Tracciabilità dei pagamenti: approvate dalla Camera la proroga e l’esclusione più ampia per le piccole spese

La Camera dei Deputati, nella seduta del 2 dicembre, ha approvato il disegno di legge di conversione del D.L. 187/2010, il decreto legge che contiene chiarimenti e interpretazioni sulle disposizioni della L. 136/2010 (c.d. antimafia) sulla tracciabilità dei flussi finanziari relativi ai lavori, ai servizi e alle forniture pubblici.

La Camera dei Deputati, nella seduta del 2 dicembre, ha approvato il disegno di legge di conversione del D.L. 187/2010, il decreto legge che contiene chiarimenti e interpretazioni sulle disposizioni della L. 136/2010 (c.d. antimafia) sulla tracciabilità dei flussi finanziari relativi ai lavori, ai servizi e alle forniture pubblici.Il testo approvato alla camera introduce importanti elementi di novità proprio in relazione alla tracciabilità dei flussi finanziari.

Queste le principali novità del provvedimento approvato dalla Camera:

  • i contratti stipulati prima dell’entrata in vigore della L. 136/2010 dovranno essere adeguati alle norme di tracciabilità entro 180 giorni dall’entrata in vigore della Legge di conversione del D.L. 187/2010 (non più entro il 7 marzo 2011, ovvero 180 giorni dalla data di entrata in vigore del D.L.);
  • dopo 180 giorni dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del D.L. 187/2010 tutti i contratti si intenderanno automaticamente integrati con le clausole di tracciabilità previste dai commi 8 e 9 dell’articolo 3 della legge n. 136 del 2010, anche in assenza di atti specifici;
  • la soglia per le spese “giornaliere” non soggette alla tracciabilità viene innalzata da 500 a 1.500 euro. L’eventuale costituzione del fondo cassa cui attingere per tali spese deve essere effettuata utilizzando strumenti di pagamento idonei a consentire la tracciabilità delle operazioni, in favore di uno o più dipendenti;
  • il mancato utilizzo di strumenti idonei a consentire la piena tracciabilità delle operazioni “non determina la risoluzione di diritto” del contratto, come previsto D.L. 187/2010, ma “costituisce causa di risoluzione”.

Nel caso in cui siano utilizzati strumenti di pagamento tracciabili ma anche nel caso in cui venga omessa l’indicazione del CUP o del CIG sono previste sanzioni dal 2% al 10% del valore della transazione. Il disegno di legge di conversione del D.L. 187/2010 è ora in discussione in Senato.

Clicca qui per scaricare il testo delle disposizioni approvate dalla Camera, ora in discussione in Senato

 

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