Come si redige il Capitolato Informativo secondo la UNI 11337-6 (Parte 2)

La metodologia BIM si arricchisce di un nuovo progetto di norma, UNI 11337-6  per la redazione del “Capitolato informativo” (Parte 2)

Nello scorso articolo (“Come si redige il Capitolato Informativo nella metodologia BIM: in inchiesta pubblica la UNI 11337-6”) abbiamo fatto il punto sullo sviluppo della nuova norma tecnica italiana sul BIM, la UNI 11337, comunicando dell’avvenuta definitiva pubblicazione di tre sue parti (UNI 11337-1, UNI 11337-4, UNI 11337-5) e dell’avvio dell’inchiesta pubblica per il Progetto UNI 1602357 (futura UNI/TR 11337-6).

Quest’ultima, trattandosi di un Rapporto Tecnico, segue un iter più breve rispetto alle comuni normative, per cui il suo periodo di inchiesta pubblica è già terminato lo scorso 6 febbraio.

A questo punto le osservazioni raccolte saranno oggetto di valutazione da parte del gruppo di lavoro UNI/CT 033/GL05 (Codificazione dei prodotti e dei processi in edilizia) che si sta occupando dello sviluppo della 11337, per giungere al testo finale che sarà pubblicato prossimamente, divenendo la norma tecnica UNI/TR 11337-6.

La UNI/TR 11337-6 è una esemplificazione di come debba essere strutturato il Capitolato Informativo, quest’ultimo presentato nei suoi aspetti concettuali nella UNI 11337-5 della quale la UNI/TR costituisce essenzialmente un allegato.

La struttura di “Capitolato informativo” proposta dalla norma è organizzata in quattro parti:

  1.  Premesse
  2.  Riferimenti normativi
  3.  Sezione tecnica
  4.  Sezione gestionale

Nel seguito completiamo l’illustrazione degli aspetti salienti della UNI/TR 11337-6, iniziata nello scorso articolo, occupandoci della “Sezione gestionale”, vale a dire dell’ultima parte del Capitolato Informativo così come proposto dalla norma stessa.

La Sezione Gestionale

Il primo punto della sezione è relativo agli “Obiettivi informativi strategici e usi dei modelli e degli elaborati”.

In relazione alla specifica fase del progetto (individuata secondo la strutturazione proposta dalla UNI 11337-1 – vedi figura 1, il committente definisce gli obiettivi dei veicoli informativi (modelli e elaborati) richiesti all’affidatario, e gli usi che tali veicoli dovranno consentire.

– Processo informativo delle costruzioni

Figura 1 – Processo informativo delle costruzioni

Ad esempio, per la fase autorizzativa, potrebbero essere necessari modelli il cui obiettivo è quello del rilascio delle autorizzazioni urbanistiche, per la sicurezza incendi, ecc.; pertanto gli usi che tali modelli devono consentire sono quelli, per l’urbanistica, dell’estrazione dei valori metrici per la valutazione degli indici urbanistici e, per la sicurezza incendi, dell’estrazione dei valori REI delle strutture, distanza delle uscite di sicurezza, ecc.

La norma suddivide questo punto in quattro parti, suggerendo di organizzare le richieste all’affidatario in maniera tabellare.

Obiettivi del modello in relazione alle fasi del processo

FASE OBIETTIVO MODELLO OBIETTIVO
Autorizzativa Definizione degli spazi, definizione delle prestazioni a livello di spazi e ottenimento di autorizzazioni e pareri Architettonico Architettonico
Strutturale Strutturale
MEP MEP
Altri
Tecnologica Definizione delle tecnologie Tutti Gara per individuazione appaltatore
altri
Altro

Usi del modello in relazione agli obiettivi definiti

Stadio Evolutivo Opere Fase Modelli BIM disciplinari
Architettonico Strutture Facciate Impianti Meccanici Impianti Elettrici Impianti Idrico-sanitari Reti Informatiche
Produzione Costruzione
Collaudo
Consegna Messa in servizio

Elaborato grafico digitale

Mentre nelle due precedenti tabelle il committente precisava le sue richieste relativamente ai modelli, in questo sottopunto e nel successivo le precisazioni riguarderanno gli elaborati grafici.

