Semplificazioni alla normativa edilizia e Piano Casa: settimana cruciale

È all’ordine del giorno della Conferenza straordinaria delle Regioni del 7 maggio il testo del decreto legge recante misure urgenti in materia di edilizia, urbanistica e opere pubbliche, che dovrà essere poi approvato dal Consiglio dei Ministri.

È all’ordine del giorno della Conferenza straordinaria delle Regioni del 7 maggio il testo del decreto legge recante misure urgenti in materia di edilizia, urbanistica e opere pubbliche, che dovrà essere poi approvato dal Consiglio dei Ministri.
Le Regioni sono in attesa dell’ulteriore testo del Decreto Legge edilizia.
“Noi abbiamo dato i nostri emendamenti” e ora “attendiamo il testo del governo e lo valuteremo”, ha detto il Presidente della Conferenza delle Regioni Vasco Errani al termine della conferenza delle Regioni del 7 maggio. “Il governo – ha aggiunto – sta lavorando a predisporre gli articoli del decreto e noi li valuteremo appena sarà definita l’elaborazione dell’esecutivo”.

Il provvedimento in questione, atteso dopo molteplici slittamenti, dispone l’entrata in vigore delle norme tecniche per le costruzioni (D.M. 14 gennaio 2008) che il D.L. Milleproroghe aveva rimandato al 2010.

La maggiore attenzione verso la normativa “antisismica” avrà ripercussioni anche sul “Piano Casa”.

Per molti degli interventi che le Regioni potranno autorizzare in virtù dell’intesa col Governo sul Piano Casa, (ampliamenti, sopraelevazioni, etc.) non sarà sufficiente adottare interventi di miglioramento sismico, ma si renderà necessario l’adeguamento alle nuove disposizioni normative.

La citata intesa Governo-Regioni sul piano casa è stata intanto pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale n. 98 del 29 aprile 2009.

Si avvicina la scadenza del termine (90 giorni) entro cui le regioni dovranno emanare proprie leggi ispirate ai seguenti obiettivi:

  1. regolamentare gli interventi di ampliamento entro il limite del 20% della volumetria esistente di edifici residenziali uni-bi familiari o comunque di volumetria non superiore ai 1000 metri cubi, per un incremento complessivo massimo di 200 metri cubi;
  2. disciplinare gli interventi straordinari di demolizione e ricostruzione con ampliamento per edifici a destinazione residenziale entro il limite del 35% della volumetria esistente, con finalità di miglioramento della qualità architettonica, dell’efficienza energetica ed utilizzo di fonti energetiche rinnovabili e secondo criteri di sostenibilità ambientale;
  3. introdurre forme semplificate e celeri per l’attuazione degli interventi edilizi di cui alla lettera a) e b) in coerenza con i principi della legislazione urbanistica ed edilizia e della pianificazione comunale.

Clicca qui per scaricare il testo della bozza trasmessa alle Regioni
Clicca qui per ascoltare le dichiarazioni di fine seduta del Presidente Errani
Clicca qui per scaricare il testo dell’intesa

 

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