Quando una pergotenda costituisce attività di edilizia libera?

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Il Tar Abruzzo chiarisce quando una struttura accessoria è assimilabile ad una pergotenda e può rientrare in edilizia libera

Con la sentenza n. 108/2020 del Tar L’Aquila si ribadisce quando una struttura accessoria esterna, per esempio ad un esercizio commerciale, può essere considerata una pergotenda rientrante nell’attività di edilizia libera (potrebbe interessarti anche questo articolo di BibLus-net sulle pergotende).

Il caso

Una società proprietaria di un ristorante sul lungomare di una località abruzzese, installava una struttura tipo “pergotenda”  a riparo dell’area direttamente antistante all’attività commerciale.

La pergotenda era costituita da due grossi elementi lignei verticali non fissati a terra, a sostegno ciascuno di un’ampia struttura ad ombrello, chiusa ai lati da un tendaggio in plastica e stoffa.

Il Comune contestava la struttura equiparandola ad una tettoia; ne intimava quindi la rimozione perché realizzata senza titolo abilitativo e, per giunta, in assenza dell’autorizzazione della Sovrintendenza, essendo il luogo vincolato.

La società proprietaria del ristorante, sostenendo la precarietà del manufatto ai fini del rientro in attività di edilizia libera, ricorreva al Tar.

La sentenza del Tar Abruzzo

Per i giudici la pergotenda in questione, che ha comportato la realizzazione di uno spazio chiuso di circa 85 metri quadrati “deve essere ricondotta al novero delle opere sottoposte al procedimento semplificato di autorizzazione paesaggistica” (allegato B sub B26 del dpr n. 31/2017) per cui:

Si è ritenuta legittima l’ordinanza di demolizione – motivata dal solo presupposto dell’assenza del titolo paesaggistico ex d.lgs. n. 42 del 2004 – di una pergotenda che, in ragione delle sue dimensioni, è idonea ad alterare l’aspetto dell’edificio ed ha un impatto sull’estetica e sulla “fotografia” del paesaggio, e ciò a prescindere dalla sua natura precaria e amovibile (Consiglio di Stato, sez.VI, 12/10/2017, n. 4736)

Per, i giudici, quindi tale struttura di pergotenda con i suoi 85 metri quadrati ed un’altezza di oltre 3 metri, anche se amovibile, non solo risulta impattante sulla facciata dell’edificio che la ospita, ma lo è sullo stesso paesaggio vincolato.

Proseguono gli ermellini:

la giurisprudenza è rigorosa nel considerare “pergotenda” i manufatti la cui opera principale sia costituita non dalla struttura in sé, ma dalla tenda, quale elemento di protezione dal sole o dagli agenti atmosferici, con la conseguenza che la struttura deve qualificarsi in termini di mero elemento accessorio, necessario al sostegno e all’estensione della tenda (Consiglio di Stato, sez. IV, 01/07/2019, n. 4472)

In pratica, ciò che caratterizza una pergotenda che costituisca edilizia libera, è essenzialmente la sua copertura a telo che deve essere sostenuta da una struttura poco ingombrante e che certamente non deve prevalere sulla copertura stessa, ritraendosi e costituiendo semplice accessorio al telo. La pergotenda non deve costituire variazione della sagoma e del prospetto dell’edificio che la ospita, in tal caso per la sua installazione occorre un permesso di costruire (per maggiore approfondimento potrebbe interessarti anche questo articolo di BibLus-net).

 

praticus-ta

Clicca qui per scaricare la sentenza del Tar Abruzzo

 

 

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