Sismabonus, detrazione 50 ed ecobonus: nuovi chiarimenti dalle Entrate

Sismabonus: la detrazione deve essere ripartita esclusivamente in 5 anni, il limite di spesa è unico con la detrazione 50 e può essere cumulato con l’ecobonus

In merito ad un interpello l’Agenzia delle Entrate ha fornito alcuni utili chiarimenti (risoluzione 147/2017) in tema di sismabonus, detrazione per interventi antisismici su costruzioni adibite ad abitazione e ad attività produttive.

Sismabonus

L’art. 16 del Tuir (Testo unico delle imposte sui redditi – dpr 917/86) prevede una detrazione Irpef/Ires delle spese sostenute per gli interventi di messa in sicurezza statica, in particolare di parti strutturali, delle abitazioni e degli immobili a destinazione produttiva situati nelle zone ad alta pericolosità sismica (zone 1, 2 e 3).

Ad oggi, in attesa che venga definita la legge di Bilancio 2018, il sismabonus è regolato dalla legge di Bilancio 2017 (legge 232/2016), che estende i vantaggi sino al 31 dicembre 2021.

In particolare si ha che il limite di spesa è pari a 96.000 euro; la detrazione deve essere  ripartita  in 5 quote annuali di pari importo. La percentuale di detrazione è pari al:

  • 50% per gli interventi antisismici eseguiti sulle parti strutturali che non conseguono miglioramenti nella classe sismica
  • 70% se l’intervento riduce il rischio sismico di 1 classe
  • 80% se l’intervento riduce il rischio sismico di 2 classi

Se l’intervento riguarda parti comuni condominiali, la percentuale di detrazione è aumentata sino al:

  • 75% se l’intervento consente di ridurre il rischio sismico di 1 classe
  • 85% se consente di ridurre il rischio sismico di 2 classi

Tra le spese detraibili per la realizzazione degli interventi finalizzati alla riduzione della classe di rischio sismico, sia su singoli immobili che su condomini, vengono incluse anche le spese sostenute per la classificazione e verifica sismica degli immobili.

Inoltre, è prevista l’applicabilità della detrazione Irpef del 50% per le ristrutturazioni edilizie, anche per gli interventi di messa in sicurezza antisismica sulle unità immobiliari a destinazione abitativa.

Risoluzione 14/E

L’Agenzia delle Entrate in risposta ad uno specifico interpello n°954-1191/2017, ha fornito una ricostruzione sistematica della disciplina del sismabonus nella normativa vigente (senza considerare le eventuali modifiche e proroghe contenute nel ddl di Bilancio 2018) ed importanti chiarimenti in riferimento ai seguenti aspetti:

  • possibilità di usufruire della detrazione in 10 rate anziché 5 visto che gli interventi antisismici possono essere annoverati tra i lavori di recupero del patrimonio edilizio in genere per i quali è prevista una detrazione in 10 quote annuali di pari importo
  • il principio secondo il quale l’intervento di categoria superiore, il sisma bonus, assorbe quello di categoria inferiore ad esso correlato
  • eventuale autonomo limite di spesa previsto per gli interventi antisismici rispetto ad altri e contestuali interventi quali manutenzione straordinaria e di riqualificazione energetica

Interpello

Nel dettaglio, l’istante intende procedere alla ristrutturazione di un fabbricato in fase di acquisizione, effettuando interventi di ristrutturazione edilizia e, dato che l’immobile è situato in zona sismica ad alta pericolosità (zona 2), intende perseguire anche anche una riduzione del rischio sismico, con conseguente passaggio ad una classe di rischio inferiore.

