Ravvedimento Imu e Tasi 2017, ecco come rimediare agli errori!

Ravvedimento Imu e Tasi 2017, cos’è e come funziona: sanzioni ridotte ed interessi di mora. Ecco un esempio pratico per il calcolo del ravvedimento

È tempo di ravvedimento!

Alla scadenza del termine per il versamento dell’acconto e del saldo di Imu e Tasi, riferite all’anno d’imposta 2017 (rispettivamente il 16 giugno e il 18 dicembre), spesso e proprio in occasione del saldo, il contribuente si accorge di aver omesso il versamento o di aver versato un importo inferiore a quanto dovuto.

In caso di omesso o tardivo pagamento di Imu e Tasi 2017 è possibile regolarizzare spontaneamente la propria posizione ricorrendo al ravvedimento operoso di cui all’art. 13 dlgs 472/1997 e mettersi così in regola con il Fisco.

Il ravvedimento operoso

Ricorrere al ravvedimento significa poter beneficiare dell’applicazione di sanzioni notevolmente ridotte rispetto a quelle piene previste dall’art. 13 dlgs 471/1997.

È possibile, infatti, pagare una sanzione ridotta rispetto a quella altrimenti prevista in caso di accertamento formale o automatizzato, solitamente pari al 30% del tributo + interessi di mora.

Con il ravvedimento, invece, si paga contestualmente tributo omesso + sanzione ridotta + interessi di mora, con percentuale variabile a seconda del numero dei giorni di ritardato versamento, e gli interessati di mora.

Sanzioni per ravvedimento

Il contribuente che non ha versato tutto o in parte l’importo dovuto a titolo di saldo Imu e Tasi entro il 18 dicembre 2017, ha la possibilità di regolarizzare la propria posizione versando, oltre all’importo omesso, le seguenti sanzioni:

  • 0,1% per ogni giorno di ritardo se la regolarizzazione avviene entro i primi 14 giorni
  • 1,5% dal 15° al 30° giorno
  • 1,67% oltre il 30° giorno ma comunque entro il 90° giorno
  • 3,75% oltre il 90° giorno ma comunque entro 1 anno (18 dicembre 2018)

Interessi di mora

In caso di ravvedimento, oltre a dover versare l’importo omesso e la sanzione ridotta, è necessario versare gli interessi al tasso annuo legale per ciascun giorno di ritardo.

Gli interessi di mora per il ravvedimento operoso sono stabiliti, ogni anno, da un apposito decreto del Mef (Ministero dell’Economia e delle Finanze).

Per il 2017 gli interessi di mora in base al tasso ufficiale BCE è dello 0,1%, rendendo così il ravvedimento ancora più vantaggioso.

Gli interessi che il contribuente deve calcolare per avvalersi del ravvedimento sono così determinati:

  • tributo omesso x tasso legale vigente x numero dei giorni di ritardo / 36.500

Ricordiamo che il tasso degli interessi legali per il 2018 passa dall’attuale 0,1% allo 0,3%(dm 13 dicembre 2017).

Pertanto, nel calcolo degli interessi legali per il ravvedimento Imu e Tasi, occorrerà tenere presente 2 diversi tassi di riferimento, ossia:

  • lo 0,1% fino al 31 dicembre 2017
  • lo 0,3% a partire dal 1° gennaio 2018

Scadenze ravvedimento

Il 18 dicembre 2018 è la scadenza per il ravvedimento saldo Imu e Tasi 2017 (scadenza ordinaria 18 dicembre 2017).

Il 30 giugno 2018 è la scadenza per il ravvedimento acconto Imu e Tasi 2017 (scadenza ordinaria 16 giugno 2017).

Esempio di ravvedimento del saldo

Un contribuente non avendo versato il saldo Imu e Tasi entro il 18 dicembre 2017, decide di ricorrere al ravvedimento entro il 30 dicembre 2017 (con 12 giorni di ritardo).

L’importo è di 400 euro per l’Imu e 220 euro per la Tasi.

Calcolo ravvedimento:<

  • sanzione Imu: 400 x (0,1% x 12 giorni) = 400 x 1,2% = 4,80 euro
  • interessi Imu: [(400,00 x 0,1) /36500] x 12 giorni di ritardo = 0,013 euro

Totale ravvedimento Imu: 404,81 euro

  • sanzione Tasi:  220 x (0,1% x 12 giorni) = 400 x 1,2% = 2,64 euro
  • interessi Tasi: [(220,00 x 0,1) / 36500] x 12 giorni di ritardo = 0,007 euro

Totale ravvedimento Tasi: 222,65 euro

 

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