Tassa sui condizionatori e libretto... Facciamo chiarezza!

Tassa sui condizionatori, libretto di impianto e rapporto di controllo. Facciamo chiarezza

“Tassa sui condizionatori”, facciamo chiarezza su chi deve pagarla, chi deve possedere il libretto di impianto e chi deve effettuare i controlli di efficienza energetica

Ha destato molte preoccupazioni la notizia diffusa dai media nei giorni scorsi, secondo cui il Governo avrebbe introdotto una nuova tassa sui condizionatori.

Prontamente è arrivata la smentita del Ministero dello Sviluppo economico che ha diffuso una nota in cui chiarisce l’esatta portata del nuovo provvedimento.

Si tratta di una novità che è stata introdotta in Italia già nel 2014 in adeguamento alle norme europee sulla tutela dell’ambiente e che comporta l’obbligo, per i possessori di impianti climatizzazione estiva (tra cui i classici condizionatori) con potenza superiore a 12 kW, di sottoporli a controlli periodici.

I proprietari che non si adeguano sono puniti con multe da 500 a 3.000 euro.

Da sottolineare, innanzitutto, che l’obbligo non riguarda tutti i condizionatori: un impianto domestico difficilmente supera i 3 kW.

Di seguito cerchiamo di chiarire la questione che ha generato grande confusione tra libretto di impianto, rapporto di controllo e tassa sui condizionatori.

Tassa condizionatori, libretto di impianto e controlli periodici

Occorre fare alcune precisazioni, visto alcuni fraintendimenti che si stanno generando.

Il libretto d’impianto è obbligatorio per ogni impianto termico.

Pertanto è fondamentale fare riferimento alla definizione di “impianto termico” che nel tempo ha subito vari cambiamenti.

Secondo la versione attualmente in vigore, il D.Lgs. 192/05 (come modificato dalla Legge 90/2013) definisce impianto termico:

  • impianto tecnologico destinato ai servizi di climatizzazione invernale o estiva degli ambienti, con o senza produzione di acqua calda sanitaria, indipendentemente dal vettore energetico utilizzato, comprendente eventuali sistemi di produzione, distribuzione e utilizzazione del calore nonché gli organi di regolarizzazione e controllo.
    Sono compresi negli impianti termici gli impianti individuali di riscaldamento.
    Non sono considerati impianti termici apparecchi quali: stufe, caminetti, apparecchi di riscaldamento localizzato ad energia radiante; tali apparecchi, se fissi, sono tuttavia assimilati agli impianti termici quando la somma delle potenze nominali del focolare degli apparecchi al servizio della singola unità immobiliare è maggiore o uguale a 5 kW.
    Non sono considerati impianti termici i sistemi dedicati esclusivamente alla produzione di acqua calda sanitaria al servizio di singole unità immobiliari ad uso residenziale ed assimilate”

DI conseguenza, stando alla definizione di impianto termico e al DM 10 febbraio 2014, tutti i condizionatori per la climatizzazione estiva devono essere dotati di libretto di impianto.

Discorso diverso è per i controlli periodici di efficienza energetica (D.P.R. 74/2013).

I controlli periodici di efficienza energetica sono controlli che attestano il grado di efficienza degli impianti e sono obbligatori su impianti di climatizzazione invernale di potenza utile nominale uguale o maggiore a 10 kW e di climatizzazione estiva di potenza utile nominale uguale o maggiore a 12 kW.
I rapporti di controllo devono essere compilati in occasione degli interventi di manutenzione – secondo quanto disposto dalle istruzioni tecniche per l’uso e la manutenzione delle macchine – oppure durante interventi di riparazione e manutenzione straordinaria.

Occorre comunque rispettare per gli impianti di climatizzazione estiva la periodicità di trasmissione del rapporto di controllo:

  • ogni 4 anni per impianti di potenza compresa fra 12 kW e 100 kW
  • ogni 2 anni per impianti con potenza superiore a 100 kW

L’operatore tecnico avrà l’obbligo di rilasciare al cliente il cosiddetto rapporto di efficienza energetica e di trasmetterlo al catasto regionale di competenza secondo le scadenze temporali previste dal decreto per tipologia di impianto.

