Regime forfettario 2019, tutte le novità per i professionisti!

Regime forfettario 2019: innalzata a 65.000 euro la soglia limite di ricavi/compensi con imposta sostitutiva unica al 15%. Novità, requisiti, condizioni e vantaggi

La legge di Bilancio 2019 prevede importanti novità in merito all’estensione del regime dei minimi; a partire dal 1° gennaio scorso sono, infatti, entrate in vigore le novità introdotte al regime forfettario circa i nuovi requisiti di acceso e permanenza nel regime forfettario e abolizione di alcuni limiti.

In particolare, il provvedimento estende il regime forfettario, con imposta sostitutiva unica agevolata al 15%, a tutte le attività d’impresa e professionali che hanno conseguito nell’anno precedente ricavi/compensi, fino a un massimo di 65.000 euro (rispetto ai precedenti 30.000 euro).

Vengono, infatti, apportate modifiche all’art. 1 della legge 190/2014 che introduce il regime forfetario, un particolare regime fiscale attraverso il quale si può usufruire di una partita Iva agevolata; ai precedenti commi 54 e 55 sono sostituiti dai commi 9–11, art. 1, della legge 145/2018.

Le modifiche previste alla legge hanno come obiettivo quello di evitare:

  • frazionamenti delle attività d’impresa o di lavoro autonomo
  • trasformazioni di attività di lavoro dipendente in attività di lavoro autonomo

Non risulteranno, invece, modificati i coefficienti di redditività da applicare all’ammontare dei ricavi o compensi per la determinazione del reddito imponibile.

Requisiti

Per quanto riguarda i requisiti di accesso al regime forfettario, dal 1° gennaio 2019 possono accedere a questo regime fiscale agevolato tutte le persone fisiche esercenti attività d’impresa, arte o professione, che nell’arco dell’anno solare precedente:

  • hanno conseguito ricavi o compensi (ragguagliati ad anno) non superiori a 65.000 euro
  • non hanno partecipazioni a società di persone, associazioni o imprese familiari
  • non hanno il controllo di Srl o associazioni in partecipazione che esercitano attività direttamente o indirettamente connesse con quelle svolte dal soggetto titolare del regime forfettario

E’ stato anche chiarito che il regime forfetario cessa a partire dall’anno successivo a quello in cui viene meno il requisito dei 65.000 euro.

Inoltre, ai fini della verifica dell’unico requisito ora necessario (limite dei ricavi/compensi), il riferimento ai soppressi studi di settore è stato trasferito agli indici sintetici di affidabilità fiscale (Isa), che ne hanno preso il posto dal periodo d’imposta 2018.

Sempre in base alla nuova legge di Bilancio, sono stati aboliti i limiti differenziati in base al codice AtecoO: tutti i settori saranno indistintamente beneficiari del regime forfetario. In caso di esercizio contemporaneo di più attività contraddistinte da differenti codici Ateco, si considera il limite più elevato dei ricavi/compensi relativi alle diverse attività esercitate.

Tra i requisiti per l’accesso al regime forfettario dal 2019, vengono invece eliminati i seguenti requisiti:

  • il limite di 5.000 euro relativo alle spese per lavoro accessorio, lavoro dipendente e per compensi erogati a collaboratori, anche assunti per esecuzione di progetti
  • il limite di 30.000 euro relativo al reddito da lavoro dipendente percepito
  • il limite di 20.000 euro relativo al costo per beni strumentali

Clausole di esclusione

Non possono, invece, accedere al regime forfettario i soggetti che:

  • hanno una contemporanea partecipazione a società di persone, associazioni, imprese familiari o società a responsabilità limitata che svolgono attività riconducibili a quelle del soggetto che applica il forfettario
  • esercitano un’attività prevalentemente nei confronti di datori con i quali sono in corso rapporti di lavoro nei 2 periodi d’imposta precedenti (ovvero nei confronti di persone comunque riconducibili agli stessi datori di lavoro)
  • non risiedono in Italia (a meno che non provengano da un paese membro dell’UE o appartenente allo spazio economico europeo e producano almeno il 75 per cento del loro reddito complessivo nel territorio nazionale)
  • in via esclusiva o prevalente effettuano cessioni di fabbricato (o porzioni di esso), di terreni edificabili e di mezzi di trasporto nuovi

Tassazione

Vediamo ora il meccanismo di tassazione da applicare su ricavi e compensi per i soggetti fiscali che applicano il forfettario:

  • le partite Iva con un fatturato fino a 65.000 euro sono soggette al 15%
  • con reddito annuo tra i 65.000 e i 100.000 euro, dal 2020, la tassazione sale al 20% (regime super-forfettario)
  • per le start up la tassazione prevista è del 5% per i primi 5 anni di attività (questo ulteriore sconto di imposta non ci sarà per chi ha avuto una partita Iva nei 3 anni precedenti)

Regime super-forfettario

La legge di Bilancio 2019 (art. 1, commi 17-22) prevede, inoltre, agevolazioni anche per redditi fino a 100.000 euro, con l’introduzione di un livello intermedio di agevolazioni per coloro i quali non rientrano nel regime forfetario.

A partire dal 1° gennaio 2020, per i professionisti e gli imprenditori individuali che nell’anno precedente hanno superato il limite di 65.000 euro, ma che rientrino nella soglia di 100.000 euro per quanto concerne ricavi o compensi relativi al periodo d’imposta precedente a quello per il quale si presenterà la dichiarazione, sarà possibile applicare un’imposta sostitutiva dell’Ires e dell’Irap avente un’aliquota pari al 20%.

Come si calcola

Per calcolare il reddito imponibile in regime forfettario è necessario applicare al volume complessivo dei ricavi e compensi percepiti il coefficiente di redditività relativo al proprio codice attività (ATECO), differente per le diverse tipologie di attività: per le attività professionali, scientifiche, tecniche, sanitarie di istruzione, servizi finanziari e assicurativi è pari al 78%.

Da tale calcolo vanno sottratti i contributi previdenziali obbligatori; alla base imponibile così calcolata va applicata l’imposta sostitutiva al 15%.

Vantaggi

Tale regime presenta, indubbiamente, dei vantaggi anche in merito agli adempimenti, che sono fortemente semplificati; è previsto, infatti, l’esonero da:

  • comunicazioni per lo spesometro
  • fatturazione elettronica
  • black list
  • dichiarazioni d’intento

 

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Clicca qui per scaricare il testo della legge di Bilancio 2019

 

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