Sostenibilità ambientale: certificazione LEED e Protocollo ITACA

Sostenibilità ambientale: certificazione LEED e Protocollo ITACA

Sostenibilità ambientale, ecco  una sintesi dei principali sistemi di certificazione su base volontaria per la valutazione dell’efficienza energetica: certificazione LEED e Protocollo ITACA

In Italia le normative sulla sostenibilità ambientatale sono volte all’adozione di criteri innovativi, prescrittivi e incentivanti, al fine di diffondere i principi di un’architettura sostenibile sia a livello di intervento edilizio, che a quello di pianificazione urbanistica.

I decreti legislativi hanno recepito quanto dettato dalla direttiva 2002/92/CE in materia di contenimento dei consumi energetici associati alla climatizzazione degli edifici.

In particolare, il D.Lgs. 192/2005 e i vari decreti sulla prestazione energetica degli edifici e la certificazione energetica hanno introdotto requisiti prescrittivi e prestazionali ai fini del contenimento dei consumi di energia primaria da fonte tradizionale (al riguardo si rinvia all’articolo “Certificazione energetica e quadro normativo: dalla legge 10 alla legge 90“).

Per quanto riguarda le iniziative in materia di efficienza energetica, va evidenziato che l’intenzione del legislatore è quella di promuovere e incentivare il recupero sostenibile del patrimonio esistente, specie per quanto attiene le soluzioni per il risparmio e l’ottimizzazione delle risorse energetiche non rinnovabili.

Di notevole interesse risultano essere i sistemi di certificazione su base volontaria per la valutazione dell’efficienza energetica e dell’impronta ecologica degli edifici come ad esempio:

  • il protocollo LEED, sviluppato dallo U.S. Green Building Council (USGBC)
  • il sistema BREEAM in Gran Bretagna
  • il German Sustainable Building Council (GeSBC) in Germania

LEED americano

Il sistema statunitense di classificazione dell’efficienza energetica e dell’impronta ecologica degli edifici è il LEED (acronimo di The Leadership in Energy and Environmental Design), sviluppato dallo U.S. Green Building Council (USGBC).

Il LEED fornisce un insieme di standard di misura per valutare le costruzioni ambientalmente sostenibili.

Dalla sua prima elaborazione nel 1998, il LEED è cresciuto fino ad includere più di 7.000 progetti edilizi fra gli stati U.S.A. e altri 30 paesi che coprono 99 km² di aree in sviluppo. L’aspetto principale del LEED è che si tratta di un processo aperto e trasparente dove i criteri tecnici proposti dai comitati LEED vengono pubblicamente rivisti per l’approvazione da più di 10.000 organizzazioni che formano parte del USGBC.

I criteri del LEED sono stati creati per raggiungere i seguenti scopi:

  • definire il concetto di “edificio verde” stabilendo uno standard comune di misura
  • promuovere pratiche integrate di progettazione per l’intero edificio
  • dare un riconoscimento ai leader dell’industria della costruzione attenti al rispetto dell’ambiente
  • stimolare la competizione nello sviluppo di progetti, materiali e metodi costruttivi verdi
  • aumentare la consapevolezza dei benefici che porta la “costruzione verde”
  • trasformare il mercato dell’edilizia

Gli edifici certificati LEED utilizzano risorse chiave in maniera più efficiente rispetto a edifici convenzionali che sono semplicemente edificati in base ai regolamenti di edilizia civile. Hanno un ambiente di vita e di lavoro più sano, che contribuisce ad una maggiore produttività e all’incremento della salute e del comfort degli degli abitanti e degli impiegati.

Il dipartimento USGBC ha compilato una lunga lista di benefici derivanti dall’implementare una strategia LEED, con vantaggi che vanno dal miglioramento della qualità dell’aria e dell’acqua fino alla riduzione dei rifiuti solidi, beneficiando così sia i proprietari, che gli occupanti, e la società nel suo insieme.

Spesso, quando si cerca di ottenere la certificazione LEED, si verifica un incremento nei costi iniziali del progetto e della costruzione per diverse ragioni. Una di queste è che i principi della costruzione sostenibile possono non essere del tutto compresi dai professionisti della progettazione (architetti e ingegneri) che realizzano il progetto.

Potrebbe essere richiesto tempo da spendere sulla ricerca.

Inoltre, alcuni particolari aspetti della certificazione LEED (specialmente quelli che richiedono uno standard costruttivo superiore al normale) possono portare a incomprensioni tra progettisti, costruttori e cliente finale, portando spesso a ritardi.

