Trasparenza pubblica amministrazione, regolamento e sanzioni

E’ legittimo sospendere i lavori a causa della DIA incompleta?

DIA incompleta: secondo il Tar la verifica sulla completezza della documentazione va effettuata entro 30 giorni, trascorsi i quali l’interessato è legittimato a proseguire i lavori

Se la DIA (dichiarazione inizio attività) necessaria per eseguire lavori edili risulta incompleta della documentazione necessaria, il Comune ha solo 30 giorni per richiedere le opportune integrazioni. Se questo termine è superato,  il provvedimento che inibisce l’esecuzione dei lavori è illegittimo.

Lo ha chiarito il Tar Campania con la sentenza 140/2016, intervenendo in merito alla legittimità a proseguire i lavori qualora la DIA, risultasse incompleta ma non in contrasto con le prescrizioni urbanistico-edilizie.

Il caso in esame riguarda il ricorso presentato da un proprietario circa l’ordinanza di sospensione dei lavori ed eliminazione delle opere abusive disposta dal Comune, per l‘incompletezza della documentazione (mancanza dei coni ottici fotografici dei contigui beni immobili, della dichiarazione congiunta del proprietario e del tecnico sulla legittimità urbanistica e assenso dei comproprietari del cortile comune).

Il Tar accoglie il ricorso proposto ed annulla il provvedimento di inibizione della DIA, ribadendo quanto previsto dall’art. 23, comma 6, del dpr 380/2001 (testo unico edilizia):

Il dirigente o il responsabile del competente ufficio comunale, ove entro il termine di 30 giorni sia riscontrata l’assenza di una o più delle condizioni stabilite, notifica all’interessato l’ordine motivato di non effettuare il previsto intervento e, in caso di falsa attestazione del professionista abilitato, informa l’autorità giudiziaria e il consiglio dell’ordine di appartenenza. E’ comunque salva la facoltà di ripresentare la denuncia di inizio attività, con le modifiche o le integrazioni necessarie per renderla conforme alla normativa urbanistica ed edilizia.”

Ovviamente, in caso di difformità rispetto al titolo edilizio necessario o di contrasto con le prescrizioni urbanistico-edilizie, il Comune è legittimato a sospendere i lavori anche dopo la scadenza del termine fissato dalla legge.

Ma se, come nel caso in sentenza, il Comune è intervenuto a bloccare i lavori solo per la necessità di integrare la documentazione accessoria da allegare alla denuncia, senza evidenziare ragioni sostanziali e concludenti che attengano al divieto di esecuzione dell’opera, il proprietario è legittimato a proseguire i lavori.

 

Clicca qui per scaricare la sentenza Tar Campania 13 gennaio 2016, n. 140

 

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