Appalto a titolo gratuito, possibile solo nel caso di ritorno d’immagine

Il Tar Calabria chiarisce come un appalto a titolo gratuito, o con compenso simbolico, può essere previsto solo nel caso di fornitura di servizi che  garantisca un ritorno d’immagine

Con la sentenza n. 418/2018 il Tar Calabria fornisce chiarimenti in merito agli appalti a titolo gratuito, o con compenso simbolico, ricordando che esso non è applicabile ad un appalto per fornitura di beni, che deve essere sempre collegato ad un valore di mercato, ma può essere applicato alla fornitura di servizi tra cui quelli di architettura ed ingegneria.

I fatti in breve

Una società presenta un ricorso contro un bando per la fornitura di latte di un ospedale calabrese, da affidare con il criterio del prezzo più basso.

In particolare, vengono contestate le condizioni di fornitura nella parte in cui si prevede un importo a base d’asta complessivo di 120,00 euro per l’approvvigionamento di durata triennale di n.6.000 litri di latte destinato alla primissima infanzia. Il prezzo di 0,02 euro  a litro quindi risulterebbe fuori mercato e meramente simbolico.

Secondo il Tar il ricorso è fondato e stabilisce che:

  • la società poteva presentare ricorso pur non avendo presentato un offerta, così come riportato in una sentenza n.4/18 dell’Adunanza Plenaria del Consiglio di Stato, che chiarisce che:“sussista in capo alla società ricorrente quella posizione soggettiva qualificata e differenziata che la legittima alla proposizione del ricorso”
  • l’avviso pubblicato dall’ospedale viene impugnato perché impone condizioni negoziali tali da rendere il rapporto contrattuale economicamente non conveniente e “matematicamente” in perdita, dato che il prezzo di mercato al dettaglio è mediamente di circa 5 euro al litro e cioè ben 250 volte superiore a quello “proposto” dall’Amministrazione
  • la base d’asta fissata viola il principio della concorrenza effettiva fissato dall’art.95 comma 1 del codice degli appalti, nella misura in cui incoraggia il singolo partecipante a formulare non l’offerta migliore ma quella meno seria
  • le stazioni appaltanti sono chiamate a porre in essere tutti gli accorgimenti tecnici utili a mantenere il mercato nell’ assetto più concorrenziale possibile, ricorrendo ad esempio alla rotazione tra i fornitori, indicando un range di prezzo (minimo-massimo) con scarto limitato

Tuttavia il tribunale amministrativo ricorda che:

nel nostro ordinamento l’appalto “a titolo gratuito” è previsto per alcune categorie di affidamenti quali gli appalti pubblici di servizi (cfr. sent. Cons. Stato sez.V n.4614/17) o di lavori (art.20 D.Lgvo n.50/16), laddove alla previsione di un prezzo “simbolico” o addirittura “nullo” può effettivamente corrispondere un’utilità economica in senso lato (ad esempio il ritorno di immagine) diversa da quella meramente finanziaria.

Per quanto riguarda l’appalto di forniture, qualsiasi sia l’oggetto, si osserva peraltro che l’eventuale gratuità della causa può essere ugualmente dedotta e valorizzata dalle Amministrazioni aggiudicatrici solo qualora venga ricondotta ai “tipi” contrattuali espressamente previsti dall’ordinamento (es. contratto di sponsorizzazione ex art.19 dlgs 50/16) e ciò proprio al fine di scongiurare scelte non del tutto trasparenti che finiscano per tramutare affidamenti formalmente onerosi in affidamenti sostanzialmente gratuiti e quindi sine causa.

 

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6 commenti
  1. Roberto Lodola
    Roberto Lodola dice:

    Buongiorno, ho letto la sentenza allegata ma non ho trovato l’estensione della possibilità di sponsorizzazione ai servizi di ingegneria, come invece citato nella premessa all’articolo di Biblus net. Potete fare maggiore chiarezza?

    Rispondi
    • Nicola Furcolo
      Nicola Furcolo dice:

      Nella seconda parte dell’articolo viene affermato che per appalti di forniture può esserci gratuità dell’appalto solo se si tratta di specifiche tipologie contrattuali espressamente previste dal Codice degli appalti, come ad esempio il contratto di sponsorizzazione (art.19) e ciò proprio al fine di scongiurare scelte non del tutto trasparenti che finiscano per tramutare affidamenti formalmente onerosi in affidamenti sostanzialmente gratuiti e quindi sine causa.

      Per maggiori dettagli sui contratti di sponsorizzazione, devi far riferimento all’art. 19 dlgs 50/2016.
      Di seguito riporto il testo di questo articolo.

      Art. 19 Codice appalti

      Contratti di sponsorizzazione

      1. L’affidamento di contratti di sponsorizzazione di lavori, servizi o forniture per importi superiori a quarantamila euro, mediante dazione di danaro o accollo del debito, o altre modalità di assunzione del pagamento dei corrispettivi dovuti, è soggetto esclusivamente alla previa pubblicazione sul sito internet della stazione appaltante, per almeno trenta giorni, di apposito avviso, con il quale si rende nota la ricerca di sponsor per specifici interventi, ovvero si comunica l’avvenuto ricevimento di una proposta di sponsorizzazione, indicando sinteticamente il contenuto del contratto proposto. Trascorso il periodo di pubblicazione dell’avviso, il contratto può essere liberamente negoziato, purché nel rispetto dei principi di imparzialità e di parità di trattamento fra gli operatori che abbiano manifestato interesse, fermo restando il rispetto dell’articolo 80.

      2. Nel caso in cui lo sponsor intenda realizzare i lavori, prestare i servizi o le forniture direttamente a sua cura e spese, resta ferma la necessità di verificare il possesso dei requisiti degli esecutori, nel rispetto dei principi e dei limiti europei in materia e non trovano applicazione le disposizioni nazionali e regionali in materia di contratti pubblici di lavori, servizi e forniture, ad eccezione di quelle sulla qualificazione dei progettisti e degli esecutori. La stazione appaltante impartisce opportune prescrizioni in ordine alla progettazione, all’esecuzione delle opere o forniture e alla direzione dei lavori e collaudo degli stessi.

      Rispondi
  2. Roberto Lodola
    Roberto Lodola dice:

    Grazie della risposta. Se ho ben inteso, la sponsorizzazione potrebbe essere applicabile anche al caso dei servizi di ingegneria, così come riporta il Codice degli Appalti. Ma nella sentenza del TAR Calabria mi sembra che si parli solo di fornitura (di latte, in quel caso) e non di servizi di ingegneria. È corretto?

    Rispondi
    • Nicola Furcolo
      Nicola Furcolo dice:

      La sentenza non fa riferimento al contratto di sponsorizzazione, ma a un contratto di fornitura di latte a un prezzo fuori mercato.
      Partendo da questo, l’articolo si focalizza l’attenzione sulla questione dei servizi (di ingegneria e architettura) possibili a titolo gratuito solo se c’è ritorno di immagine.

      Rispondi
  3. Roberto Lodola
    Roberto Lodola dice:

    Approfondendo la cosa, ho letto ora che nel Codice, all’art. 24 comma 8-ter, si dice:
    “8-ter. Nei contratti aventi ad oggetto servizi di ingegneria e architettura la stazione appaltante non può prevedere quale corrispettivo forme di sponsorizzazione o di rimborso, ad eccezione dei contratti relativi ai beni culturali, secondo quanto previsto dall’articolo 151.”
    Sembrerebbe quindi che a livello di Codice vi sia un chiaro divieto. Saluti

    Rispondi

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