Mediante la seguente tabella, il committente definisce gli elaborati grafici digitali minimi richiesti.

Elaborati Richiesti
Elaborato Nota Origine
Piante Per ogni piano fuori terra Da modello
Per ogni piano interrato
Piano copertura
Sezioni Significative Da modello
Prospetti Tutti Da modello
Abachi Porte e finestre Da modello
Nodi Significativi per tecnologia Elaborato grafico
Permesso di costruire Copia completa Esterno
Elaborati documentali Tutti Da modello
Altro altro

Definizione degli elaborati informativi

Nella tabella che segue il committente indica quali sono gli elaborati informativi minimi richiesti per ciascuna fase del progetto, che l’affidatario è tenuto a fornire.

Si noti come ciascun elaborato dovrà avere un progressivo livello di approfondimento al progredire delle fasi di progetto.

  Fase Esigenziale Fase di fattibilità e sostenibilità Fase funzionale spaziale Fase autorizzativa Fase tecnologica Fase di esecuzione Fase di collaudo consegna Fase di gestione, manutenzione
Elaborato
Quadro dei bisogni X X
[…]
Relazione geotecnica X X X
Relazione sulla sicurezza X X X X X
[…]
Contabilità dei lavori X X
Liquidazione X X X
Accatastamento X

altri

Il secondo punto affronta uno degli argomenti di maggiore notorietà presso gli addetti ai lavori: “Livelli di sviluppo degli oggetti e delle schede informative” .

In questa sezione il committente dovrà anzitutto specificare il sistema di riferimento scelto per la definizione del livello di sviluppo grafico e informativo (LOD) degli oggetti presenti nei differenti modelli disciplinari. Qualora egli decidesse di non riferirsi a nessun sistema di riferimento, dovrà fornire definizioni e documentazione esaustiva all’affidatario affinché quest’ultimo possa produrre correttamente quanto richiesto dal committente.

Definito il sistema di riferimento, il committente preciserà il livello di sviluppo di ciascun oggetto, differenziato per modello disciplinare e fase del processo esecutivo.

Si ricorda che nello stesso modello possono coesistere LOD differenti per ciascun oggetto in ragione delle differenti obiettivi ed usi del modello stesso.

Anche in questo caso la formulazione delle richieste del committente è riassunta mediante la seguente tabella:

  Stadio di programmazione strategica Stadio di progettazione Stadio di produzione Stadio di esercizio
Fase esigenziale Fase di fattibilità e sostenibilità Fase funzionale spaziale Fase autorizzativa Fase tecnologica Fase di esecuzione Fase di collaudo e consegna Fase di gestione, manutenzione
Oggetti del Modello LOD
Architettonico Generale A B C D D/E F F
Architettonico Arredi A B C D D/E F F
[…]
Strutture B C D/E
Impianto elettrico A B C D E F G

 

Nel punto “Ruoli, responsabilità e autorità ai fini informativi”, Il committente espliciterà la propria struttura informativa, evidenziandone le figure di riferimento e le rispettive funzioni ricoperte. Al contempo, richiederà all’affidatario di descrivere la propria struttura informativa (vedi figura 2).

Figura 2 – Flusso di ruoli e relazioni – Fonte Progetto UNI1602357

Figura 2 – Flusso di ruoli e relazioni – Fonte Progetto UNI1602357

Il successivo paragrafo, “Caratteristiche informative di modelli, oggetti e/o elaborati messi a disposizione della committenza” è destinato a specificare le caratteristiche informative dei modelli, oggetti e/o elaborati forniti dal committente all’affidatario.

La documentazione preliminare relativa all’intervento, linee guida per la redazione di una tipologia di codifica degli oggetti e dei modelli, linee guida per la redazione di librerie di oggetti, sono esempi di documentazione che il committente può mettere a disposizione.

Grande rilevanza riveste il punto “Strutturazione e organizzazione della modellazione digitale”, dove vengono definiti gli aspetti organizzativi relativi ai veicoli informativi (modelli e elaborati).

