Infiltrazioni d’acqua da un terrazzo condominiale, quando paga i danni il condòmino?

Infiltrazioni d’acqua da un terrazzo condominiale di uso esclusivo di un condòmino che se ne appropria indebitamente: la corte di Cassazione si esprime su una richiesta di risarcimento danni

La Cassazione, con la sentenza n.12007 del 13 giugno 2016, si esprime su un caso di infiltrazioni d’acqua provenienti dalla copertura di un edificio. La Corte conferma le sentenze del Tribunale di Genova e della Corte di Appello: il condòmino, che aveva l’uso esclusivo della terrazza condominiale, è stato condannato al pagamento dei danni arrecati all’appartamento sottostante e alle parti comuni del fabbricato.

Da notare che, pur trattandosi di una superficie condominiale, a pagare le spese è il singolo condòmino che si era appropriato indebitamente di uno spazio comune, non consentendo l’accesso al condomìnio.

Infiltrazioni d’acqua: il parere dei giudici

Un inquilino denunciava infiltrazioni d’acqua provenienti dal terrazzo sovrastante la sua abitazione.

La copertura del fabbricato risultava essere in parte a falde inclinate ed in parte a terrazza su cui sorge un’altana (un terrazzino belvedere), di uso esclusivo del condòmino dell’ultimo piano.

Il condomìnio, costituitosi in giudizio, evidenziava l’impossibilità ad effettuare qualsiasi intervento sul tetto causa l’atteggiamento ostativo del condòmino.

Secondo il Tribunale di primo grado, la realizzazione dell’altana produceva a favore del condòmino dell’ultimo piano un aumento della superficie esterna, che incideva sul comportamento strutturale della copertura stessa. Si trattava dunque di una vera e propria trasformazione strutturale, capace di determinare l’appropriazione definitiva di cose comuni alla proprietà esclusiva, con conseguente lesione dei diritti degli altri condòmini, i quali non possono più godere della camera d’aria costituita dal sottotetto sovrastante, non praticabile. Pertanto il condòmino veniva condannato al risarcimento dei danni.

La Corte di Appello confermava la sentenza del Tribunale di Genova: la Ctu dimostrava che la presenza del terrazzino rappresentava la causa esclusiva del deterioramento del tetto e delle conseguenti infiltrazioni, in quanto l’altana aveva provocato gravi danni strutturali alle pareti, determinando uno “spanciamento” dei prospetti. Pertanto il danno era stato causato dall’altana, la cui manutenzione era imputabile esclusivamente al proprietario dell’appartamento.

Il proprietario ricorreva in Cassazione che a sua volta confermava la condanna di pagamento dei danni, causati dall’altana, all’inquilino dell’appartamento sottostante e al condominio per le parti comuni del fabbricato.

 

Clicca qui per la sentenza della corte di Cassazione n. 12007 del 13 giugno 2016

 

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