Terremoto Isola d’Ischia: il report fotografico pre e post sisma

Terremoto Isola d’Ischia: ReLUIS ha pubblicato il rapporto fotografico dei danni subiti da alcuni edifici con il confronto della situazione pre e post sisma

A seguito dell’evento sismico che ha colpito alcuni Comuni dell’Isola di Ischia nella notte di lunedì 21 Agosto 2017, ReLUIS ha pubblicato la documentazione fotografica dei principali danni e meccanismi individuati durante i sopralluoghi con riferimento a edifici in muratura e cemento armato.

L’evento sismico ha interessato in particolare la parte nord dell’isola, l’epicentro è stato infatti individuato in prossimità del Comune di Casamicciola Terme.

Ricordiamo che questa è una zona già colpita in passato dal terremoto, infatti nel 1883 ci fu un evento sisimico di magnitudo pari a 5,8 gradi secondo la scala Richter, che causò 2.313 vittime.

In questa situazione, il sisma, la cui magnitudo è stata stimata in 4,0 gradi secondo la scala Richter, ha causato 2 vittime.

La zona di Casamicciola Terme è quella che ha subito i danni più importanti, con crolli di interi di fabbricati o danni permanenti alle strutture degli stessi.

Di seguito riportiamo una galleria fotografica, con le immagini più significative, in cui è possibile confrontare la situazione antecedente al sisma (foto tratte da Google street view) con quella successiva all’evento sismico.

 

Clicca qui per scaricare il Rapporto Reluis

Clicca qui per conoscere EdiLus-CRS, il software per la classificazione sismica degli edifici

 

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1 commento
  1. Maurizio DE ACUTIS
    Maurizio DE ACUTIS dice:

    Interessante la risposta della “muratura alla beneventana” (telai in legno controventati) la quale ha salvaguardato la vita umana;
    Sempre importane l’utilizzo dei tiranti in ferro per prevenire il ribaltamento di porzioni di facciata, malgrado il rischio di punzonamento dovuto al basso coefficiente di attrito del cono di muratura fuoriuscito dal piano della stessa: occorreva evidentemente un maggior numero di catene, collocate in modo migliore, con capichiave più lunghi e giustamente orientati, per distribuire gli sforzi evitando la concentrazione degli stessi!
    Si conferma la tendenza al ribaltamento delle facciate sulle quali gravi poco peso e/o dove l’attrito della porzione soprastante non esplichi su di esse azione stabilizzante.
    Maurizio De Acutis

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