Speciale bozza di modifiche “Allegati all’Ordinanza 3274”

Il Capo del Dipartimento della Protezione Civile ha diffuso alcuni documenti contenenti modifiche ed aggiornamenti alla recente normativa tecnica per le costruzioni in zona sismica.

Il Capo del Dipartimento della Protezione Civile ha diffuso alcuni documenti contenenti modifiche ed aggiornamenti alla recente normativa tecnica per le costruzioni in zona sismica (Ordinanza del Presidente del Consiglio dei Ministri n. 3274 del 20 marzo 2003 e s.m.i.) I documenti in questione, che modificano l’Allegato 2 (Norme tecniche per il progetto, la valutazione e l’adeguamento sismico degli edifici) e l’Allegato 3 (Norme tecniche per il progetto sismico dei ponti) all’Ordinanza 3274, sono stati trasmessi alle Regioni per le opportune valutazioni prima della redazione della stesura definitiva e della conseguente pubblicazione in Gazzetta Ufficiale.
Tra le corpose modifiche introdotte, oltre che per gli edifici in c.a., si segnala l’introduzione di specifiche disposizioni riguardanti le costruzioni con struttura di legno (prima mancanti), e di due nuove”appendici” (All. 11.D e All. 11.E) all’Allegato 2, relative agli edifici in muratura.
BibLus-net rende disponibili le modifiche approntate e il testo coordinato dei suddetti Allegati 2 e 3 all’Ordinanza n. 3274/2003, sottolineandone il carattere provvisorio ma ritenendo che essi non dovrebbero differire sostanzialmente dalla versione definitiva.
Sottolineiamo comunque il carattere provvisorio di tali testi, sebbene gli stessi non dovrebbero differire sostanzialmente dalla versione definitiva.

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Ordinanza 3274 – Allegato 2: Modifiche 2,67 Mb PDF
Ordinanza 3274 – Allegato 2: Testo coordinato con le modifiche 3,05 Mb PDF
Ordinanza 3274 – Allegato 3: Modifiche 337Kb PDF
Ordinanza 3274 – Allegato 3: Testo coordinato 496 Kb PDF

Cosa cambia per gli edifici in C.A.?
Nel testo di modifica, ampio spazio è dedicato alla indicazioni per la realizzazione di strutture in c.a. ordinario. Le modifiche introdotte non attengono esclusivamente alle modalità operative del calcolo, ma si spingono, talvolta, anche ad investire aspetti più propriamente concettuali.
Nel prosieguo illustriamo, con maggior dettaglio, le principali novità relative alle strutture in c.a. presenti nella bozza di aggiornamento dell’Allegato 2.

I criteri di verifica e l’azione sismica
Per quanto riguarda i criteri di verifica, sono stati definiti gli eventi sismici presi a riferimento per le verifiche allo Stato Limite Ultimo e allo Stato Limite di Danno. Gli edifici con fattore d’importanza superiore a 1 (edifici rilevanti per la protezione civile o suscettibili di affollamento rilevante) realizzati in prossimità di pendii, sono penalizzati con sollecitazioni sismiche di progetto maggiorate attraverso l’introduzione del coefficiente di amplificazione topografica (già prescritto all’Allegato 4 per la verifica della stabilità dei pendii).
I coefficienti relativi alle combinazioni dell’azione sismica con le altre azioni, sono stati unificati per lo SLD e lo SLU: pertanto le azioni complessive in tal modo individuate dovranno essere indifferentemente utilizzate per entrambe le verifiche (SLD e SLU).

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I criteri generali di progettazione
La distanza da rispettare tra l’edificio in progetto ed uno contiguo esistente è data dalla somma degli spostamenti, dovuti all’evento sismico, di ciascun edificio. Lo spostamento massimo dell’edificio esistente, se non altrimenti calcolato, può essere stimato attraverso un’apposita formula che sostituisce quella fornita nella precedente stesura dell’Allegato 2.
Sono state chiarite e dettagliate le condizioni da rispettare affinché un edificio possa considerarsi “regolare”, in particolar modo per quanto concerne la regolarità in altezza; come noto, per un edificio che possa definirsi regolare, la normativa introduce condizioni di calcolo meno penalizzanti.
Vengono rese più restrittive le condizioni per l’applicazione dell’analisi statica lineare. Ricordiamo che tale metodo semplificato è utilizzabile in alternativa all’analisi dinamica modale (metodo prescritto di norma per la definizione delle sollecitazioni di progetto).
Tra i metodi proposti nella precedente stesura dell’Allegato 2 per la combinazione delle componenti dell’azione sismica, sparisce la possibilità di calcolare i valori massimi mediante la radice quadrata della somma dei quadrati delle componenti (SRSS).

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Prescrizioni specifiche per edifici con struttura in c.a.
Rilevante è l’introduzione ex-novo di un paragrafo specificatamente dedicato agli elementi di fondazione di c.a.. In tale paragrafo, vengono fornite le sollecitazioni agenti per il dimensionamento delle strutture di fondazione e la verifica di sicurezza del terreno, diversificate per classe di duttilità dell’edificio. Per quanto riguarda le travi di fondazione, viene indicata la quantità di armatura longitudinale minima da disporre superiormente ed inferiormente, che non dovrà essere minore al 0.2% dell’area della sezione. Inoltre, in assenza di più accurate valutazioni, vengono fornite le azioni assiali atte al dimensionamento dei collegamenti tra gli elementi di fondazione.
Per quanto concerne l’area minima da assegnare alle staffe orizzontali nei nodi non confinati delle strutture in elevazione, và segnalata la riduzione ad un terzo rispetto quanto precedentemente indicato. Inoltre è stata modificata la formula per il calcolo della percentuale massima di armatura longitudinale delle travi, passando da un valore fisso ad uno funzione della percentuale dell’armatura compressa. Infine sono state definite le pareti semplici e composte e fornite, per queste ultime, le modalità di individuazione delle sezioni resistenti.

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