Terre e rocce da scavo non contaminate non sono rifiuto e possono essere riutilizzate in sito

La Legge 2/2009, conversione del D.L. 185/5008 “anticrisi”, introduce significative semplificazioni con riferimento alle terre e rocce da scavo.
Per effetto di tale modifica le terre e rocce da scavo, purché utilizzate nello stesso sito di produzione, a fini di costruzione e allo stato naturale non sono più assoggettate alla disciplina dei rifiuti.

La Legge 2/2009, conversione del D.L. 185/5008 “anticrisi”, introduce significative semplificazioni con riferimento alle terre e rocce da scavo.
Per effetto di tale modifica le terre e rocce da scavo, purché utilizzate nello stesso sito di produzione, a fini di costruzione e allo stato naturale non sono più assoggettate alla disciplina dei rifiuti.
Le terre e rocce da scavo non possono essere più considerate rifiuti, ma nemmeno sottoprodotti se sussistono le seguenti condizioni:

  1. che il suolo escavato non sia contaminato;
  2. che lo scavo sia avvenuto nel corso dell’attività di costruzione;
  3. che l’utilizzo di tale materiale sia diretto con certezza ad attività di costruzione;
  4. che il materiale sia utilizzato allo stato naturale e nello stesso sito.

L’art. 20, comma 10 sexies della L. 2/2009, ha modificato gli artt. 185 e 186 del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152 come segue:

  1. all’art. 185 è aggiunta la lettera «c-bis) il suolo non contaminato e altro materiale allo stato naturale escavato nel corso dell’attività di costruzione, ove sia certo che il materiale sarà utilizzato a fini di costruzione allo stato naturale nello stesso sito in cui è stato scavato»;
  2. all’articolo 186, comma 1, sono premesse le seguenti parole: «Fatto salvo quanto previsto dall’articolo 185,».

Tale modifica recepisce le disposizioni dell’articolo 2, lettera c), della nuova direttiva quadro in materia di rifiuti, la 2008/98/Ce, pubblicata sulla «Gazzetta Ufficiale» dell’Unione europea del 22 novembre 2008.

Clicca qui per scaricare il testo della L. 2/2009

 

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