Tracciabilità delle retribuzioni, i chiarimenti dei consulenti del lavoro

La fondazione studi dei consulenti del lavoro ha pubblicato delle FAQ circa la tracciabilità delle retribuzioni

Dal 1° luglio è scattato il divieto dei contanti nel pagamento delle retribuzioni, i datori di lavoro ed i committenti dovranno pagare gli stipendi dei dipendenti solamente attraverso una banca o un ufficio postale con una delle seguenti modalità:

  • bonifico sul conto identificato dal codice IBAN indicato dal lavoratore
  • strumenti di pagamento elettronico
  • pagamento in contanti presso lo sportello bancario o postale dove il datore di lavoro abbia aperto un conto corrente di tesoreria con mandato di pagamento
  • emissione di un assegno consegnato direttamente al lavoratore o, incaso di suo comprovato impedimento, a un suo delegato.

Questo per effetto della norma contenuta nella legge di Bilancio 2018, commi 910 a 913, che impone appunto la tracciabilità nel pagamento delle retribuzioni, al fine di verificare che la retribuzione corrisposta non sia inferiore ai minimi fissati dalla contrattazione collettiva.

L’obbligo riguarda esclusivamente la corresponsione della remunerazione relativa all’attività svolta dal lavoratore, sia esso subordinato o autonomo, rientrante nel campo di applicazione della norma; sono escluse, invece, le altre somme di denaro che possono essere versate al lavoratore come gli anticipi di cassa per fondo spese e rimborsi spese.

Segnaliamo al riguardo l’articolo di BibLus-net, di approfondimento, pubblicato nel mese di giugno, basato su un documento a cura della Fondazione Consulenti del Lavoro contenente tutte le novità in tema di retribuzioni.

Le FAQ giunte alla Fondazione Studi Consulenti del Lavoro

1 – Quali sono i rapporti di lavoro non coinvolti dall’obbligo di tracciabilità?

L’obbligo di tracciabilità non si applica ai rapporti di lavoro:

  • instaurati con le pubbliche amministrazioni di cui al comma 2 dell’art. 1 del d.lgs. n. 165/2001
  • domestico, rientranti nella Legge n. 339/1958, nonché quelli comunque rientranti nell’ambito di applicazione dei CCNL per addetti ai servizi familiari e domestici, stipulati dalle associazioni sindacali comparativamente più rappresentative a livello nazionale
  • i compensi derivanti da borse di studio, tirocini e rapporti autonomi di natura occasionale, poiché non rientranti tra i contratti espressamente richiamati al c. 912 dell’art.1 della Legge n. 205/2017.

2 – Nel rispetto degli obblighi di legge è possibile utilizzare una carta di credito prepagata per accreditare la retribuzione dei lavoratori?

Gli importi dovuti possono essere versati su una carta di credito prepagata intestata al lavoratore, tale modalità di pagamento potrà essere utilizzata anche laddove la carta non sia collegata ad un IBAN. In tale caso il datore di lavoro dovrà conservare le ricevute di versamento anche ai fini della loro esibizione agli organi di vigilanza.

3 – Gli anticipi di cassa per rimborsi spese possono essere esclusi dall’obbligo di tracciabilità?

Gli anticipi di cassa per fondo spese, rimborsi spese ed altre somme corrisposte al lavoratore, diverse da quelle contrattuali, possono essere esclusi dall’obbligo di tracciabilità in quanto l’articolo 1, comma 910, della Legge prevede che l’obbligo si applichi al momento in cui i datori di lavoro o committenti corrispondono ai lavoratori la retribuzione, nonché ogni anticipo di essa.

4 – La sanzione prevista nel caso di mancato utilizzo dei mezzi di pagamento previsti dalla legge è riferita ad ogni singolo lavoratore per cui viene riscontrato l’illecito?

La formulazione della norma lascia intendere che il regime sanzionatorio sia riferito alla totalità dei lavoratori in forza presso il singolo datore di lavoro con la conseguenza che la sua applicazione prescinde dal numero di lavoratori interessati dalla violazione.

5 – L’obbligo di corrispondere ai lavoratori la retribuzione attraverso una delle modalità previste dalla Legge n. 205/2017 riguarda anche l’indennità di trasferta?

Per ciò che concerne l’indennità di trasferta si ritiene comunque necessario ricomprendere le relative somme nell’ambito degli obblighi di tracciabilità.

 

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