Il regime forfettario è precluso al dipendente che diventa collaboratore

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Le Entrate ribadiscono che non è possibile accedere al regime forfettario nel caso di un artificioso passaggio da lavoro dipendente a collaborazione con partita IVA

Con la risposta all’interpello n.108/2020 l’Agenzia delle Entrate ribadisce che non si può avere accesso al regime forfettario nel caso in cui, nei due precedenti periodi d’imposta, il lavoratore abbia avuto con il medesimo datore di lavoro, prima un rapporto di lavoro dipendente e poi una collaborazione con partita IVA.

Il professionista che oggi ha una partita IVA non potrà fruire del regime forfetario se il suo fatturato risulta conseguito dal medesimo datore di lavoro con il quale erano intercorsi rapporti di lavoro dipendente.

L’interpello alle Entrate

L’istante è un ingegnere che ha lavorato come dipendente di una società fino ad agosto 2017.

Dal settembre 2017 ha chiuso il rapporto da dipendente poiché nel frattempo era diventato titolare di un contratto a tempo indeterminato come insegnante.

Per poter continuare a lavorare come tecnico è quindi diventato titolare di partita IVA dal 5 settembre 2017.

Nel frattempo la società, di cui era dipendente, tra il 2017 e il 2018  è stata interessata da una serie di operazioni straordinarie (prima una trasformazione societaria in s.r.l. avvenuta nel novembre 2017 e poi una serie di altre operazioni) e, pur mantenendo inalterato il proprio codice fiscale e la propria partita IVA, è stata ridenominata con una compagine sociale e un consiglio di amministrazione diversi.

L’ingegnere dal 2017 al 2019 ha continuato a lavorare, come collaboratore con partita IVA, sia con la vecchia, sia con la nuova società avvalendosi prima del regime IVA semplificato e poi del regime forfetario.

Il dubbio sollevato dall’istante riguarda l’applicabilità della causa ostativa prevista dalla legge n. 190/2014 (modificata dalla legge di bilancio 2019) a norma della quale non possono fruire del regime forfetario le persone fisiche la cui attività sia esercitata prevalentemente nei confronti di datori di lavoro con i quali sono in corso rapporti di lavoro o erano intercorsi rapporti di lavoro nei due precedenti periodi d’imposta.

La risposta delle Entrate

Le Entrate ricordano che la legge di bilancio 2019 ha modificato, con portata estensiva, l’ambito di applicazione del regime forfetario e ne ha riformulato alcune delle cause ostative all’applicazione.

In particolare la lettera d-bis) del comma 57, prevede che non possono applicare il regime forfetario le persone fisiche la cui attività sia esercitata prevalentemente nei confronti di datori di lavoro con i quali sono in corso rapporti di lavoro o erano intercorsi rapporti di lavoro nei due precedenti periodi d’imposta.

La circolare n. 9/E del 10 aprile 2019 ha chiarito che tale nuova causa ostativa  risponde alla ratio di evitare artificiose trasformazioni di attività di lavoro dipendente in attività di lavoro autonomo, prevedendo a tal fine un periodo di sorveglianza.

Nel caso specifico tra il 2017 ed il 2019 il datore di lavoro non può ritenersi cambiato, l’istante rientra quindi nella suddetta causa ostativa e non potrà avere l’accesso al regime forfettario.

 

Clicca qui per scaricare l’interpello AE n. 108/2020

 

compensus

 

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