Come spostare una torre del ‘500 per far spazio alla strada. Il primo caso in puglia

Con l’ok della Soprintendenza è stato realizzato lo spostamento della Torre di San Vincenzo per consentire il raddoppio della statale tra Bari e Matera

L’antica Torre di San Vincenzo a Palo del Colle in provincia di Bari è ubicata sul sedime della nuova strada statale 96, arteria che collega Bari a Matera.

Il raddoppio della statale è progetto ritenuto fondamentale in vista delle manifestazioni per Matera 2019 e che, per ragioni geomorfologiche, poteva passare proprio a ridosso della torre e poco modificabile per una serie di ragioni. Per questo è stata interpellata la Soprintendenza che, tra varie proposte sul tavolo, ha scelto lo spostamento della torre per circa 32 metri rispetto alla posizione originaria.

E’ stata dunque effettuata l’operazione, con la traslazione della torre in direzione ovest, nella fascia di territorio compresa tra l’abitato di Palo del Colle e la nuova variante della Statale 96.

I lavori di spostamento sono durati complessivamente 3 giorni e si sono conclusi il 12 febbraio.

Tutta l’operazione di spostamento della torre ha avuto invece una durata di diversi mesi, essendo i lavori iniziati nella primavera scorsa.

Lo spostamento della Torre: cronistoria

Torre San Vincenzo è un’antica struttura medievale, risalente a un periodo compreso tra il XII e il XV secolo, posta in cima alla lama che porta le acque nell’alveo di Lama Lamasinata.

Alta circa 12 metri, di pianta rettangolare, è una struttura realizzata in pietra locale con l’impiego di conci perfettamente squadrati.

Torre-San-Vincenzo

E’ disposta su due livelli, il primo del quale con volta a botte, ed il secondo con tetto spiovente con la facciata di lunghezza inferiore rivolta verso levante; ha due finestre grandi, al piano superiore, una delle quali fornita di caditoia, mentre una terza risulta tompagnata.

Con l’obiettivo di innalzare gli standard di sicurezza e migliorare la viabilità alla luce degli alti volumi di traffico, considerando il tratto una delle principali cerniere tra la Puglia e la Basilicata e rappresenta un importante tratto di collegamento Adriatico-Jonico, l’Anas, nel  Programma Operativo Nazionale Reti e Mobilità, aveva avviato nel 2010 i lavori di ammodernamento e raddoppio della statale 96.

L’antica torre interferiva con tali lavori, che tra l’altro dovevano essere conclusi con una certa urgenza, dato che la tratta rientra nel progetto che vedrà nel 2019 Matera capitale europea della cultura.

Più facile spostare una strada o una torre di 12 metri e 800 tonnellate? La soluzione adottata è proprio un inno alla tutela del patrimonio culturale.

Il ‘problema‘ della torre era noto dal 2013, quando la Soprintendenza per i Beni Culturali aveva ricordato all’Anas, impegnata nei lavori di raddoppio, la presenza di un vincolo sulla torre, che rientra in una rete di torri di avvistamento della Murgia.

Impossibile abbatterla, quindi la Soprintendenza aveva proposto all’Anas di modificare il tracciato della strada.

Ma la società ha presentato una controproposta: lasciare inalterato il tracciato e spostare la torre. Ricevendo il via libera proprio della stessa Soprintendenza.

Le iniezioni di cemento

L’operazione è stata complicata dal fatto che la torre presentava una cisterna inferiore.

Per questo è stata fortificata la struttura con iniezioni di miscela cementizia speciale, per poi proteggerla con paratie in legno all’interno delle quali è stata versata della sabbia per evitare vibrazioni.

Nei mesi scorsi si è proceduto al consolidamento della torre che è stata successivamente restaurata ed imbragata internamente ed esternamente con dei tiranti metallici e messa in condizione di non muoversi, impacchettata con legno e sabbia e rinchiusa con cerchiature metalliche.

Solo allora la torre è stata tagliata all’altezza del piano di campagna per sollevarla e deporla sulla piastra. Per poi instradarla sui binari.

Messa in sicurezza, la torre è stata spostata lungo due rotaie grazie all’ausilio di martinetti idraulici posti a contrasto con la fondazione in calcestruzzo realizzata sotto la torre con una progressione di circa due metri al giorno per non indurre vibrazioni nel manufatto.

Torre-San-Vincenzo

La struttura, durante tutte le fasi, è stata monitorata tramite strumentazione elettronica per valutare vibrazioni e oscillazioni.

I tempi e i costi dell’operazione

Cinque anni dopo, il primo spostamento in Italia di un bene architettonico è cosa fatta: dopo 24 ore di lento movimento la medievale Torre di San Vincenzo ha compiuto i previsti 32 metri in direzione Ovest per far spazio alla nuova strada, per un costo complessivo dell’operazione di 1,5 milioni di euro.

Come sovente accade, fatti come questo dividono l’opinione pubblica.

Da una parte chi sostiene che si sia portata avanti un’opera di alta ingegneria (indiscutibile), garantendo lo sviluppo delle infrastrutture nel rispetto dei beni culturali; con quest’opera infatti è stato possibile evitare di abbattere la struttura cinquecentesca.
La soluzione adottata con lo spostamento della torre ha rappresentato per costoro un inno alla tutela del patrimonio culturale.

Di contro c’è chi vede in questa vicenda solo immagini tristi, con la storia costretta a spostarsi per far spazio alla logica della veloce modernità; ed esperienze più o meno recenti ci hanno rappresentato che questo non è sempre un bene.

 

 

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5 commenti
  1. FRA
    FRA dice:

    Nel 1986 anche nel veneziano (Santa Maria di Sala) è stata spostata una chiesetta del 1839.
    Niente martinetti…è stata spostata sulle cotiche di maiale.
    🙂

    Rispondi
  2. costantino
    costantino dice:

    C’era sempre la terza opzione, la si demoliva e poi avanti con la strada. Fortunatamente si è seguita la strada più innovativa, si è realizzata un’opera di ingegneria che ha portato del bene su tutti gli aspetti, alla memoria storia, alla mobilità, alla tecnologia. Fa male solamente ai benaltristi ottusi di cui è piena l’Italia.

    Rispondi

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