Rapporto immobiliare residenziale OMI: in crescita il mercato degli immobili

Rapporto immobiliare residenziale OMI, in crescita il mercato degli immobili. Ecco tutte le curiosità e le statistiche registrate nel 2015 sugli immobili compravenduti

Gli italiani tornano a mostrare fiducia nei riguardi del mattone.

L’Agenzia delle Entrate ha presentato il “Rapporto immobiliare residenziale 2016“, lo studio realizzato dall’ OMI (Osservatorio del Mercato Immobiliare) in collaborazione con Abi (Associazione Bancaria Italiana), che analizza l’evoluzione delle compravendite del settore residenziale e che quest’anno si arricchisce anche di una parte dedicata alle locazioni.

Secondo i dati forniti dal rapporto immobiliare residenziale, il mercato delle abitazioni registra nuovi importanti segni di crescita: dopo il +3,5% presentato nel 2014, nel 2015 accelera la ripresa segnando un incremento del 6,5% rispetto all’anno precedente, per un totale di circa 449.000 unità compravendute.

Aumenta anche il ricorso ai mutui per l’acquisto della casa, grazie al calo dei tassi di interesse (oggi ai minimi storici) e anche al trend positivo dell’indice di affordability, che misura la possibilità di accesso delle famiglie italiane all’acquisto di un’abitazione (a fine 2015 si registra un incremento del 2,1%).

La crescita del mercato delle abitazioni

Dopo la lunga e ripida discesa, osservata a partire dal 2007, nel 2015 il mercato delle abitazioni è tornato a crescere in maniera convincente (+6,5%), confermando e superando il dato positivo dell’anno precedente.

Segno positivo anche per il mercato delle pertinenze, con gli scambi di magazzini che segnano un aumento del 3,8% e del 4,5% per gli scambi di box e posti auto.

Nel 2015 la superficie media per unità abitativa compravenduta è stata di circa 106 metri quadri, in crescita del 7,4% rispetto al 2014, leggermente più alta nei comuni non capoluogo (110 mq) rispetto a quelli capoluogo (99 mq).

Il valore di scambio delle abitazioni è cresciuto dai 72,1 miliardi di euro registrati nel 2014 ai 76 miliardi del 2015, in aumento del 5,4%.

La classifica delle regioni

L’analisi dell’andamento delle compravendite nelle regioni italiane mostra una ripresa generalizzata. Al primo posto la Lombardia con +9%, che da sola rappresenta circa un quinto dell’intero mercato nazionale. Ecco i tassi di crescita della altre regioni rispetto al 2014:

  • Veneto: +12,1%
  • Toscana: +12,1%
  • Friuli Venezia Giulia: +10,8%
  • Basilicata: +10,2%
  • Sardegna: +8%
  • Abruzzo: +7,2%
  • Emilia-Romagna: +6,8%
  • Marche: +6,6%
  • Piemonte: +4,9%
  • Campania: +5,6%
  • Sicilia: +4,8%
  • Umbria: +3,9%
  • Puglia: +3,3%
  • Liguria: +2,9%
  • Lazio: +2,2%

Stabile la Calabria, mentre mostrano un tasso negativo la Valle d’Aosta (-1%) e il Molise (-5,4%).

I mutui

Gli acquisti di abitazioni tramite mutuo ipotecario ammontano a 193.350 unità, che aumentano di quasi il 20% rispetto all’anno precedente.

Il capitale complessivo erogato cresce del 19,4%, passando dai 19,3 miliardi di euro del 2014 ai 23 miliardi del 2015. L’area che detiene la maggior quota del capitale è il nord-ovest (37%) seguita dal centro (25%), mentre le isole registrano la minor quota (6%).

Stabili il capitale medio erogato, pari a 119.000 euro, e la durata media del mutuo (22,5 anni), mentre continua il calo del tasso d’interesse, che nel 2015 perde ancora 0,65 punti percentuali.

Diminuisce la rata mensile media, che passa da 631 euro del 2014 ai 592 euro del 2015.

Gli affitti

Nel 2015 la superficie media dell’abitazione locata è stata pari a circa 92 m² e il canone annuo medio pari a 60,6 €/m², in calo del 2,3% rispetto al 2014.

Complessivamente, le abitazioni oggetto di nuovo contratto di locazione nel 2015 sono state circa il 6% dello stock potenzialmente disponibile, a cui corrispondono quasi 4,6 miliardi di euro di canone annuo complessivo.

L’indice di affordability

L’indice di affordability, elaborato dall’Ufficio Studi Abi secondo le prassi metodologiche di matrice anglosassone, sintetizza l’analisi dei vari fattori che influenzano la possibilità per le famiglie di comprare casa indebitandosi e ne descrive l’andamento:

  • reddito disponibile
  • prezzi delle case
  • tassi di interesse sui mutui
  • etc.

Nel 2015 l’indice continua nel suo trend positivo, registrando un significativo miglioramento che nel secondo semestre dell’anno lo porta a stabilire il nuovo massimo storico.

In quest’ultimo anno la dinamica positiva è principalmente dovuta ad una forte riduzione del costo dei mutui (che spiega l’80% del miglioramento intervenuto), mentre continua ad essere positivo anche il contributo dovuto al miglioramento del prezzo relativo delle case rispetto al reddito disponibile.

In miglioramento anche gli aspetti distributivi: nel secondo semestre del 2015, la quota di famiglie che dispone di un reddito sufficiente a coprire almeno il 30% del costo annuo del mutuo per l’acquisto di una casa è pari al 69%, nuovo massimo storico, superiore del 7% rispetto al 2004.

 

Clicca qui per scaricare il Rapporto immobiliare residenziale 2016

 


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