Nuovo sondaggio Codice prevenzione incendi, i risultati del 2019

Dal CNI i risultati del nuovo sondaggio Codice prevenzione incendi: in evidenza tutti gli elementi cruciali, il suo grado di applicabilità e di conoscenza

Il Centro Studi del Consiglio Nazionale Ingegneri, con il supporto del gruppo di lavoro sicurezza e prevenzione incendi del CNI, ha sottoposto tutti gli ingegneri iscritti agli Ordini ad un sondaggio avente lo scopo di accertare l’opinione maturata dai professionisti antincendio sul nuovo Codice.

Ricordiamo che il 18 novembre 2015 è entrato in vigore il nuovo Codice prevenzione incendi, il dm 3 agosto 2015, che ha apportato una serie di cambiamenti molto importanti rispetto alla precedente normativa (ha infatti di fatto mutato concettualmente le metodologie di approccio al concetto stesso di rischio).

Già nel 2016, il Codice era stato oggetto di un sondaggio; era stato sottoposto a tutti i professionisti antincendio iscritti all’albo un quesito per testare la conoscenza ed il gradimento del Codice di prevenzione incendi.

Dall’ultima analisi dei risultati si cerca di cogliere i reali vantaggi e le eventuali problematiche emerse nell’utilizzo del Codice per la progettazione antincendio, nonché verificare il livello di gradimento, le criticità e le proposte di miglioramento.

Sondaggio CNI 2019

Il Codice prevenzione incendi è stato oggetto di un nuovo sondaggio al fine di analizzare tutti i suoi elementi cruciali nonché il suo grado di applicabilità e di conoscenza.

Il sondaggio si articola in 13 domande aventi come oggetto:

  • conoscenza del Codice prevenzione incendi
  • livello di apprezzamento dei nuovi criteri progettuali
  • vantaggi e/o difficoltà riscontrate nell’uso del Codice
  • impatto sugli stakeholder (professionisti antincendio, VVF, committenti)
  • prospettive a breve, medio termine.

L’indagine, a cui hanno partecipato quasi 5.000 ingegneri, è stata effettuata rivolgendo domande in forma anonima esclusivamente ai professionisti antincendio iscritti all’Albo, ecco le domande ed i risultati.

Conosci il Codice di prevenzione incendi: D.M. 03/08/2015 – Norme tecniche di prevenzione incendi?

  • il 54% degli intervistati ha risposto di avere una conoscenza sufficiente
  • il 25% ne ha una conoscenza parziale
  • il 18,4% di possedere una conoscenza approfondita del Codice
  • l’1,3% di non avere nessuna familiarità con le suddette norme.

Età degli intervistati.

  •  il 36,6% degli ingegneri intervistati ha più di 55 anni
  • il 24,7% è compreso tra i 36 ed i 45 anni
  • il 28,3% ha tra i 46 ed i 55 anni
  • il 10,5% è al di sotto dei 35 anni.

In qualità di professionista antincendio, in quale condizione ti trovi rispetto all’obbligo di aggiornamento previsto dal D.M. 05/08/2011 (40 ore ogni 5 anni?)

  • l’89% degli ingegneri ha affermato di aggiornarsi periodicamente ed essere regolarmente iscritto agli elenchi dei professionisti antincendio
  • il 9,2% non risulta essere in regola con l’obbligo di aggiornamento e si trova nella condizione di “sospensione” dalla quale vorrebbe uscire
  • l’1,5%, dichiara di non essere in regola con l’aggiornamento professionale e non intende uscire dal regime di sospensione dagli elenchi dei professionisti antincendio.

Hai avuto l’opportunità di progettare con il Codice di prevenzione incendi?

  • il 53,3% ha risposto di continuare a prediligere i criteri generali di prevenzione
  • il 22,9% ha progettato utilizzando senza difficoltà il Codice
  • il 18,4% ha riscontrato invece difficoltà tali che lo hanno fatto desistere completamente dall’utilizzo delle nuove norme.

Progettando con il Codice, quali differenze sono emerse rispetto all’approccio tradizionale?

  • il 42,% degli ingegneri che ha progettato utilizzandolo ha riscontrato vantaggi
    concreti nella progettazione secondo le nuove norme introdotte
  • il 29,2% non ci sono stati vantaggi o scostamenti
  • il 21% ha trovato invece le soluzioni tecniche del Codice più gravose rispetto ai metodi tradizionali
  • il 7% non ha saputo invece esprimere un’opinione.

