Sopraelevazione condominio, serve il consenso degli altri condomini?

Sopraelevazione condominio, il proprietario dell’ultimo piano ha diritto al rilascio del titolo edilizio abilitativo senza il consenso degli altri condomini

Il diritto di sopraelevare spetta al proprietario dell’ultimo piano dell’edificio e non necessita di alcun consenso da parte degli altri condomini.

Questo il principio stabilito dal Tar Trento, sentenza n. 45/2017.

Nel caso in esame, il proprietario dell’ultimo piano aveva presentato domanda di sopraelevazione contro il parere degli altri condomini.

Il Comune aveva sospeso la domanda di variante presentata, in quanto aveva ritenuto necessaria l’acquisizione del parere favorevole di tutti i condomini, ai sensi dell’art. 1120 del Codice Civile.

Il proprietario dell’ultimo piano dell’edificio presentava, quindi, ricorso al Tar Trento.

In base all’ art. 1127 del c.c., che regola la costruzione sopra l’ultimo piano dell’edificio, si ha che:

Il proprietario dell’ultimo piano dell’edificio può elevare nuovi piani o nuove fabbriche, salvo che risulti altrimenti dal titolo. La stessa facoltà spetta a chi è proprietario esclusivo del lastrico solare.  La sopraelevazione non è ammessa se le condizioni statiche dell’edificio non la consentono. I condomini possono altresì opporsi alla sopraelevazione, se questa pregiudica l’aspetto architettonico dell’edificio ovvero diminuisce notevolmente l’aria o la luce dei piani sottostanti

I giudici hanno spiegato, quindi, che gli unici limiti al diritto di sopraelevazione riguardano:

  • il profilo statico dell’edificio
  • l’aspetto architettonico dell’edificio
  • la notevole diminuzione di aria o di luce ai piani sottostanti

Nel caso in esame, non è necessario il consenso degli altri condomini per la sopraelevazione della porzione di piano.

Tuttavia, il proprietario dell’ultimo piano o del lastrico solare ha l’onere di corrispondere un’indennità agli altri condomini.

L’indennità è pari al valore attuale dell’area da occuparsi con la nuova costruzione, diviso per il numero dei piani, ivi compreso quello da edificare, e detratto l’importo della quota a lui spettante.

Per tali motivi il ricorso risulta, quindi, fondato. Ne consegue l’annullamento del provvedimento di sospensione e lo sblocco della pratica di sopraelevazione.

 

Clicca qui per scaricare la sentenza n. 45/2017

 

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