Stati generali dell’economia: le proposte dei professionisti tecnici

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La Rete Professioni Tecniche durante gli stati generali dell’economia ha presentato un “Manifesto delle Professioni per la rinascita dell’Italia” con 10 proposte d’intervento

La Rete Professioni Tecniche (RPT), in rappresentanza di circa 600.000 professionisti operanti in ambito tecnico e scientifico, ha partecipato agli Stati Generali dell’Economia tenutisi a Roma dal 13 al 21 giugno scorso.

Durante l’evento organizzato dal Governo, la RPT ha promosso e presentato un “Manifesto delle Professioni per la rinascita  dell’Italia”, articolato in 10 proposte di intervento.

Le proposte hanno come obiettivo la definizione di un progetto per il rilancio del Paese, che deve partire da un confronto serrato con gli operatori economici e sociali.

Secondo l’associazione: “un piano di rilancio deve tener conto delle idee e delle proposte di cui sono portatori anche i liberi professionisti, come componente importante di un più ampio sistema economico-produttivo”.

Le 10 proposte della RPT

Nello specifico l’RPT, relativamente al proprio specifico ambito di intervento e di specializzazione, ha avanzato le seguenti proposte:

  1. piena attuazione del principio di sussidiarietà ex legge 81/2017. L’RPT chiede che il Governo provveda entro la fine del 2020 ad emanare i decreti in materia di sussidiarietà;
  2. semplificazione del Codice dei contratti pubblici e istituzione di un Fondo di Rotazione per la Progettazione:
    • eliminare la responsabilità erariale dei RUP e la possibilità di incorrere nel reato di abuso di ufficio;
    • accorpare il progetto definitivo con il progetto esecutivo fatta eccezione per le Opere complesse;
    • rendere prioritario l’affidamento diretto dei SIA (Servizi di Ingegneria e Architettura) per importi inferiori ad euro 40.000;
    • utilizzare la procedura negoziata per l’affidamento dei SIA per importi pari a 40.000 euro e inferiori alla soglia di cui all’articolo 35 con esclusione automatica dell’offerta anomala;
    • rendere ordinario l’affidamento della direzione dei lavori al progettista;
    • sostituire il Certificato di Collaudo sino alla soglia di cui all’articolo 35 (5.350.000 euro) con il Certificato di Regolare Esecuzione;
    • affidamento delle attività di verifica al RUP sino alla soglia di cui all’articolo 35 (euro 5.350.000).
  3. rafforzamento delle misure per il risparmio energetico degli edifici e per la prevenzione del rischio sismico e avvio di un Piano Nazionale di prevenzione del rischio sismico:
    • semplificare al massimo le procedure per l’accesso alle detrazioni fiscali ecobonus e sismabonus;
    • prolungare almeno fino al 2023 gli incentivi fiscali in materia di ecobonus e sismabonus;
    • avvio di un Piano Nazionale di Prevenzione del Rischio Sismico,
  4. rigenerazione urbana. E’ necessario favorire la riqualificazione delle periferie urbane e territoriali attraverso progetti policentrici di rigenerazione socioculturale-ambientale integrati in un sistema diffuso di polarità in rete, creando, allo scopo, un canale stabile di finanziamenti;
  5. semplificazioni in tema di edilizia ed urbanistica: proposte in parte recepite nella  commissione presso il MIT per la modifica del TU dell’edilizia;
  6. rafforzare il Piano Transizione 4.0: estendendo fino al 2025 gli incentivi fiscali connessi al Piano Transizione 4.0. (attualmente gli incentivi termineranno a dicembre 2020);
  7. Green new deal per progettare opere innovative e sostenibili. Si propone di istituire un fondo che incentivi investimenti in innovazione per gli studi professionali;
  8. avviare un processo di semplificazione attraverso le norme tecniche volontarie: l’RPT chiede al Governo di avviare una riflessione approfondita sulla possibilità di sostituire una parte delle norme prescrittive attualmente vigenti, con le norme tecniche di carattere volontario, in grado di definire standard tecnici e aspetti procedurali in modo più sintetico ed efficace di quanto possa fare una norma dello Stato;
  9. equo compenso e tariffe minime professionali. L’RPT ha elaborato una proposta finalizzata a standardizzare la disciplina della remunerazione dei professionisti prevedendo esplicitamente:
    • l’applicabilità del principio dell’equo compenso a qualsiasi committente, indipendentemente dal termine giuridico utilizzato per disciplinare la prestazione professionale richiesta;
    • l’invalidità e l’inefficacia di atti e/o provvedimenti delle amministrazioni pubbliche che non rispettino il principio in questione;
    • l’obbligo di aggiornamento periodico dei parametri di riferimento; la previsione di una apposita commissione finalizzata a monitorare e controllare l’attuazione di tale principio;
    • la previsione di una disciplina transitoria adeguata;
    • la tutela dei tirocinanti ed apprendisti;
    • l’adeguamento delle remunerazioni in caso di prestazioni aggiuntive o diversamente regolate in corso d’opera;
    • l’introduzione di un principio di certezza nei pagamenti;
  10. rafforzamento del sistema ordinistico e completamento del processo di riforma: occorre emanare un Testo Unico delle professioni attraverso una legge delega del Parlamento; occorre intervento normativo che attribuisca in modo uniforme ai Consigli degli Ordini e dei Collegi Nazionali la potestà esclusiva di revisione e aggiornamento dei codici deontologici.

Il ruolo dei professionisti in Italia e la RPT

I professionisti nel nostro Paese sono espressione di una fitta rete di servizi presenti sul territorio:

  • servizi sanitari, sociali e socio-assistenziali;
  • servizi al tessuto di impresa;
  • servizi di progettazione e gestione delle infrastrutture;
  • servizi di tutela e valorizzazione del patrimonio ambientale, agricolo e rurale;
  • progettazione e realizzazione di opere per la prevenzione del rischio nelle sue diverse forme.

I professionisti che operano nella libera professione in via esclusiva sono più di 1 milione e 600 mila e contribuiscono a circa il 6% del Pil italiano. Se a questi si aggiungono i professionisti che oltre a svolgere lavoro dipendente svolgono anche in via saltuaria, la libera professione si arriva a più di 2 milioni e 300 mila lavoratori con un contributo che supera il 14% del Pil.

La Rete delle Professioni Tecniche, fondata nel 2013, ne rappresenta una gran parte poiché comprende, al suo interno, i Presidenti degli Ordini e Collegi Nazionali aderenti; nello specifico:

  • Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori
  • Chimici
  • Dottori Agronomi e Dottori Forestali
  • Geologi
  • Geometri e Geometri Laureati
  • Ingegneri
  • Periti Agrari e Periti Agrari Laureati
  • Periti Industriali e Periti Industriali Laureati
  • Tecnologi Alimentari.

La Rete Professioni Tecniche resta a disposizione del Governo per sostenere, attraverso uno specifico supporto tecnico, l’attuazione delle molteplici misure che sono emerse dal dibattito.

 

Clicca qui per scaricare il testo completo con le proposte per il rilancio della RPT

 

compensus

 

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