Superbonus al 110% anche per i forfettari ed i lavori minori collegati?

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Dalle Entrate: ok al superbonus (sismabonus) per i forfettari; sono detraibili anche gli interventi minori necessari al completamento dell’intervento trainante

Con la risposta n. 224/2020 l’Agenzia delle Entrate fornisce i primi chiarimenti circa alcuni dubbi in merito alla fruizione del superbonus al 110%.

Superbonus

Ricordiamo che l’articolo 119 del decreto Rilancio (dl n. 34/2020, convertito nella legge n. 77/2020, pubblicata in Gazzetta il 18 luglio) ha introdotto, tra le varie misure per uscire dall’emergenza economica generata dal coronavirus, il superbonus in materia edilizia: ossia la possibilità di beneficiare dal 1° luglio 2020 fino al 31 dicembre 2021 delle detrazioni fiscali al 110% sui lavori di:

  • riqualificazione energetica degli edifici;
  • riduzione del rischio sismico;
  • installazione di impianti fotovoltaici;
  • installazione di colonnine per la ricarica di veicoli elettrici.

La detrazione fiscale sull’Irpef arriva così a superare, per determinanti interventi, la spesa dei lavori svolti su prime e seconde case (fino al massimo di due unità immobiliari per beneficiario).

La detrazione fiscale ottenuta andrà suddivisa in 5 quote annuali di pari importo, da usufruire a partire dall’anno in cui i lavori sono eseguiti.

Il successivo articolo 121 stabilisce, inoltre, che i soggetti che sostengono, negli anni 2020 e 2021, spese per i suddetti interventi possono optare, in luogo dell’utilizzo diretto della detrazione, per un contributo, sotto forma di sconto sul corrispettivo dovuto fino ad un importo massimo pari al corrispettivo medesimo, anticipato dal fornitore che ha effettuato gli interventi e da quest’ultimo recuperato sotto forma di credito d’imposta, con facoltà di successiva cessione del credito ad altri soggetti, ivi inclusi gli istituti di credito e gli altri intermediari finanziari. In alternativa, i contribuenti possono, altresì, optare per la cessione di un credito d’imposta di importo corrispondente alla detrazione ad altri soggetti, ivi inclusi istituti di credito e altri intermediari finanziari con facoltà, per questi ultimi, di successiva cessione.

I lavori possono essere eseguiti su immobili unifamiliari, villette a schiera o unità immobiliari nei condomini; sono esclusi gli immobili di categoria catastale A1, A8 e A9 (ovvero abitazioni signorili, ville e castelli).

Quesiti

Un contribuente chiede se sia possibile usufruire della detrazione al 110% anche se rientra nel regime forfettario e per interventi minori correlati all’intervento principale di riduzione del rischio sismico (sismabonus).

L’istante fa presente che nel 2020, nell’edificio in condominio di cui fa parte l’immobile di proprietà, verranno effettuati lavori finalizzati alla riduzione del rischio sismico (sismabonus): sarà effettuata la demolizione di alcune porzioni degli intonaci esterni (facciata), al fine di eseguire un adeguato intonaco armato e la cucitura degli incroci tra murature portanti mediante perforazioni a rotazione ed inserimento di barre in acciaio con iniezione di malte fluide.

Pertanto, chiede al Fisco se:

1 – avendo aderito al “regime forfettario”, può cedere all’impresa che effettuerà i lavori il credito corrispondente alla detrazione spettante per le spese relative agli interventi di riduzione del rischio sismico;

2 – tra le spese ammesse al cd “sisma bonus” rientrino anche quelle sostenute, al fine del passaggio di classe di rischio sismico dell’edificio, per la realizzazione dell’intonaco di fondo e di finitura, della tinteggiatura e dei decori (imposti dalla Paesaggistica essendo l’immobile vincolato);

3 – quale sia la corretta modalità di pagamento all’impresa esecutrice dei lavori alla quale verrà ceduto il credito, avendo intenzione di utilizzare la cessione del predetto credito a parziale pagamento del corrispettivo.

Risposta al quesito 1 – regime forfettario

Con riferimento al primo quesito posto, l’Agenzia delle Entrate precisa che, in base al punto 2 del Provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle Entrate 8 giugno 2017, il credito può essere ceduto da tutti i condòmini teoricamente beneficiari della detrazione ivi prevista, anche se non tenuti al versamento dell’imposta.

L’istituto della cessione, infatti, è finalizzato ad incentivare l’effettuazione di interventi finalizzati alla riduzione del rischio sismico prevedendo meccanismi alternativi alla fruizione della detrazione che non potrebbe essere utilizzata direttamente. Pertanto, l’opzione può essere esercitata anche dai contribuenti che, come nel caso in esame, aderiscono al regime forfetario i quali possono, in linea di principio, scomputare le detrazioni dall’imposta lorda solo nel caso in cui possiedano altri redditi che concorrono alla formazione del reddito complessivo.

Risposta al quesito 2 – interventi correlati

In riferimento al secondo quesito, ossia le spese ammesse al sismabonus, si fa presente che nella risoluzione AE n. 147/2017 è stato chiarito che il principio secondo cui l’intervento di categoria superiore assorbe quelli di categoria inferiore ad esso collegati o correlati, vale anche per gli interventi relativi all’adozione di misure antisismiche.

Nel caso in esame, quindi, la detrazione può essere applicata anche alle spese sostenute per gli ulteriori interventi, compresi quelli di manutenzione ordinaria o straordinaria, necessari al completamento dell’opera: gli interventi realizzati sulla facciata, compresi quelli per la realizzazione dell’intonaco di fondo, dell’intonaco di finitura della tinteggiatura e dei decori, qualora gli stessi siano di completamento dell’intervento finalizzato alla riduzione del rischio sismico dell’edificio.

Risposta al quesito 3 – modalità di pagamento

Per quanto riguarda, infine, la corretta modalità di pagamento all’impresa esecutrice dei lavori, il Fisco concorda con la soluzione prospettata dall’istante, ossia di versare al condominio l’importo corrispondente alla differenza tra le spese imputate in base alla ripartizione stabilita dall’assemblea del condominio e l’ammontare della detrazione teoricamente spettante.

Il pagamento al fornitore sarà effettuato dal condominio, in base a quanto disposto dal decreto n. 41/1998, mediante bonifico bancario o postale dal quale risulti:

  • la causale del versamento
  • il codice fiscale del beneficiario della detrazione
  • il numero di partita IVA del beneficiario della detrazione
  • il codice fiscale del soggetto a favore del quale il bonifico è effettuato.

L’importo del bonifico potrà coincidere con il corrispettivo indicato in fattura, che dovrà essere emessa per l’intero corrispettivo pattuito, comprensivo dell’importo pagato con la cessione del credito o essere inferiore nell’ipotesi, come nel caso in esame, in cui i condomini intendano utilizzare la cessione del credito a favore dei fornitori a parziale pagamento del corrispettivo stesso.

Video Superbonus

Ricordiamo che è disponibile un video (Webinar) realizzato da BibLus su Superbonus.

FAQ Superbonus

Ricordiamo ai lettori che su BibLus è disponibile un’apposita pagina contenente le FAQ sul Superbonus, ove è possibile ritrovare le risposte ai quesiti più frequenti sulla nuova agevolazione.

Inoltre, nella stessa pagina, è possibile formulare il proprio quesito. L’eventuale risposta sarà pubblicata direttamente nella pagina (NB: i dati personali non saranno pubblicati nelle FAQ).

 

Clicca qui per accedere alle FAQ Superbonus

 

Clicca qui per scaricare la risposta AE n. 224/2020

 

edilus-crs

 

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