Comunque questi maggiori costi iniziali possono essere efficacemente mitigati dai risparmi che si ottengono nel tempo grazie ai minori costi operativi, tipici degli edifici con certificazione LEED.

Ulteriori ritorni economici possono aversi grazie all’aumento di produttività degli impiegati che si trovano a lavorare in un ambiente più sano.

Sostenibilità ambientale in Italia e Protocollo ITACA

In Italia si è proceduto ad adattare il LEED al sistema tecnico italiano di strumenti di valutazione attraverso la promozione del Protocollo ITACA.

Il Protocollo ITACA, nelle sue diverse declinazioni, è uno strumento di valutazione del livello di sostenibilità energetica e ambientale degli edifici.

Tra i più diffusi sistemi di valutazione, il Protocollo permette di verificare le prestazioni di un edificio in riferimento non solo ai consumi e all’efficienza energetica, ma prendendo anche in considerazione il suo impatto sull’ambiente e sulla salute dell’uomo, favorendo così la realizzazione di edifici sempre più innovativi, a energia zero, a ridotti consumi di acqua, nonché materiali che nella loro produzione comportino bassi consumi energetici e nello stesso tempo garantiscano un elevato comfort.

Il Protocollo garantisce, inoltre, l’oggettività della valutazione attraverso l’impiego di indicatori e metodi di verifica conformi alle norme tecniche e leggi nazionali di riferimento.

Il Protocollo ha diverse finalità in relazione al suo differente uso: è uno strumento a supporto della progettazione per i professionisti, di controllo e indirizzo per la Pubblica Amministrazione, di supporto alla scelta per il consumatore, di valorizzazione di un investimento per gli operatori finanziari.

I principi su cui si basa lo strumento sono:

  • l’individuazione di criteri, ossia i temi ambientali che permettono di misurare le varie prestazioni ambientali dell’edificio posto in esame
  • la definizione di prestazioni di riferimento (benchmark) con cui confrontare quelle dell’edificio ai fini dell’attribuzione di un punteggio corrispondente al rapporto della prestazione con il benchmark
  • la “pesatura” dei criteri che ne determinano la maggiore e minore importanza
  • il punteggio finale sintetico che definisce il grado di miglioramento dell’insieme delle prestazioni rispetto al livello standard

Attualmente sono state redatte due versioni del Protocollo che servono a rendere maggiormente flessibile lo strumento in base al grado di valutazione che si vuole perseguire.

Il Protocollo ITACA, quale sistema di valutazione della qualità energetica ed ambientale degli edifici, è stato ad oggi recepito, nelle sue varie forme, da diverse regioni tra cui:

  • Toscana
  • Friuli Venezia Giulia
  • Piemonte
  • Basilicata
  • Liguria
  • Marche
  • Emilia Romagna
  • Calabria
  • Sicilia
  • Puglia

La regione Campania, con deliberazione n°231 del 6 febbraio 2008, ha reso obbligatorio conformare agli obiettivi del Protocollo ITACA a tutti gli interventi di edilizia residenziale pubblica.

Un aspetto importante introdotto dalla recente normativa inerente il risparmio energetico nell’edilizia è costituito dall’obbligo per le regioni e gli enti locali di considerare fra gli strumenti di pianificazione ed urbanistici di competenza, le soluzioni necessarie all’uso razionale dell’energia ed all’uso di fonti energetiche rinnovabili.

In tale ambito molti Comuni italiani si sono dotati di regolamenti edilizi che prestano una particolare attenzione alle problematiche di risparmio energetico, di corretto orientamento degli edifici e di conformazione degli edifici per massimizzare lo sfruttamento della radiazione solare, di recupero delle acque piovane anche concedendo incentivi in termini di cubatura ai progetti edilizi più rispettosi dell’ambiente.

Si evidenzia inoltre l’attenzione da parte del legislatore nell’incentivare l’utilizzo di prodotti per l’edilizia ottenuti con materiali riciclati (decreto 203/2003), fissando regole affinché negli enti pubblici e nelle società a prevalente capitale pubblico, vengano utilizzati tali prodotti  per almeno il 30% del fabbisogno annuale di manufatti e beni.

 

Clicca qui per accedere alla sezione “Sostenibilità ambientale ed energetica” del sito ITACA

Clicca qui per accedere alla sezione LEED del sito U.S. Green Building Council

 


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