Ecco i fondi per la nuova Sabatini: dal 9 febbraio l’invio delle domande

La legge di Bilancio 2019 rifinanzia la nuova Sabatini con 480 milioni di euro fino al 2024. Cos’è, come funziona, requisiti e domanda di accesso

Dal 7 febbraio le imprese potranno presentare le domande per accedere agli incentivi previsti dalla nuova Sabatini, l’agevolazione messa a disposizione dal Mise al fine di facilitare l’accesso al credito delle imprese per acquistare (anche in leasing) macchinari, attrezzature, impianti, beni strumentali ad uso produttivo e hardware, software e tecnologie digitali.

Questo è quanto comunicato il 29 gennaio dal Ministero dello Sviluppo Economico; ed inoltre:

La “Nuova Sabatini”, introdotta nel 2013 , è stata in questi anni un importante strumento agevolativo per l’ammodernamento e la crescita del sistema produttivo italiano. Finora sono state oltre 63 mila le domande presentate dalle piccole e medie imprese, per un ammontare di contributo concesso superiore a un miliardo di euro.

L’enorme successo avuto dalla misura nel mondo imprenditoriale ha quindi determinato la riapertura dello sportello della misura sino all’esaurimento delle nuove risorse.

Nuova Sabatini e legge di Bilancio 2019

Al fine di favorire i processi di trasformazione tecnologica e digitale, la legge di Bilancio 2019 ha confermato ed introdotto una serie di misure: tra cui l’aumento dei fondi per la nuova Sabatini, che aveva chiuso lo sportello il 4 dicembre scorso a causa dell’esaurimento delle risorse disponibili.

In base alla nuova Manovra, la misura sarà integrata con complessivi 480 milioni di euro di cui:

  • 48 milioni di euro per l’anno 2019
  • 96 milioni di euro per ciascuno degli anni dal 2020 al 2023
  • 48 milioni per l’anno 2024

Tipologia del contributo

L’agevolazione prevista dalla nuova Sabatini consiste nella concessione di finanziamenti alle micro, piccole e medie imprese da parte di banche e intermediari finanziari, aderenti alla convenzione tra il Ministero dello sviluppo economico, l’Associazione Bancaria Italiana e Cassa depositi e prestiti S.p.A (Addendum), allo scopo di sostenere gli investimenti previsti dalla misura, nonché di un contributo da parte del Mise rapportato agli interessi sui detti finanziamenti.

L’investimento può essere interamente coperto dal finanziamento bancario (o leasing), finanziamento assistito dalla garanzia del “Fondo di garanzia per le piccole e medie imprese” fino all’80% dell’ammontare del finanziamento stesso, a condizione che sia:

  • di durata non superiore a 5 anni
  • di importo compreso tra 20.000 euro e 2 milioni di euro
  • interamente utilizzato per coprire gli investimenti ammissibili

Il contributo del Mise è un contributo “in conto interessi” il cui ammontare è determinato in misura pari al valore degli interessi calcolati, in via convenzionale, su un finanziamento della durata di 5 anni e di importo uguale all’investimento, ad un tasso d’interesse annuo pari al:

  • 2,75% per gli investimenti ordinari
  • 3,575% per gli investimenti in tecnologie digitali e in sistemi di tracciamento e pesatura dei rifiuti (investimenti in tecnologie cd. Industria 4.0)

Per la concessione del contributo, le imprese interessate, unitamente alla richiesta di finanziamento (che può coprire fino al 10% degli investimenti) devono presentare alla banca o all’intermediario finanziario la domanda di accesso al contributo.

Beni agevolabili

Gli investimenti che possono beneficiare dell’agevolazione sono:

  • investimenti ordinari
  • investimenti in tecnologie digitali (con un contributo maggiorato del 30%), compresi:
    • big data
    • cloud computing
    • banda ultralarga
    • cybersecurity
    • robotica avanzata e meccatronica
    • realtà aumentata
    • manifattura 4D
    • Radio frequency identification
  • sistemi di tracciamento e pesatura dei rifiuti

I beni materiali e immateriali rientranti tra gli investimenti in tecnologie digitali (che possono beneficiare del contributo maggiorato del 30%), sono individuati all’interno degli allegati 6/A e 6/B alla circolare 15 febbraio 2016 n. 14036 e s.s.mm.ii.

Requisti

I requisiti che gli investimenti devono soddisfare per aver accesso all’agevolazione sono:

  • autonomia funzionale dei beni, non essendo ammesso il finanziamento di componenti o parti di macchinari che non soddisfano tale requisito
  • correlazione dei beni oggetto dell’agevolazione all’attività produttiva svolta dall’impresa

Imprese beneficiarie

Possono beneficiare dell’agevolazione le micro, piccole e medie imprese (PMI) che alla data di presentazione della domanda:

  • sono regolarmente costituite e iscritte nel Registro delle imprese o nel Registro delle imprese di pesca
  • sono nel pieno e libero esercizio dei propri diritti, non sono in liquidazione volontaria o sottoposte a procedure concorsuali
  • non rientrano tra i soggetti che hanno ricevuto e, successivamente, non rimborsato o depositato in un conto bloccato, gli aiuti considerati illegali o incompatibili dalla Commissione Europea
  • non si trovano in condizioni tali da risultare imprese in difficoltà
  • hanno sede in uno Stato Membro purché provvedano all’apertura di una sede operativa in Italia entro il termine previsto per l’ultimazione dell’investimento

I contributi, in relazione ai finanziamenti bancari per l’acquisto in leasing di nuovi macchinari, impianti e attrezzature da parte di piccole e medie imprese, di cui all’art. 2, comma 4, del dl 69/2013, sono concessi secondo le modalità fissate nel decreto interministeriale 25 gennaio 2016, in allegato.

 

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Clicca qui per scaricare il decreto interministeriale 25 gennaio 2016

 

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