Realizzazione di un soppalco con cambio di destinazione d’uso: restauro o ristrutturazione edilizia?

Realizzazione di un soppalco in un capannone: il Tar Campania chiarisce che è necessario il permesso di costruire in caso di creazione di ulteriore superficie utile

Un imprenditore realizzava all’interno del proprio capannone un soppalco, avente le seguenti caratteristiche:

  • struttura portante, sia orizzontale che verticale, in ferro
  • dimensioni di circa m 10,20 x m 4,80
  • 2 livelli, sfruttando l’altezza interna del fabbricato, così suddivisi:
    1. piano terra (altezza interna di circa mt. 2,70), suddiviso in 4 locali adibiti allo stoccaggio dei materiali di torrefazione caffè disimpegnati tra loro a mezzo di corridoio
    2. piano ammezzato (raggiungibile attraverso una scala anch’essa in ferro), adibito ad uffici

La realizzazione del soppalco aveva determinato un cambio di destinazione urbanistica: da locale deposito a laboratorio di trasformazione di materie prime (torrefazione del caffè), riconducibile nella destinazione artigianale.

Il Comune, a seguito di un’ispezione, accertava la presenza delle suddette opere non autorizzate e ne ordinava la demolizione.

Contro tale decisione l’imprenditore presentava ricorso al Tar Campania.

Sentenza Tar Campania

Il Tar Campania, con sentenza n. 4629/2017, si esprime sul ricorso presentato dal proprietario del capannone.

Il ricorrente deduce l’illegittimità del provvedimento sanzionatorio giacché, a suo avviso, si verserebbe nell’ipotesi di opere eseguibili previa DIA, trattandosi di un mutamento di destinazione d’uso che non avrebbe comportato nessuna trasformazione dell’aspetto esteriore dell’immobile, ma semplicemente una diversa distribuzione interna degli spazi al fine di ricavare l’area per la tostatura del caffè.

Il Collegio osserva che la realizzazione del soppalco può rientrare nel concetto di restauro o risanamento conservativo quando per le sue limitate caratteristiche di estensione e per le modeste dimensioni sia tale da escludere la possibilità di creare un ambiente abitativo e, quindi, di incrementare le superfici o il carico urbanistico.

Ad esempio, la costruzione di un soppalco di modeste dimensioni ad uso deposito o ripostiglio, all’interno di un locale per ottenere la duplice utilizzazione di un vano, è di regola un’opera che, non comportando aumento di volume né aumento della superficie utile né modifica della destinazione d’uso dell’immobile, non è riconducibile alla categoria della ristrutturazione edilizia, ricorrendo in tale ipotesi una fattispecie di restauro e risanamento conservativo in quanto si rivela rispettoso delle caratteristiche tipologiche, formali e strutturali dell’edificio e non comporta una destinazione d’uso con esse incompatibile.

Nel caso in esame, invece, si è in presenza di una chiara creazione di ulteriore superficie utile e della realizzazione di un cambio di destinazione d’uso (da deposito a artigianale).

Secondo il Giudice per l’esecuzione dei predetti interventi è sicuramente necessario il previo rilascio del permesso di costruire, trattandosi di opere idonee a incidere sulle superfici e sulla categoria edilizia dell’immobile.

Pertanto il tribunale amministrativo rigetta il ricorso presentato dall’imprenditore, confermando la demolizione del soppalco.

 

Clicca qui per scaricare la sentenza del Tar Campania n. 4629/2017

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