmini, non comportando per costoro una qualche impossibilità di far parimenti uso del muro stesso.

In merito al discorso sulla stabilità dell’edificio, gli ermellini ritengono che il proprietario del garage abbia provveduto, mediante l’esecuzione di opportuni interventi, a rimuovere l’originaria situazione di non conformità alle prescrizioni della normativa antisismica.

Inoltre, secondo i giudici, la trasformazione finestra in portone ha lasciato immutato lo stile architettonico della facciata, non comportando alcuna significativa alterazione del relativo decoro.

Pertanto la Corte di Cassazione rigetta il ricorso presentato dai condòmini confermando la sentenza di appello.

 

Clicca qui per scaricare la sentenza di Cassazione n. 4437/2017

 

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