Immagine categoria approfondimenti tecnici

Stretta del ministero del lavoro sui contratti a progetto

Il Ministero del lavoro, con la circolare n. 17 del 14 giugno scorso, definisce dei limiti precisi al ricorso ai contratti “a progetto” introdotti dall’art. 61 del D.Lgs. 276/03 (c.d. Riforma Biagi).

Il Ministero del lavoro, con la circolare n. 17 del 14 giugno scorso, definisce dei limiti precisi al ricorso ai contratti “a progetto” introdotti dall’art. 61 del D.Lgs. 276/03 (c.d. Riforma Biagi).
Il provvedimento del Ministero, rivolto principalmente agli organi di vigilanza, intende porre un freno all’improprio ricorso a tale tipologia di contratto, in particolare.
Ricordiamo che, con un precedente provvedimento (circolare n. 1/04), il Ministero aveva chiarito che il progetto deve indicare lo svolgimento di una attività lavorativa “definita in tutti gli elementi che la compongono” e “collegata ad un risultato oggettivo da realizzare, connesso all`attivita` principale o accessoria del committente.”
Ora, con la recente circolare, il Ministero precisa che tali progetti debbono essere specifici e che “non possono genericamente coincidere con l’oggetto sociale dell’azienda”.
Il Ministero chiarisce, inoltre, ulteriori aspetti inerenti gli altri presupposti dei contratti a progetto: l’autonomia del collaboratore nella gestione dei tempi di lavoro e le modalità di coordinamento tra committente e collaboratore.
Con riferimento ai tempi di lavoro, in particolare, nel documento si ribadisce, tra l’altro, l’impossibilità di definire un orario di lavoro, al più è possibile concordare una fascia all’interno della quale, a discrezione del collaboratore, può essere svolto il lavoro.

DocumentoDimensioneFormato
Circolare n. 17/06 del Ministero del Lavoro85 KbPDF
Circolare n. 1/2004 del Ministero del Lavoro116 KbPDF
 
0 commenti

Lascia un Commento

Vuoi partecipare alla discussione?
Fornisci il tuo contributo!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *