Regolamento Edilizio Tipo: e se il Comune non lo ha ancora recepito?

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Il Tar Puglia chiarisce la posizione di tutti quei comuni che ancora non si sono adeguati al Regolamento Edilizio Tipo (RET)

La sentenza n. 58/2020 del Tar Puglia fa chiarezza sul caso di assenza, da parte dei Comuni, dell’atto di recepimento del Regolamento Edilizio Tipo (RET) adottato dalla Regione.

Cosa è il Regolamento Edilizio Tipo

Il Regolamento Edilizio Tipo (RET) è scaturito dall’intesa tra Stato, Regioni e Comuni il 20 ottobre 2016, nel perseguimento della semplificazione e unificazione delle procedure nell’ambito dell’edilizia.

Con esso sono state messe appunto 42 definizioni standardizzate alle quali i singoli Comuni sono tenuti ad adattarsi ma con un margine di elasticità consentito in favore delle peculiarità locali (per maggiori approfondimenti sul RET leggi anche questo articolo di Biblus-net).

Attualmente sono 14 le Regioni che hanno aderito al RET: Campania; Basilicata; Calabria; Puglia; Abruzzo; Molise; Lazio; Emilia Romagna; Marche; Toscana; Piemonte; Liguria; Lombardia; Veneto.

Il caso

In un Comune della Puglia una società effettuava, presentando una SCIA, un intervento straordinario di demolizione/ricostruzione di un fabbricato residenziale con applicazione del bonus volumetrico previsto dal piano casa (art. 4 L.R. 14/2009 e s.m.i ).

Il Comune gli annullava la SCIA e gli intimava la sospensione dei lavori sostenendo che il calcolo dei volumi consentiti era stato operato non seguendo quanto previsto dal regolamento edilizio comunale vigente.

La S.r.l. ricorreva al Tar rimarcando di aver eseguito il calcolo dei volumi correttamente secondo le definizioni n. 46 (Volume edificabile Ve)  e n. 15 (Superficie accessoria SA) del Regolamento Edilizio Tipo regionale al quale il Comune non si era ancora allineato.

Il RET infatti vede scorporate dalla volumetria edificabile consentita le volumetrie derivate dalle superfici accessorie, contrariamente al regolamento edilizio vigente di quel Comune che invece le includeva nel calcolo.

La sentenza del Tar Puglia

Per quanto riguarda il RET i Giudici sottolineano come:

Il Comune, nelle sue prospettazioni difensive, sembra volersi trincerare dietro la nota prot. n. 16329 del 17/4/2019 della Regione Puglia che, tuttavia, in nessun punto, afferma che nell’ipotesi in cui il Comune non abbia ancora adottato un atto di recepimento del RET regionale, debba trovare applicazione la precedente disciplina comunale […]

La suddetta nota della Regione Puglia infatti specifica “che i Comuni, in sede di recepimento del RET, hanno il potere di individuare le superfici suscettibili di esclusione o meno dal calcolo della volumetria a fini edificabili” ma questo, secondo il Tar, non è certamente il caso in cui veniva a trovarsi il Comune oggetto di contestazione.

Ad avvalorare maggiormente la posizione della Regione è la circostanza, secondo il Tar, per cui:

Il Comune non prende posizione alcuna in ordine al recente parere della Regione Puglia del 4.3.2019, nel quale alla domanda “quale metodologia di calcolo della volumetria deve essere utilizzata?”[…]  così si dà risposta: ” Quella riveniente dall’applicazione delle definizioni uniformi del RET,  fino a quando l’Amministrazione comunale non avrà adottato il nuovo RET.

Oltretutto, essendo già stato fissato in Puglia il termine perentorio del 31/12/2017 (dalla LR n. 11/2017) per l’adeguamento dei regolamenti comunali al RET, la Regione disponeva entro il 1 gennaio 2018 l’applicazione delle definizioni uniformi del RET per quei comuni che ancora non si fossero adeguati dopo tale data.

I Giudici quini accolgono il ricorso, dando torto al Comune, concludendo che:

Qualora, per ipotesi, si volesse seguire la tesi del Comune si legittimerebbe un potere sine die in capo al Comune che, protraendo la sua inerzia, potrebbe in sostanza decidere di non fare mai entrare in vigore il RET, così realizzando un risultato contrario all’intento perseguito dall’art. 4 comma 1 – sexties, del DPR n. 380/2001, posto alla base dell’introduzione del Regolamento edilizio-tipo, vale a dire quello di uniformare a livello nazionale le discipline locali edilizie.

 

praticus-ta

Clicca qui per scaricare la sentenza del Tar Puglia

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