Ritenute negli appalti di importi superiori ai 200.000 euro

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Ecco la circolare delle Entrate con le nuove norme in materia di ritenute negli appalti pubblici di importi superiori 200.000 euro

Con la circolare n.1/E, del 12 febbraio, l’Agenzia delle Entrate pubblica dei chiarimenti sulle nuove norme in materia di ritenute negli appalti superiori a 200.000 euro introdotte dal Decreto fiscale 2019.

La circolare:

  • fornisce chiarimenti su numerosi aspetti della normativa, a partire dagli ambiti soggettivo e oggettivo di applicazione;
  • illustra gli adempimenti che devono essere attuati da committenti, appaltatori, subappaltatori, affidatari e dagli altri soggetti compresi nella disciplina;
  • chiarisce alcuni aspetti relativi al regime sanzionatorio in caso di non corretta determinazione ed esecuzione delle ritenute e di tardivo versamento.

La circolare AE n.1/E

L’Agenzia ricorda che il Decreto fiscale 2019 (Dl n. 124/2019), convertito con modificazioni dalla legge n. 157/2019, ha introdotto una nuova normativa sulle ritenute e compensazioni effettuate nell’ambito di appalti, subappalti e simili, di valore complessivo superiore a 200.000 euro, in presenza di determinate condizioni.

In particolare, la normativa punta a contrastare l’omesso o insufficiente versamento di ritenute fiscali mediante l’indebita compensazione, e l’utilizzo della compensazione per il versamento dei contributi e dei premi assicurativi obbligatori.

Le norme si applicano ogni volta che soggetti committenti affidano a un’impresa il compimento di una o più opere o di uno o più servizi di importo complessivo annuo superiore a 200.000 euro, con contratti di appalto, subappalto o di affidamento a consorzi (o rapporti negoziali comunque denominati), caratterizzati da prevalente utilizzo di manodopera presso le sedi di attività del committente con utilizzo di beni strumentali dello stesso committente o ad esso riconducibili in qualunque forma.

I soggetti inclusi e quelli esclusi

La circolare chiarisce che rientrano nell’ambito di applicazione della norma i soggetti residenti in Italia che nei contratti di appalto forniscono manodopera utilizzando i beni strumentali di proprietà del committente o riconducibili in qualunque forma al committente.

Sono esclusi dall’ambito di applicazione:

  • i soggetti non residenti senza stabile organizzazione in Italia affidatari delle opere o dei servizi, perché non rivestono la qualifica di sostituti d’imposta (articoli 23 e 24 del Dpr n. 600/1973);
  • i soggetti residenti che non esercitano attività d’impresa o non esercitano imprese agricole o non esercitano arti o professioni quali ad esempio i condomini che, siccome non detengono beni strumentali, non possono esercitare alcuna attività d’impresa o agricola o attività professionale;
  • gli enti non commerciali limitatamente all’attività istituzionale di natura non commerciale svolta.

Cause di esclusione

Vengono inoltre forniti chiarimenti in merito alle cause di esclusione per le imprese appaltatrici o affidatarie o subappaltatrici che comunicano al committente, allegando la certificazione rilasciata dall’Agenzia delle Entrate, la sussistenza di determinati requisiti.

Si tratta dei soggetti che risultino in attività da almeno tre anni, siano in regola con gli obblighi dichiarativi e abbiano eseguito nel corso dei periodi d’imposta cui si riferiscono le dichiarazioni dei redditi presentate nell’ultimo triennio, versamenti complessivi.

La circolare inoltre chiarisce che nel caso in cui il committente sia una pubblica amministrazione, la sussistenza dei requisiti potrà essere oggetto di autocertificazione.

 

primus-c

Clicca qui per scaricare la circolare n.1/E delle Entrate

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