Smart Road, 2 milioni per la progettazione di strade intelligenti con metodologia BIM

Pubblicato in Gazzetta il decreto MIT che autorizza la sperimentazione di soluzioni tecnologiche per adeguare la rete infrastrutturale italiana ai nuovi servizi smart e per i veicoli automatici (Smart Road)

Trasformare strade e autostrade in Smart Road su cui sperimentare veicoli a guida automatica: è l’obiettivo del decreto del MIT del 28 febbraio scorso, attuativo della Legge di Bilancio 2018 (art.1, comma 72), pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 90 del 18 aprile.

Disponibili 2 milioni di euro: 1 milione per il 2018 e l’altro per il 2019.

Nel definire gli obiettivi e le modalità operative, la bozza di decreto stabilisce che la progettazione degli interventi dovrà avvenire secondo la metodologia BIM.

Smart road, gli obiettivi e gli interventi

Il decreto Smart Road mira al miglioramento della rete stradale nazionale attraverso una sua trasformazione digitale, con l’obiettivo di renderla idonea a dialogare con i veicoli connessi di nuova generazione, anche nell’ottica di rendere possibile l’utilizzo dei più avanzati livelli di assistenza automatica alla guida, nonché per migliorare e snellire il traffico e ridurre l’incidentalità stradale.

Il decreto prevede gli interventi necessari per:

  • la comunicazione dei dati ad elevato bit-rate (es. fibra)
  • la copertura di tutta l’infrastruttura stradale con servizi di connessione di routing verso la rete di comunicazione dati
  • la presenza di un sistema di hot-spot Wifi per la connettività dei device dei cittadini, dislocati almeno in tutte le aree di servizio e di parcheggio
  • un sistema per rilevare il traffico e le condizioni meteo e fornire previsioni a medio-breve termine e una stima/previsione per i periodi di tempo successivi

Sulla base dei dati raccolti il sistema offrirà contenuti per servizi avanzati di informazione sul viaggio agli utenti, permettendo eventuali azioni di re-routing.

Il MIT potrà anche autorizzare la sperimentazione su strada di veicoli a guida automatica.

Costruttori dei veicoli equipaggiati con le tecnologie di guida automatica, istituti universitari e enti pubblici e privati di ricerca potranno chiedere l’autorizzazione ad effettuare le sperimentazioni.

Il decreto prevede, nello specifico, un investimento complessivo di 2 milioni di euro con progettazione BIM per la realizzazione degli interventi propedeutici alle nuove smart road: i primi interventi saranno effettuati sulla rete TEN – T e le infrastrutture nuove o riqualificate.

Smart road, i tempi e i costi

Come già detto, gli interventi saranno realizzati in un primo tempo (entro il 2025) sulle infrastrutture appartenenti alla rete TEN-T (Trans European Network – Transport) e, comunque, su tutta la rete autostradale.

Entro il 2030 saranno attivati ulteriori servizi di deviazione dei flussi in caso di incidenti o ostruzioni gravi, di intervento sulle velocità medie per evitare o risolvere congestioni, di suggerimento di traiettorie e corsie, di gestione dinamica degli accessi, dei parcheggi e del rifornimento, con particolare riferimento alla ricarica elettrica.

In maniera progressiva i servizi saranno estesi a tutta la rete dello SNIT (Sistema Nazionale Integrato dei Trasporti), così come è stata ridisegnata dall’allegato al Def 2017 “Connettere l’Italia”.

Tutti gli interventi saranno immediatamente previsti e realizzati, poi, nel caso di infrastrutture di nuova realizzazione, o di infrastrutture esistenti che siano oggetto di potenziamento o di interventi di innovazione tecnologica, costruttiva o funzionale.

I costi degli interventi saranno a carico del concessionario o del gestore dell’infrastruttura.

Smart Road e progettazione BIM

Vista la gran mole di dati da analizzare e mettere a sistema, tra cui la gestione dei tempi e l’analisi dei costi, il decreto richiede la progettazione BIM.

Il supporto del BIM, si legge nel decreto,

è essenziale per la configurazione di un contenitore di gestione dati di natura topografica, delle nuvole di punti (Point Clouds, PC), dei rilievi laser scanner per l’acquisizione intensiva di dati di raffittimento, delle mesh, ecc.

Tutte le informazioni elaborate in formati non necessariamente interconnessi devono essere omogeneizzate nei contenuti e nell’architettura informatica.

I dati possono essere rielaborati per la generazione del modello digitale del terreno costituito da una successione di superfici (modelli di elevazione generati per tassellazione e triangolazione). A partire da questi (e da altri) dati di base, è possibile pervenire alla ricostruzione digitale dell’asse tridimensionale della strada.

In base agli allineamenti e mediante la definizione delle sezioni trasversali, la piattaforma BIM permette di generare il modello tridimensionale dell’infrastruttura, comprensivo di ulteriori elementi caratteristici:

  • stratigrafia delle sovrastrutture e dei sottofondi,
  • fossi e cunette,
  • reti di drenaggio delle acque di piattaforma,
  • impianti speciali,
  • opere complementari,
  • sottoservizi, ecc.

In pratica operando per fasi su elementi bidimensionali si giunge alla creazione di un modello tridimensionale. Il modello 3D consente pertanto di visualizzare l’infrastruttura e la piattaforma BIM ne evidenzia le relazioni con l’ambiente circostante.

Guida automatica

Nel decreto è stata prevista la possibilità per il MIT di autorizzare la sperimentazione su strada di veicoli a guida automatica (se vuoi approfondire l’argomento leggi anche il nostro articolo sull’auto senza pilota).

In particolare, sono stati individuati

  • i soggetti che possono chiedere l’autorizzazione (costruttore del veicolo equipaggiato con le tecnologie di guida automatica, nonché istituti universitari e enti pubblici e privati di ricerca)
  • l’istruttoria che deve essere compiuta
  • le modalità con cui l’autorizzazione viene rilasciata
  • i controlli cui è soggetta l’attività di sperimentazione, con lo scopo di assicurare che la sperimentazione venga realizzata in condizioni di assoluta sicurezza

La Salerno-Reggio Calabria (ora A2-Autostrada del Mediterraneo) sarà la prima Smart Road

Come abbiamo già ricordato in un precedente articolo, l’Anas ha avviato una serie di bandi per trasformare in smart road l’Autostrada A2 del Mediterraneo (ex Salerno – Reggio Calabria).

Nei giorni scorsi Anas ha stipulato il primo contratto per l’avvio dei lavori di manutenzione degli impianti in galleria mediante fornitura e posa in opera di LED di ultima generazione con regolazione e monitoraggio dei consumi, in sostituzione dei corpi illuminanti obsoleti.

La stipula rientra nella prima tranche del progetto ‘Greenlight’, suddiviso in otto lotti del valore complessivo di 45 milioni di euro, che ha l’obiettivo di ridurre i consumi energetici per l’illuminazione nelle gallerie della rete stradale di competenza ANAS.

L’intero piano ‘Greenlight’ prevede un investimento complessivo di circa 155 milioni di euro e interessa non solo la riduzione dei consumi e la migliore gestione impianti di illuminazione, ma anche l’innalzamento dei livelli di sicurezza all’interno delle gallerie, potenziando la visibilità e la qualità di diffusione delle luci artificiali.

 

Scarica il decreto MIT del 28 febbraio 2018 sulle Smart Road con allegato

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