In definitiva, per gli impianti di climatizzazione estiva con potenza inferiore a 12 kW non vanno rilasciati i rapporti di controllo di efficienza energetica, ma il libretto di impianto è comunque necessario.

Differenza tra BTU e kW

Generalmente i condizionatori commerciali sono classificati in base ai BTU, British Thermal Unit, che è l’unità di misura dell’energia usata negli Stati Uniti e nel Regno Unito.

La corrispondente unità di misura utilizzata nel Sistema Internazionale è, invece, il Joule (J).

Una BTU è definita dalla quantità di calore richiesta per alzare la temperatura di 1 libbra di acqua da 39 °F a 40 °F.

Il valore abitualmente riportato sui condizionatori in commercio va inteso come btu/h, al fine di effettuare la conversione in kW (per ragionare in termini di potenza e non di energia).

In particolare,

  • 1 watt è circa pari a 3,412 btu/h

Pertanto,

  • un condizionatore di 12.000 BTU all’ora equivale a una potenza di circa  3,517 kW
  • un condizionatore di 9.000 BTU all’ora equivale a una potenza di circa 2,638 kW

I condizionatori maggiormente diffusi sul mercato hanno proprio le potenze di 9.000 e 12.000 BTU all’ora; tali condizionatori, quindi, sono a tutti gli effetti impianti termici e hanno bisogno di un libretto di impianto ma non della trasmissione periodica del rapporto.

 

Clicca qui per leggere la nota del Ministero dello sviluppo economico

Scarica gratis il software Impiantus-LIBRETTO

 


Vuoi rimanere aggiornato su questo argomento e sulle principali novità legate al mondo dell'edilizia?

Iscriviti GRATIS alla Newsletter

5 commenti
  1. Federico
    Federico dice:

    Alla fine dell’articolo parlate di condizioni domestici da 12000BTU = 3.5kW e dite che “sono a tutti gli effetti impianti termici e hanno bisogno di un libretto di impianto”, ma la norma dice che si parla di impianto termico se la potenza nominale complessiva è >= 5kW, quindi probabilmente avete dimenticato un “non” nella vostra affermazione ossia NON sono impianti termici e NON hanno bisogno di un libretto di impianto.

    Rispondi
    • BibLus-net
      BibLus-net dice:

      Ciao Federico,
      in base alla definizione contenuta nel D.Lgs. 192/2005 (nella sua versione attualmente in vigore), vanno considerati impianti termici tutti gli impianti di climatizzazione invernale o estiva, con o senza produzione di acqua calda sanitaria e indipendentemente dal vettore energetico utilizzato…
      Fanno eccezione (ossia NON sono considerati impianti termici):
      stufe
      caminetti
      apparecchi di riscaldamento localizzato ad energia radiante
      se sono fissi e hanno potenza nominale del focolare inferiore a 5 kW.

      Non sono, inoltre, impianti termici i sistemi dedicati esclusivamente alla produzione di acqua calda sanitaria per singole unità immobiliari.
      Quindi, i condizionatori (impianti di climatizzazione estiva) sono impianti termici a tutti gli effetti. E devono avere un libretto di impianto.

      Ciao.

      Rispondi
  2. giovanni
    giovanni dice:

    quindi se in un abitazione ho i seguenti condizionatori 7000 * 3 = 21000 + 18000 + 9000 = 48000 btu / 3.412= 14.07 kw devo avere i libretti di impianti e sottoporre i condizionaotri a controlli periodici ogni 4 anni con trasmssione del rapporto al catasto energetico, senza nessuna tassa aggiuntiva. Mi confermate? grazie.

    Rispondi

Lascia un Commento

Vuoi partecipare alla discussione?
Fornisci il tuo contributo!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *