Smaltimento dei rifiuti: non sono responsabili direttori dei lavori e committenti ma esclusivamente l’impresa

Il committente è estraneo alle operazioni di smaltimento dei rifiuti derivanti dall’esecuzione di lavori edili, con la conseguenza che egli non può essere chiamato a rispondere delle eventuali violazioni in materia commesse dall’appaltatore (illecito smaltimento).

Il committente è estraneo alle operazioni di smaltimento dei rifiuti derivanti dall’esecuzione di lavori edili, con la conseguenza che egli non può essere chiamato a rispondere delle eventuali violazioni in materia commesse dall’appaltatore (illecito smaltimento).
Questo, in sintesi, è quanto emerge dalla sentenza n. 40618 del 19 ottobre 2004 della Corte Costituzionale, con la quale i magistrati della Suprema Corte hanno confermato l’orientamento già espresso con la sentenza n.15165 del 2003.
Secondo la Corte di Cassazione il soggetto su cui ricade l’obbligo della corretta gestione dei rifiuti, individuato dal D.Lgs. 22/97 (c.d. “Decreto Ronchi”), coincide con l’esecutore dei lavori; nessuna responsabilità può essere addebitata al committente né tantomeno al Direttore dei Lavori.

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Sentenza 40618/2004 della Corte di Cassazione 284 Kb ACCAreader
D.Lsg. 22/1997 1,20 Mb PDF

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