Il Committente potrà richiedere all’affidatario di identificare i modelli secondo una convenzione di gradimento, ad esempio secondo le varie discipline di progetto e/o alla fase di sviluppo dello stesso.

Un possibile elenco di elementi identificativi per ciascun modello o elaborato potrebbe essere:

  • Codice commessa
  • Disciplina
  • Fase del progetto
  • Tipologia di veicolo (modello o elaborato)
  • Edificio/piano
  • Responsabile

Inoltre l’affidatario sarà qui chiamato a definire i tempi di messa a disposizione dei vari modelli, correlati a ciascuna fase di sviluppo del progetto, così come i tempi di approntamento della propria struttura informativa, il tutto mediante cronoprogramma.

Anche l’aspetto del coordinamento tra modelli è richiesto all’affidatario nel presente punto: egli, infatti, dovrà precisare le scadenze di effettuazione del coordinamento tra i modelli e tra questi e gli elaborati.

Successivi paragrafi, poi, prendono in considerazione la definizione delle “Politiche per la tutela e la sicurezza del contenuto informativo” e della “Proprietà dei modelli”.

Proseguendo nella strutturazione proposta, il punto “Modalità di condivisione di dati, informazioni e contenuti informativi” è relativo all’importantissimo aspetto dell’Ambiente di Dati Comuni (ACDat della UNI 11337-1, Common Data Environment (CDE) delle PAS 1192 britanniche).

Due aspetti vengono affrontati: quello delle caratteristiche delle infrastrutture di condivisione e quello della denominazione dei file.

Si ricorda che precedentemente, nella sezione Terza (Sezione tecnica) il committente aveva già provveduto a precisare a chi spettasse predisporre l’ambiente di condivisione dati.

In questo punto, il committente è chiamato a indicare le caratteristiche di funzionamento che l’affidatario dovrebbe garantire, qualora ricada su di lui la responsabilità della predisposizione di tale ambiente, o rispettare nel caso sia il committente o una terza parte ad assumersene l’onere.

Tra le caratteristiche delle infrastrutture di condivisione dati possono annoverarsi le modalità di accessibilità da parte degli attori, la possibilità di consultazione e/o estrazione di copia di documenti, elaborati, modelli, la tracciabilità dei dati contenuti con successione storica delle revisioni apportate, i criteri di riservatezza dei dati contenuti, ecc.

In questo “ecosistema digitale” rappresentato dall’ACDat, anche l’aspetto della denominazione dei file riveste un ruolo non trascurabile ai fini della chiarezza, univocità e comprensione delle informazioni prodotte. Per questa ragione il Committente è chiamato a indicare criteri efficaci per l’univoca individuazione dei file.

La norma ne suggerisce uno basato sulla seguente sequenza logica:

CONTENUTO_FASE_DISCIPLINA_TIPO_AAMMGG_VER

Gli aspetti legati alle “Procedure di verifica e validazione dei modelli, oggetti e/o elaborati”, e del “Processo di analisi e risoluzione delle interferenze e incoerenze informative”, sono affrontati negli omologhi paragrafi della strutturazione proposta per il Capitolato informativo.

L’affidatario è chiamato dal committente a specificare nell’oGI (“offerta per la Gestione Informativa”) (e poi nell’pGI – “piano per la Gestione Informativa”) le proprie procedure di validazione per i modelli, gli oggetti e gli elaborati che produrrà durante lo sviluppo della commessa.

Dovrà, ad esempio, indicare quali contenuti informativi saranno soggetti a periodica revisione e validazione, la frequenza di tale validazione, le modalità del processo di validazione in merito alla loro emissione, controllo degli errori, necessità sopraggiunte di nuovo coordinamento, ecc.

Più articolato è l’aspetto relativo ai processi di analisi e risoluzione delle interferenze e delle incoerenze informative.

Per quanto concerne le interferenze di progetto, il committente dovrà richiedere all’affidatario di redigere la matrice di corrispondenza per specificare la tipologia di coordinamento applicato.

