Come misurare la qualità dell’aria interna

Qualità dell’aria interna,  gli agenti inquinanti indoor e i loro effetti sulla salute. Il gas radon e le specifiche misure di sicurezza

Continuiamo a parlare di sostenibilità nel settore delle costruzioni.

Al fine di valutare gli aspetti principali della sostenibilità legata al “sistema edificio” sono stati individuati i seguenti macro-indicatori relativi al livello di benessere interno, ovvero elementi che tengono conto dei vari aspetti legati al benessere percepito dagli occupanti all’interno del sistema edificio:

In questo articolo trattiamo la qualità dell’aria come elemento di valutazione del comfort ambientale indoor.

Qualità dell’aria interna

Con il termine qualità dell’aria interna (IAQ) si intende la qualità dell’aria all’interno e intorno agli edifici e alle strutture, tenendo conto della salubrità e il comfort in relazione agli occupanti.

La qualità dell’aria interna può essere influenzata da contaminanti microbici (funghi, batteri), particelle sospese (fumi e polveri), gas (come monossido di carbonio, radon, composti organici volatili) e ogni altro elemento che possa creare condizioni negative sulla salute.

Le sostanze coinvolte nella valutazione della qualità dell’aria possono essere divise in 3 gruppi:

  • inquinanti di natura fisica: radon, fibre minerali artificiali, campi elettromagnetici non ionizzanti
  • inquinanti di natura biologica: virus e batteri, funghi e muffe, pollini, acari e bacilli
  • inquinanti di natura chimica: suddivisi al loro interno nel gruppo dei contaminanti organici (COV, componenti organici volatili) e dei contaminati inorganici, fra cui biossido e monossido di carbonio, biossido di zolfo e di azoto, ozono, etc.

Inquinanti indoor e loro effetti sulla salute

Inquinante Livello di Esposizione Effetti
NO2 0,23 mg/mc soglia olfattiva
0,14-0,5 mg/mc turbe visione crepuscolare
0,4 mg/mc funzionalità polmonare in soggetti compromessi
2,8-15,2 mg/mc per 15′ effetti respiratori reversibili
47-140 mg/mc per 15′-60′ affezioni bronchiali e polmonari
SO2/Particolato 250-350 μg/mc irritazione
funzionalità polmonare in soggetti compromessi
infezioni respiratorie
CO 4-6% COHb capacità lavorativa
5-7,6% COHb attenzione e vigilanza
7-10% COHb cardiovascolari
20% COHb cefalea, obnubilamento sensoriale
25% COHb perdita dello stato di coscienza
40-70% COHb ridotta funzionalità respiratoria, asfissia, morte
VOCS 1-10 mg/mc irritazioni mucose
5-20 mg/mc effeti neurocomportamentali
>20 mg/mc effetti sensoriali, neurotossici, epatotossici
Alcuni VOCS tumori
Formaldeide 0,06-0,12 mg/mc soglia olfattiva
0,1-1,9 mg/mc irritazione oculare
0,1-3,1 mg/mc irritazioni prime vie aeree
5,0-6,2 mg/mc lacrimazione, effetti polmonari per esposizione a lungo termine
37-60 mg/mc polmonite, edema polmonare

Per determinare le cause di cattivi odori e/o la presenza di inquinanti, spesso vengono fatte delle indagini su più livelli, attraverso fasi di ricerca e di investigazioni logiche e sequenziali.

Alcune volte tali indagini possono essere richieste solamente per verificare la qualità dell’aria senza che vi siano state specificate problematiche mentre in altri casi le analisi sono richieste in seguito a disturbi e/o sintomatologie lamentate dagli occupanti in presenza di sorgenti inquinati, o di situazioni di mancato comfort dovute all’aria indoor.

Focalizziamo la nostra attenzione su una delle cause più comuni che determina condizioni di mancato comfort e cioè la presenza nell’aria di radon.

Il radon

Il radon è un gas inodore ed incolore prodotto dal decadimento dell’uranio che si diffonde velocemente nell’ambiente mescolandosi all’aria senza interagire con le altre molecole e quindi mantenendosi puro (V. art. “Agenti inquinanti aria indoor: la guida al gas radon“).

I dati forniti da alcune statistiche relative alle cause di morte negli ambienti domestici evidenziano come la presenza del radon provochi circa 50.000 morti ogni anno in tutto il mondo, più di 1000 solo in Italia.

L’intossicazione provocata dal gas costituisce in Italia, dopo il fumo di sigaretta, la seconda causa di cancro ai polmoni. Poiché la principale fonte di radon è il suolo, esso si trova ovunque anche se non se ne avverte la presenza poiché è in basse concentrazioni. Esistono alcune zone in cui la sua concentrazione è maggiore e quindi ci sono maggiori rischi di malessere psico-fisico.

Negli ambienti aperti la presenza del gas non provoca solitamente danni gravi.

Il rischio di contaminazione può essere notevolmente ridotto attraverso la conoscenza delle mappe territoriali che segnano la presenza, l’esecuzione di specifici monitoraggi ambientali ed una corretta informazione al cittadino sulla pericolosità del gas.

I locali che generalmente possono essere maggiormente interessati da un’eventuale presenza di radon sono i piani bassi degli edifici (seminterrati e primi piani).

Qualora la presenza del gas rappresenti una seria minaccia per la salute umana allora bisogna adottare specifiche misure di sicurezza come:

  • sigillare le crepe presenti in prossimità delle fondazioni
  • prevedere opere di impermeabilizzazione sul terreno dello scantinato se è in terra battuta
  • costruire prese d’aria nei muri (tipo bocche di lupo) per favorire la circolazione dell’aria contaminata dai locali interrati verso l’esterno

In certi casi anche l’utilizzo di determinate rocce vulcaniche (come ad es. il tufo), di pozzolane e di alcuni graniti nella costruzione o nei rivestimenti interni, può essere la causa dell’aumento della concentrazione del radon all’interno degli ambienti domestici.

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