In particolare chiede se:

  • la detrazione del 70% (sismabonus per passaggio ad una sola classe di rischio sismico inferiore) può essere fruita in 10 quote e non in 5;
  • in caso di interventi di riduzione del rischio sismico, per la manutenzione ordinaria (intonacatura e tinteggiatura rifacimento pavimenti, ecc.) necessaria per il completamento dell’opera, si tiene conto del carattere assorbente dell’intervento di natura superiore rispetto a quello di natura inferiore;
  • è possibile cumulare il limite di spesa con quelli fissati con riferimento ad altri interventi agevolati, nell’ipotesi in cui sul medesimo edificio siano effettuati interventi antisismici, di manutenzione straordinaria e di riqualificazione energetica.

Il parere delle Entrate

Primo quesito, la ripartizione

In riferimento al primo quesito, la possibilità di ripartire la detrazione in 10 anni anziché in 5, la risposta delle Entrate è negativa. In considerazione del testo letterale della norma è possibile ripartire il sismabonus esclusivamente in 5 rate annuali.

Secondo quesito, i lavori

Al secondo quesito, se l’intervento di natura superiore (ad esempio lavori ristrutturazione) ha carattere assorbente rispetto a quelli di natura inferiore (ad esempio lavori di manutenzione ordinaria) ad esso collegati o correlati, la risposta è positiva. E’ confermato, quindi, che l’intervento di categoria superiore assorbe quelli di categoria inferiore realizzati contestualmente e strettamente necessari al completamento dell’opera.

Terzo quesito, cumulabilità spese

Infine, in merito alla cumulabilità del limite di spesa, l’Agenzia chiarisce che il limite di spesa agevolabile per tutte le spese sostenute, pari a 96.000 euro, è unico in quanto riferito all’immobile e ricomprende tutti gli interventi previsti dall’art. 16-bis del TUIR.

In particolare, in caso di interventi antisismici, non possono fruire di un autonomo limite di spesa; il vicolo,tuttavia, non sussiste:

  • se in anni successivi sono effettuati interventi autonomi, ossia non di mera prosecuzione di quelli iniziati in anni precedenti (circolare 7/E/2017)
  • nei confronti dei limiti di spesa previsti per gli interventi di qualificazione energetica (articolo 1, commi 344 e seguenti, della legge 296/2006) che fruiscono di un bonus autonomoi lavori di riqualificazione energetica hanno un diverso limite di spesa (che varia in funzione della tipologia di intervento effettuato) e, pertanto, sarà un plafond autonomo rispetto a quello previsto per gli interventi di ristrutturazione edilizia e sismabonus.

Viene confermata, quindi, la cumulabilità tra le agevolazioni del sismabonus e quelle dell’ecobonus.

In definitiva si ha che la detrazione deve essere ripartita esclusivamente in 5 anni con limite di spesa unico (pari a 96.000 euro per immobile) da considerarsi congiuntamente alle eventuali altre spese di recupero edilizio ma cumulabile con il limite autonomo previsto per la riqualificazione energetica.

 

Clicca qui per scaricare la risoluzione 29 novembre 2017, n. 147

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4 commenti
  1. Domenico Russo
    Domenico Russo dice:

    Bgiorno, molto inetressante, ma nello specifico chi ha presentato domanda di condono, puo’ accedere ai beneifici del siisma bonus,
    non avendo fatto alcuno abuso ulteriore?

    saluti-Russo

    Rispondi
    • Nicola Furcolo
      Nicola Furcolo dice:

      Se il condono è stato concesso, l’opera è sanata e va trattata a tutti gli effetti come un’opera assentita.

      Rispondi
  2. Cauz Renato
    Cauz Renato dice:

    Buongiorno, domanda forse stupida, ma il sisma bonus si può applicare anche in caso di completa ristrutturazione di un piccolo edificio fronte strada, staccato dall’abitazione principale (6 metri), abitato fino al primo dopoguerra ma ora inagibile ?
    Grazie

    Rispondi
    • Nicola Furcolo
      Nicola Furcolo dice:

      Il sismabonus è applicabile anche all’intero edificio; il tetto di spesa è 96.000 euro a unità immobiliare).

      Rispondi

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