Progettando con il Codice, quali soluzioni progettuali hai utilizzato?

  • il 62,2% ha adottato solo soluzioni conformi
  • il 28,2% ha utilizzato sia le conformi che le alternative
  • il 5,8% ha presentato anche istanze in deroga.

Nell’utilizzare il Codice per la progettazione che ausili hai utilizzato?

  • il 36% ha frequentato almeno un corso di formazione organizzato dall’Ordine degli Ingegneri
  • il 18,3% ha fatto ricorso ad un software
  • il 16,3% è ricorso alla consulenza di un collega più esperto
  • il 7,8% ha frequentato invece un corso organizzato da un altro ente
  • il 17% dei professionisti non è ricorso a nessun ausilio.

Ritieni che la progettazione con il Codice aumenti il carico di responsabilità poste in capo al professionista antincendio?

  • per il 37,7% dei professionisti la progettazione con il Codice comporta un maggiore carico di responsabilità
  • per il 20,7% la responsabilità è rimasta identica rispetto a quella del principio di sussidiarietà introdotto dal dpr 151/2011
  • per il 23,9% solo l’adozione di soluzioni alternative porta ad un incremento del carico di responsabilità
  • il 13% considera la valutazione del progetto da parte dei Vigili del Fuoco un elemento ulteriore di garanzia che limita la responsabilità del professionista
  • il 4,2% non sa rispondere o non ha un’idea precisa.

Sei riuscito ad ottenere un maggiore riconoscimento economico e professionale progettando con il Codice?

  • il 7,7% ha risposto positivamente
  • per il 61,1% dei professionisti, i committenti non hanno corrisposto compensi maggiori
  • per il 19,9% non ha prodotto maggiori compensi economici
  • l’11,3% non sa fornire una risposta.

Gradimento del Codice a livello di versatilità progettuale in una scala da 1 (molto negativo) a 5 (molto positivo).

  • il 36,7%, il  livello 4
  • il 34,5%, il livello 3
  • il 20% il livello 5
  • il 6,9%, il livello 2
  •  l’1,9% il livello 1.

Pensi che il Codice favorirà un maggiore ricorso ai metodi dell’ingegneria della sicurezza (FSE – fire safety engineering)?

  • per il 35,9% dei professionisti l’introduzione del Codice potrebbe favorire un maggiore ricorso ai metodi dell’ingegneria della sicurezza FSE (Fire Safety Engineering)
  • per il 35,5% l’utilizzo della FSE rimarrà qualcosa legata ad una progettazione di nicchia da usare per le istanze in deroga o le soluzioni alternative che presentano
    criticità maggiori
  • per il 28,6% l’utilizzo della FSE avverrà solo in maniera parziale e che le soluzioni conformi saranno quelle maggiormente adottate nella progettazione con il Codice.

Saresti disposto ad assumerti maggiori responsabilità progettuali e di certificazione/ asseverazione, a fronte di regole certe e strumenti normativi (regole tecniche di progettazione) non opinabili?

  • per il 49,3%, una maggiore assunzione di responsabilità può avvenire solo nel momento in cui si riesce a ridurre la discrezionalità dei Vigili del Fuoco in fase di valutazione dei progetti
  • per il 31,6% gli organi di controllo e la magistratura rappresentano un fattore di incertezza che non si può eliminare, motivo per cui l’assunzione di una responsabilità maggiore rappresenterebbe dei rischi per il professionista
  • per il 16,2% il Codice è uno strumento completo che contiene tutti gli elementi per eliminare la discrezionalità degli organi di controllo.

Pensi che la formazione offerta dagli Ordini contribuisca alla comprensione ed applicazione del Codice?

  • per il 50,8%, i corsi di formazione organizzati dagli Ordini contribuiscono “abbastanza” alla comprensione ed applicazione del Codice
  • per il 21,4% “molto”
  • per il 24% l’apporto dei corsi di formazione è poco efficace
  • il 3% ha dato una valutazione totalmente negativa alla suddetta offerta formativa.