I livelli di coordinamento considerato, definiti nella UNI 11337-5, sono i seguenti:

  • LC1 = tra oggetti dello stesso modello grafico
  • LC2 = tra un modello e altri modelli grafici
  • LC3 = tra un modello grafico ed elaborati

mentre la matrice di corrispondenza proposta è :

MODELLO Livello di
coord.
Arch. Facciate Strutture Elettrico Antinc. Acustico Sic. Altri
Architettonico Oggetto / Oggetto LC1
Modello / Modelli LC2
Modello / Elaborati LC3
Facciate Oggetto / Oggetto LC1
Modello / Modelli LC2
Modello / Elaborati LC3
Strutture Oggetto / Oggetto LC1
Modello / Modelli LC2
Modello / Elaborati LC3
Altri Oggetto  / Oggetto LC1
Modello / Modelli LC2
Modello / Elaborati LC3

Per quanto riguarda, invece le incoerenze di progetto la matrice di corrispondenza proposta è la seguente:

MODELLO Livello di coord. Leg. europea Leg. naz. Leg. reg. Altre norme Risp. en. Ac. Vincoli contr. Vincoli prog. Vincoli costr. Vincoli manut.
Architettonico Oggetto /Oggetto LC1
Modello / Modelli LC2
Modello / Elaborati LC3
Facciate Oggetto / Oggetto LC1
Modello / Modelli LC2
Modello / Elaborati LC3
Strutture Oggetto / Oggetto LC1
Modello / Modelli LC2
Modello / Elaborati LC3
Altri Oggetto / Oggetto LC1
Modello / Modelli LC2
Modello /Elaborati LC3

Anche altri aspetti trovano una loro specifica collocazione all’interno della strutturazione proposta, come quelli riguardanti il 4D (programmazione dei lavori), 5D (computi e valutazioni), come anche il 6D e 7D.

La strutturazione completa proposta è la seguente:

  1. Obiettivi informativi strategici e usi dei modelli e degli elaborati
  2. Livelli di sviluppo degli oggetti e delle schede informative
  3. Ruoli responsabilità e autorità ai fini informativi
  4. Caratteristiche informative di modelli, oggetti e/o elaborati messi a disposizione della committenza
  5. Strutturazione e organizzazione della modellazione digitale
  6. Politiche per la tutela e la sicurezza del contenuto informativo
  7. Proprietà del modello
  8. Modalità di condivisione di dati, informazioni e di contenuti informativi
  9. Modalità di programmazione e gestione dei contenuti informativi di eventuali sub-affidatari
  10. Procedure di verifica, validazione di modelli, oggetti e/o elaborati
  11. Processo di analisi e risoluzione delle interferenze e delle incoerenze informative
  12. Modalità di gestione della programmazione (4D-Programmazione
  13. Modalità di gestione informativa economica (5D-Computi, estimi e valutazioni)
  14. Modalità di gestione delle esternalità (6D-Sostenibilità sociale, economica e ambientale)
  15. Modalità di gestione informativa dell’opera (7D-Uso, gestione, manutenzione e dismissione)
  16. Modalità di archiviazione e consegna finale di modelli, oggetti e/o elaborati informativi

In conclusione si sottolinea ancora come la strutturazione proposta dalla UNI/TR 11337-6 rappresenti solo una possibile formulazione del Capitolato informativo, la cui validità risiede anzitutto nella esatta aderenza concettuale e di contenuti con la UNI 11337-5, costituendone una sorta di “contenuto minimo”.

Ma tale documento essendo posto all’inizio del processo realizzativo della commessa, ne costituisce il reale motore (contiene tutte le richieste del committente all’appaltatore) ed è, pertanto, destinato a condizionarne l’intera evoluzione e l’esito finale.

Per tale motivo la strutturazione proposta dalla norma, pur risultando organicamente concepita sia dal punto di vista formale che contenutistico, deve essere vista come un punto di partenza potendo ciascun committente ulteriormente dettagliarla e arricchirla in ragione delle proprie esigenze e delle proprie esperienze.

 

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