Rischio rumore in ambiente di lavoro, l’approfondimento nella pubblicazione Anfos

Rischio rumore: ambienti di lavoro coinvolti, obblighi e valutazione del rischio, misure di prevenzione e protezione. Scarica l’opuscolo Anfos di approfondimento

Tra le pubblicazioni di approfondimento realizzate da Anfos (Associazione nazionale formatori della sicurezza sul lavoro) oggi proponiamo quella relativa al rischio rumore.

Si tratta di un opuscolo informativo, utile a lavoratori, professionisti e datori di lavoro per approfondire le diverse tematiche relative al rischio rumore sui luoghi di lavoro.

Il rumore può, infatti, provocare una serie di danni sulla salute e possibili effetti sulla sicurezza.

Dopo una breve introduzione, ecco gli argomenti analizzati nel documento.

Cosa è il rumore

Il rumore è un suono con caratteristiche di frequenza, livello e variabilità nel tempo.

In linea generale, il rumore è un segnale non desiderato, di origine naturale o artificiale, che si sovrappone all’informazione trasmessa o elaborata in un sistema (Wikipedia); in particolare, il rumore è dato da variazione di pressione atmosferica dovuta all’onda sonora.

L’unità di misura è il decibel (dB); l’orecchio è in grado di percepire suoni/rumori variabili tra la soglia di udibilità (circa 10dB) e la soglia del dolore (circa 140/150 dB).

Gli effetti sulla salute del rumore

Gli effetti sulla salute dovuti ad un’esposizione al rumore possono essere diversi, in relazione al tipo di rumore, ai tempi di esposizione e alle condizioni di esposizione.

Tra le principali malattie professionali denunciate dall’Inail vi è l’ipoacusia, ossia la perdita permanente o la riduzione della capacità uditiva causata da esposizione a rumore.

Le conseguenze del rumore non sono esclusivamente di natura uditiva; sono stati, infatti, documentati anche casi di effetti su:

  • sistema nervoso (alterazioni del comportamento, nervosismo, difficoltà di attenzione e concentrazione)
  • apparato digestivo
  • endocrino
  • respiratorio
  • circolatorio
  • senso dell’equilibrio e del movimento e sul tono muscolare in generale

Gli ambienti di lavoro coinvolti

Nel documento Anfos vengono individuati gli ambienti di lavoro coinvolti dal rischio rumore, tra cui:

  • trasporti
  • costruzioni
  • agricoltura, pesca, selvicoltura
  • produzione industriale di alimenti e bevande
  • industria estrattiva e del legno
  • metallurgia
  • istruzione
  • call centers
  • spettacolo
  • servizi

Gli obblighi per il datore di lavoro e la valutazione del rischio rumore

Il dlgs 81/2008 (titolo VIII, capo II) pone in capo al datore di lavoro gli obblighi necessari per tutelare il lavoratore, in particolare per la prevenzione del danno uditivo.

Nel documento vengono indicate le misure di prevenzione e protezione contro l’esposizione professionale al rumore in relazione alla tipologia di attività, quali:

  • la sostituzione di macchinari e/o procedure obsolete o particolarmente rumorose
  • l’adozione di dispositivi di protezione individuale

Nei casi in cui non è possibile eliminare la fonte di rumore, il datore di lavoro è tenuto ad effettuare la valutazione del rischio per comprendere a quali rischi è realmente esposto il lavoratore ed in quale misura.

Inoltre, è riportata la tabella riassuntiva che mette in relazione:

  • il valore del rumore ponderato nelle 8h lavorative (dB(A))
  • l’attività che deve eseguire il datore di lavoro secondo la normativa

 

Rumore ponderato nelle 8h lavorative (dB(A)) Attività che deve eseguire il datore di lavoro secondo la normativa
< 80 Il datore di lavoro non deve fare nulla poiché le condizioni presenti non sono configurabili come rischio per la salute dei lavoratori
Tra 80 e 85
  • mettere a disposizione dei lavoratori dei DPI di protezione per l’udito
  • nominare un medico competente
  • attivare, su richiesta del lavoratore, la sorveglianza sanitaria, o qualora il medico competente ne ravvisi la necessità
  • attivare la formazione ed informazione del personale
Tra 85 e 87
  • fornire i DPI per la protezione dell’udito ed obbligare i lavoratori ad utilizzarli, vigilando sull’attività lavorativa
  • attivare per tutti i lavoratori esposti, la sorveglianza sanitaria ad opera del medico competente
  • I luoghi di lavoro dovranno essere segnalati, delimitati e con accesso limitato ai soli lavoratori formati ed informati
  • Si conferma l’obbligatorietà della formazione ed informazione
>87 Dovrà farsi cessare immediatamente l’esposizione dei lavoratori e dovranno essere individuate delle misure di prevenzione e protezione finalizzate all’ottenimento di un valore espositivo al di sotto del valore limite

 

Ricordiamo che la normativa richiede che la valutazione del rischio rumore venga ripetuta ogni 4 anni.

Le misure di prevenzione e protezione

In merito alle misure di prevenzione e protezione in grado di attenuare l’intensità del rumore vengono descritti:

  • i dispositivi di protezione individuale
  • l’attività di informazione e formazione ai lavoratori ed ai loro rappresentanti
  • la sorveglianza sanitaria

dispositivi

 

Clicca qui per scaricare l’opuscolo Anfos

 

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