Rating d’impresa: dall’Anac proposte di correttivi al nuovo Codice appalti

Rating d’impresa: pubblicato dall’Anac un atto di segnalazione con la proposta di alcune correzioni al nuovo Codice appalti

Con l’atto di segnalazione n. 2/2017 del primo febbraio 2017, l’Anac ha inoltrato alcune proposte di correttivi al nuovo Codice appalti, al fine di consentire l’effettiva implementazione dell’istituto del sistema di rating d’impresa.

Lo scopo del rating d’impresa è valutare, promuovere, valorizzare la performance contrattuale degli operatori economici e la correttezza in fase di esecuzione, in modo da prevenire il rischio di cattiva esecuzione.

L’art. 83 comma 10 del dlgs 50/2016 prevede che l’Anac gestisca il sistema del rating di impresa e delle relative penalità e premialità. Grazie a tale sistema l’Anac definisce i requisiti reputazionali e i criteri per la valutazione delle imprese, sulla base di indici qualitativi, quantitativi, oggettivi e misurabili.

I requisiti reputazionali alla base del rating di impresa tengono conto dei seguenti fattori:

  • rating di legalità
  • precedenti comportamentali dell’impresa:
    • rispetto dei tempi
    • costi nell’esecuzione dei contratti
    • incidenza del contenzioso sia in sede di partecipazione alle procedure di gara che in fase di esecuzione del contratto
  • regolarità contributiva, compresi i versamenti alle Casse edili, valutata con riferimento ai 3 anni precedenti

Rating d’impresa: le osservazioni dell’Anac

Secondo l’Anac bisogna rivedere il testo dell’art. 83 comma 10 e, nel contempo, introdurre una norma speculare a quella contenuta nell’art. 84 comma 4, relativamente ai servizi e alle forniture, al fine di tener conto del rating di impresa anche nella qualificazione in gara.

Altra limitazione del rating di impresa è la possibilità di esclusione di una cospicua quota di mercato, quella al di sotto della soglia di operatività del sistema di qualificazione dei lavori mediante le SOA (contratti di importo inferiori a 150.00 euro).

Si consiglia, inoltre, di far propendere l’utilizzo del rating di impresa, costruito su base volontaria, riferito espressamente ai tre settori (lavori, servizi e forniture), in sede di offerta economicamente più vantaggiosa secondo il miglior rapporto qualità/prezzo, includendolo tra gli elementi già menzionati dall’art. 95, co. 13, del Codice, in luogo del rating di legalità.

Necessita un correttivo anche il coordinamento dei due diversi istituti (rating di impresa e rating di legalità).

Un’altra criticità riguarda gli indicatori che misurano la qualità della performance contrattuale mediante indici “qualitativi e quantitativi, oggettivi e misurabili” tali da esprimere la capacità strutturale dell’operatore economico e la sua affidabilità. Gli indicatori dovrebbero:

  • operare in maniera automatica, così da evitare spazi di discrezionalità e il connesso rischio di aumento del contenzioso
  • non essere già utilizzati ad altri fini (di qualificazione/esclusione, di aggiudicazione, ovvero per la costruzione del rating di legalità).

Inoltre, non è chiaro il riferimento al potere sanzionatorio dell’Anac nei casi di omessa o tardiva denuncia obbligatoria delle richieste estorsive e corruttive da parte delle imprese titolari di contratti pubblici, comprese le imprese subappaltatrici e le imprese fornitrici di materiali, opere e servizi.

Rating d’impresa: le proposte di correzione dell’Anac

Tenendo conto della necessità di rispettare il divieto di gold plating (imposizione di costi non necessari), l’Anac ritiene che l’attuale quadro normativo non consente la costruzione di un sistema di rating d’impresa di semplice e certa applicazione.

In definitiva il sistema di rating d’impresa dovrebbe avere le seguenti caratteristiche:

  • di collegamento alla qualificazione, per un più opportuno suo inserimento tra gli elementi di valutazione dell’offerta qualitativa
  • di strutturazione basata su elementi che non comportino un aggravio di oneri amministrativi e burocratici al sistema nel suo complesso (imprese, amministrazioni e Autorità)
  • necessità di coordinamento con il diverso istituto del rating di legalità, che presenta precisi limiti soggettivi ed oggettivi di applicazione

 

Clicca qui per scaricare l’atto di segnalazione Anac n. 2/2017

 

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