Riforma appalti

Riforma appalti, in Gazzetta il testo della delega

Riforma appalti, pubblicata in Gazzetta la legge 11/2016 contenente i 72 criteri di delega. Entro il 18 aprile il nuovo Codice Appalti

Il Governo è delegato ad adottare entro il 18 aprile 2016 un decreto legislativo per l’attuazione delle direttive europee sugli appalti pubblici; entro il 31 luglio 2016 dovrà, inoltre, adottare un decreto legislativo per il riordino complessivo della disciplina vigente in materia di contratti pubblici relativi ai lavori, che manderà in pensione il vecchio dlgs 163/2006.

Ecco alcuni dei criteri della delega a cui dovrà attenersi il Governo:

  • previsione di specifiche tecniche nei criteri di aggiudicazione di un appalto, nelle condizioni di esecuzione del medesimo, nonché nei criteri per la scelta delle tecnologie dell’informazione e della comunicazione tali da assicurare l’accessibilità anche alle persone con disabilità, conformemente agli standard europei
  • ricognizione e riordino del quadro normativo vigente al fine di conseguire una drastica riduzione e razionalizzazione del complesso delle disposizioni legislative, regolamentari e amministrative vigenti e un più elevato livello di certezza del diritto e di semplificazione dei procedimenti
  • semplificazione, armonizzazione e progressiva digitalizzazione delle procedure in materia di affidamento degli appalti pubblici, attraverso la promozione di reti e sistemi informatici, anche al fine di facilitare l’accesso delle micro, piccole e medie imprese mediante una maggiore diffusione di informazioni e un’adeguata tempistica e di soluzioni innovative
  • previsione di una specifica disciplina per i contratti segretati o che esigono particolari misure di sicurezza
  • previsione di misure volte a garantire il rispetto dei criteri di sostenibilità energetica e ambientale negli affidamenti, facendo ricorso anche al criterio di aggiudicazione basato sui costi del ciclo di vita e stabilendo un maggiore punteggio per i beni, i lavori e i servizi che presentano un minore impatto sulla salute e sull’ambiente
  • armonizzazione delle norme in materia di trasparenza, pubblicità, durata e tracciabilità delle procedure di gara, anche al fine di concorrere alla lotta alla corruzione, di evitare i conflitti d’interesse e di favorire la trasparenza nel settore degli appalti pubblici e dei contratti di concessione
  • previsione che, al fine di ridurre gli oneri documentali, i partecipanti alle gare possano utilizzare il documento di gara unico europeo (DGUE) o analogo documento per autocertificare il possesso dei requisiti
  • revisione ed efficientamento delle procedure di appalto degli accordi quadro, delle convenzioni e in genere delle procedure utilizzabili dalla società CONSIP Spa, dai soggetti aggregatori e dalle centrali di committenza, finalizzati a migliorare la qualità degli approvvigionamenti e a ridurre i costi e i tempi di espletamento delle gare promuovendo anche un sistema di reti di committenza
  • contenimento dei tempi e piena verificabilità dei flussi finanziari anche attraverso la previsione dell’obbligo per le stazioni appaltanti di pubblicare nel proprio sito internet il resoconto finanziario al termine dell’esecuzione del contratto
  • introduzione di misure volte a contenere il ricorso a variazioni progettuali in corso d’opera
  • utilizzo del criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa, seguendo un approccio costo/efficacia, quale il costo del ciclo di vita e includendo il miglior rapporto qualità/prezzo
  • regolazione espressa dei criteri, delle caratteristiche tecniche e prestazionali e delle soglie di importo entro le quali le stazioni appaltanti ricorrono al solo criterio di aggiudicazione del prezzo o del costo, inteso come criterio del prezzo piu’ basso o del massimo ribasso d’asta, nonché indicazione delle modalità di individuazione e valutazione delle offerte anomale
  • creazione presso l’Anac di un albo nazionale obbligatorio dei componenti delle commissioni giudicatrici di appalti pubblici e contratti di concessione
  • creazione, presso il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, di un albo nazionale obbligatorio dei soggetti che possono ricoprire rispettivamente i ruoli di responsabile dei lavori, di direttore dei lavori e di collaudatore negli appalti pubblici di lavori aggiudicati con la formula del contraente generale
  • revisione della disciplina di affidamento degli incarichi di collaudo a dipendenti appartenenti ai ruoli della Pubblica Amministrazione e in trattamento di quiescenza, prevedendo il divieto di affidamento dell’incarico di collaudo per appalti di lavori pubblici di importo superiore alle soglie di rilevanza comunitaria, ubicati nella regione sede dell’amministrazione di appartenenza, e disponendo un limite all’importo dei corrispettivi
  • valorizzazione della fase progettuale, promuovendo la qualità architettonica e tecnico-funzionale, anche attraverso lo strumento dei concorsi di progettazione e il progressivo uso di metodi e strumenti elettronici specifici, quali quelli di modellazione elettronica e informativa per l’edilizia e le infrastrutture, limitando radicalmente il ricorso all’appalto integrato
  • esclusione dell’affidamento dei lavori sulla base della sola progettazione di livello preliminare, nonché, con riferimento all’affidamento dei servizi di ingegneria e architettura e di tutti i servizi di natura tecnica, del ricorso al solo criterio di aggiudicazione del prezzo o del costo, inteso come criterio del prezzo più basso o del massimo ribasso d’asta
  • cancellazione degli incentivi alla progettazione per i dipendenti pubblici; le risorse saranno destinate ad attività di programmazione e controllo
  • esclusione della possibilità di affidare in base al criterio del massimo ribasso gli appalti in cui il costo della manodopera è pari ad almeno il 50% del valore del contratto

In allegato proponiamo il testo completo della legge al quale si rimanda per l’analisi di tutti i criteri di delega al Governo.

 

Clicca qui per scaricare la legge 11/2016 (delega riforma appalti)

 


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  1. […] 2016, con un giorno di ritardo rispetto alla data ultima imposta Direttiva 24/2014/UE e dalla legge delega, che prevedeva appunto l’entrata in vigore entro il 18 aprile […]

  2. […] che la legge delega ha previsto entro il 28 aprile l’approvazione di un decreto legislativo con cui il Governo […]

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