Ristrutturazioni: le spese per le parti comuni dell’edificio non vanno considerate nel limite di spesa per l’abitazione

La Legge 449/1997 ha introdotto la detrazione del 36% delle spese sostenute per lavori di manutenzione/ristrutturazione eseguiti sulle singole unità immobiliari o sulle parti comuni degli edifici residenziali.

La Legge 449/1997 ha introdotto la detrazione del 36% delle spese sostenute per lavori di manutenzione/ristrutturazione eseguiti sulle singole unità immobiliari o sulle parti comuni degli edifici residenziali.
Più recentemente il D.L. n. 223/2006 (art. 35, comma 35-quater) ha stabilito che, a decorrere dal 1/10/2006, il limite di 48.000 euro (tetto massimo di spesa su cui è consentito calcolare la detrazione del 36%) deve essere riferito all’abitazione e non più al singolo contribuente.
Si è posto il problema di chiarire se nel citato limite di 48.000 dovessero rientrare anche le spese sostenute per gli interventi realizzati sulle parti comuni degli edifici.
Con una risposta ad un’istanza d’interpello del 3 agosto 2007 l’Agenzia delle Entrate ha chiarito che le spese relative ai lavori eseguiti sulle parti comuni dell’edificio devono essere considerate in modo autonomo; in relazione a tali ultimi interventi il contribuente può “godere” di un ulteriore tetto massimo di spesa di 48.000 euro, su cui calcolare la detrazione, a condizione, ovviamente, che in relazione agli specifici lavori in discorso abbia attivato la procedura prevista dal regolamento approvato con D.M. n. 41/1998, e sue successive modificazioni.

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Testo della Risoluzione dell’Agenzia delle Entrate 17 Kb PDF
 

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