Sondaggio CNI 2016

Il sondaggio del 2016 era stato compilato da 2008 ingegneri che avevano dato il loro giudizio in maniera assolutamente anonima. Ecco quanto emerso in riferimento alle risposte date nel 2016:

Se hai avuto l’opportunità di progettare con il Codice di prevenzione incendi (D.M. 03/08/2015), con quale esito?

  • il 52,3% di ingegneri non ha provato ad usare il nuovo Codice prevenzione incendi
  • il 22,6% ha progettato con il Codice, ma è stato impegnativo
  • il 14,4% ha progettato con il Codice, senza particolari difficoltà
  • il 10,6% ha utilizzato il Codice con qualche difficoltà ed ha rinunciato

Se hai progettato con il Codice, quali benefici ne ha ottenuto l’attività rispetto all’approccio tradizionale?

  • il 41,9% ha riscontrato evidenti vantaggi per l’attività rispetto al metodo tradizionale
  • il 40,1% non ha notato particolari differenze e/o vantaggi per l’attività rispetto al metodo tradizionale
  • il 18% ritiene le soluzioni e le misure adottate più gravose rispetto al metodo tradizionale.

Progettando con il Codice hai utilizzato soluzioni progettuali?

  • il 58,1% dichiara di aver utilizzato solo soluzioni conformi
  • il 36% sia soluzioni conformi che soluzioni alternative
  • il 6% ha presentato anche istanze di deroga

Pensi che il metodo su cui si basa il Codice sia …?

  • per il 44% costituisce solo un nuovo approccio, senza particolari prospettive
  • per il 33,4% è vincente se verranno introdotte le RTV (Regole Tecniche Verticali)
  • per il 22,6% è innovativo anche solo per le RTO (Regole Tecniche Orizzontali)

Cosa proponi per migliorare il Codice e favorirne l’applicazione più diffusa?

  • il 42,4% propone di integrare quanto prima le RTV
  • il 37,7% un software per applicare correttamente ed agevolmente il metodo
  • il 19,9% rendere il Codice obbligatorio e non alternativo alle attuali regole tecniche

Qual è il principale ostacolo alla diffusione del Codice come riferimento per la progettazione di prevenzione incendi?

  • il 65% ritiene necessario un po’ di tempo per familiarizzare con il nuovo metodo
  • il 47,2% ritiene un ostacolo la riluttanza da parte dei committenti per l’incremento dei costi di progettazione
  • il 25,3% resistenza al cambiamento da parte dei professionisti antincendio
  • il 16,9% l’indifferenza o mancanza di riscontro favorevole da parte dei funzionari del Comando VVF

Pensi che la formazione offerta dagli Ordini possa aiutare i professionisti antincendio nella comprensione ed applicazione del Codice ?

  • SI: 88,3%
  • NO: 11,7%

Software di prevenzione incendi

Tra i software di prevenzione incendi per il supporto dei tecnici sulla regola tecnica orizzontale segnaliamo AntiFuocus.

AntiFuocus offre tutti gli strumenti per definire strategie antincendio conformi alla Regola Tecnica Orizzontale di Prevenzione Incendi:

  • elenco delle attività alle quali è applicabile il nuovo decreto 3 agosto 2015
  • linea guida per ogni attività secondo i punti della normativa
  • strategia antincendio conforme al D.M. 3 agosto 2015
    • reazione al fuoco (S.1)
    • resistenza al fuoco (S.2)
    • compartimentazione (S.3)
    • esodo (S.4)
    • gestione della sicurezza antincendio (S.5)
    • controllo incendio (S.6)
    • rilevazione e allarme (S.7)
    • controllo di fumi e calore (S.8)
    • operatività antincendio (S.9)
    • sicurezza impianti tecnologici (S.10)
  • individuazione di aree a rischio specifico, vani ascensori, area con rischio di formazione di atmosfere esplosive, ricadenti nella sezione Regole Tecniche Verticali R.T.V. del decreto 3 agosto 2015
  • definizione del profilo di rischio dell’attività (Rischio Bene – Rischio Ambiente) e dei singoli compartimenti (Rischio Vita)
  • verifica delle strutture secondo quanto indicato dal decreto 3 agosto 2015 per pareti, solai ed elementi portanti
  • possibilità di aggiungere strutture già verificate con modo sperimentale e analitico
  • definizione dei piani radianti e delle piastre radianti per il calcolo tabellare e analitico delle distanze di separazione

 

Clicca qui per scaricare il sondaggio CNI 2019


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