Riforma appalti, il Senato dà l’ok alla delega

Riforma appalti: via libera definitivo dal Senato, in terza lettura, al ddl delega di riforma del codice degli appalti

Il Senato approva il testo del ddl che delega il Governo ad attuare la nuova disciplina europea in materia di appalti pubblici e concessioni, attraverso il recepimento delle direttive comunitarie e a procedere a un complessivo riordino della normativa vigente sui contratti pubblici di lavori, servizi e forniture.

Trasparenza, qualità della progettazione e semplificazione delle procedure sono i cardini della riforma, che deve essere completata entro il 18 aprile 2016.

L’obiettivo della riforma, dunque, è quello di riscrivere la normativa relativa alle gare d’appalto al fine di rendere più rapida ed efficiente la realizzazione delle opere, garantire la qualità della progettazione e coinvolgere i cittadini residenti nelle aree interessate fin dalle fasi della programmazione, in modo da evitare contenziosi e ritardi.

Il disegno di legge rappresenta lo strumento attraverso cui devono essere recepite nell’ordinamento italiano le Direttive 2014/23/Ue sui contratti di concessione, 2014/24/Ue sugli appalti pubblici e 2014/25/Ue sulle procedure d’appalto degli enti erogatori nei settori dell’acqua, dell’energia, dei trasporti e dei servizi postali. Sulla base dei principi indicati dall’Unione Europea, la legge delega getterà le basi per l’approvazione del Nuovo Codice Appalti.

Ecco alcune tra le principali novità nelle regole per lo svolgimento delle gare d’appalto:

  • i servizi di ingegneria e architettura non potranno più essere affidati basandosi solo sul criterio del prezzo o del costo, ma su quello dell’offerta economicamente più vantaggiosa
  • la fase progettuale e la qualità architettonica saranno valorizzate con l’introduzione dei concorsi di progettazione
  • le gare non potranno essere bandite solo sulla base del progetto preliminare
  • i progetti dovranno essere pubblicati online per garantire la ponderazione delle offerte

Il ricorso all’appalto integrato dovrà essere radicalmente limitato tenendo conto, in particolare, del contenuto innovativo o tecnologico delle opere da appaltare in rapporto al valore complessivo dei lavori.

Per la qualificazione delle imprese sarà fondamentale la “buona condotta” tenuta negli appalti precedenti.

Negli appalti dovrà essere garantita la sostenibilità energetica e ambientale legando il criterio di aggiudicazione ai costi del ciclo di vita dei prodotti e prevedendo un punteggio maggiore per i lavori, i beni e i servizi con un minore impatto sulla salute e sull’ambiente.

 

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