Sospensione dei cantieri per lavoro nero: possibile la revoca del provvedimento prima di pagare le sanzioni

Il D.L. Bersani, all’art. 36 bis, prevede la possibilità che gli ispettori del ministero del lavoro adottino un provvedimento di sospensione dei lavori nell’ambito dei cantieri edili qualora riscontrino l’impiego di lavoratori in nero (cioè non risultante dalle scritture o da altra documentazione obbligatoria).

Il D.L. Bersani, all’art. 36 bis, prevede la possibilità che gli ispettori del ministero del lavoro adottino un provvedimento di sospensione dei lavori nell’ambito dei cantieri edili qualora riscontrino l’impiego di lavoratori in nero (cioè non risultante dalle scritture o da altra documentazione obbligatoria).
Lo stesso articolo, inoltre, prevede che tale provvedimento di sospensione sia notificato al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti affinché quest’ultimo possa adottare, nei confronti dell’impresa oggetto della sospensione, un provvedimento interdittivo alla contrattazione con le pubbliche amministrazioni ed alla partecipazione a gare pubbliche.
Le modalità attuative dell’interdizione sono state definite con la Circolare 3 novembre 2006, n. 1733 del Ministero delle Infrastrutture.
Le modalità attuative del provvedimento di sospensione sono invece illustrate nella circolare n. 29/2006 del Ministero del Lavoro e della Previdenza Sociale.
In tale documento si chiarisce, tra l’altro, che la regolarizzazione dei lavoratori in nero è ” condizione per la revoca del provvedimento da parte del personale ispettivo”.
Nello stesso documento si precisa, tra l’altro, che per la regolarizzazione dei lavoratori “in nero”, è necessario provvedere:

  • alla registrazione degli stessi sui libri obbligatori;
  • al pagamento delle sanzioni amministrative e civili ed al versamento dei relativi contributi previdenziali ed assicurativi;
  • ad ottemperare agli obblighi più immediati del D.Lgs. n. 626/1994 (sorveglianza sanitaria, formazione ed informazione, fornitura dei dispositivi di protezione individuale, etc.).

La previsione del pagamento delle sanzioni amministrative quale “conditio sine qua non” per la revoca del provvedimento di sospensione dei lavori ha creato non poche difficoltà soprattutto alle piccole imprese.
La sospensione dei lavori ha significato l’impossibilità per l’impresa di riscuotere gli importi relativi agli stati di avanzamento, necessari, in molti casi, per pagare le sanzioni (che sono di elevata entità nel caso di presenza di lavoratori in nero).
Il Ministero del Lavoro è intervenuto sulla vicenda con una nota in risposta ai quesiti posti dalle Direzioni regionali e provinciali dell’11 aprile 2007.
In tale documento il Ministero precisa che, pur essendo indispensabile il pagamento delle sanzioni comminate, la revoca del provvedimento di sospensione può avvenire, in taluni casi, anche senza che lo stesso sia avvenuto a condizione che siano stati effettuati tutti gli adempimenti per la regolarizzazione dei lavoratori irregolari.
Spetta alle Direzioni regionali e provinciali verificare che l’impresa abbia effettuato tutti gli adempimenti di natura lavoristica e previdenziale e di tutela prevenzionistico-sanitaria per i lavoratori irregolari; se la sanzione comminata è particolarmente gravosa in relazione alle possibilità economiche dell’impresa, i suddetti adempimenti potranno essere sufficienti per la revoca della sospensione del cantiere.

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Nota 11 aprile del Ministero del Lavoro 11 Kb PDF
 

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