Sicurezza in edilizia: un modello di aiuto per i controlli del committente previsti dalla normativa

L’articolo 3 del D.Lgs. 494, nella formulazione vigente, al comma 8 lett. a) prevede che il committente – o in sua vece il Responsabile dei Lavori, se nominato – verifichi l’idoneità tecnico-professionale delle imprese esecutrici e dei lavoratori autonomi in relazione ai lavori da affidare, anche attraverso l’iscrizione alla camera di commercio, industria e artigianato.

L’articolo 3 del D.Lgs. 494, nella formulazione vigente, al comma 8 lett. a) prevede che il committente – o in sua vece il Responsabile dei Lavori, se nominato – verifichi l’idoneità tecnico-professionale delle imprese esecutrici e dei lavoratori autonomi in relazione ai lavori da affidare, anche attraverso l’iscrizione alla camera di commercio, industria e artigianato.
Il medesimo comma 3 alle successive lettere b, b-bis e b-ter prevede che il committente/Responsabile dei Lavori acquisisca una dichiarazione dell’organico medio annuo, distinto per qualifica, nonché una dichiarazione relativa al contratto collettivo applicato ai lavoratori dipendenti ed un certificato di regolarità contributiva.
Se da un lato è evidente l’intento del Legislatore, che è quello di garantire che i lavori da eseguire siano affidati a imprese tecnicamente all’altezza, dall’altro nulla viene detto circa le modalità di attuazione di questo controllo da parte del committente che, giova ricordarlo, nel caso di opere private di norma non è un tecnico.
La normativa, infatti, prevede la sola acquisizione del certificato di iscrizione alla camera di commercio, industria e artigianato; è tuttavia evidente come l’acquisizione di tale documento da sola sia condizione necessaria ma non sufficiente ad ottemperare agli obblighi previsti dal succitato art. 3.
In pratica la verifica del requisito dell’idoneità tecnico-professionale non deve, né può, esaurirsi con l’accertamento dell’iscrizione alla camera di commercio; è necessario che si provveda all’accertamento del possesso e dell’utilizzo da parte dell’impresa esecutrice di risorse, mezzi e personale adeguatamente formato e nel contempo che sia garantito il rispetto della normativa vigente in materia di sicurezza sui luoghi di lavoro.
Tale verifica presuppone comunque non solo una conoscenza tecnico-normativa che il committente spesso non ha ma richiede anche l’effettuazione di controlli presso enti pubblici (Ispettorato del Lavoro, ASL, etc.).
Una possibile alternativa è allora rappresentata dalla richiesta di una dichiarazione all’impresa, nella quale il legale rappresentante dichiari che l’impresa rispetta le norme di sicurezza vigenti in materia di sicurezza sui luoghi di lavoro, descriva le risorse ed i mezzi che l’impresa intende impiegare nella esecuzione dei lavori e affermi che tali risorse sono idonee a garantire la corretta esecuzione dei lavori nel rispetto della vigente normativa.

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