Può un’impresa “avvalersi” delle Certificazione ISO 9000 di un’altra impresa?

Secondo il Consiglio di Stato l’ampia operatività dell’avvalimento, come già ribadito dalla giurisprudenza comunitaria, deve essere estesa anche ai requisiti che attestano elementi qualitativii, quali, ad esempio, la certificazione ISO.

L’avvalimento
L’avvalimento è un istituto giuridico riguardante il settore dei contratti pubblici di lavori, servizi e forniture, introdotto in Italia dal D. Lgs. 163/2006, in recepimento delle Direttive Comunitarie n. 2004/18 e 2004/17.

Grazie all’avvalimento, un operatore economico che partecipa ad una gara per l’affidamento di un appalto pubblico per il quale è richiesto il possesso di determinati requisiti (economico-finanziari e/o tecnico-organizzativi) può dichiarare di avvalersi dei requisiti di un altro operatore economico.

L’avvalimento vale solo per la gara in oggetto e, in caso di aggiudicazione, ha valore per tutta la durata dell’appalto. L’impresa che “presta” i propri requisiti (detta impresa ausiliaria) a quella partecipante (detta impresa ausiliata) resta estranea sia alla gara che al successivo contratto. Essa dovrà impegnarsi, sia nei confronti dell’impresa ausiliata che nei confronti della Stazione Appaltante, a mettere a disposizione tutte le risorse di cui l’impresa concorrente risulti carente.

Avvalimento per i requisiti ISO 9000: parere del Consiglio di Stato
In una recente Sentenza (Sentenza n. 2344 del 18 aprile 2011), il Consiglio di Stato si è pronunciato circa la possibilità di avvalimento della certificazione di qualità ISO 9001/9002.

Secondo il Consiglio di Stato l’ampia operatività dell’avvalimento, come già ribadito dalla giurisprudenza comunitaria, deve essere estesa anche ai requisiti che attestano elementi qualitativi, quali, ad esempio, la certificazione ISO. L’istituto dell’avvalimento ha lo scopo di incentivare la concorrenza, agevolando l’ingresso nel mercato di nuovi soggetti e non contiene alcun divieto sui requisiti soggettivi che possono essere comprovati mediante tale strumento. L’avvalimento assume, quindi, una portata generale.

Bisogna evitare ogni lettura restrittiva dell’ambito di operatività della nuova disciplina.
Poco convincente, in quest’ottica, appare anche l’indirizzo interpretativo espresso dall’Autorità di Vigilanza dei Contratti Pubblici, secondo cui la norma porrebbe un divieto assoluto ed inderogabile di ricorrere all’avvalimento al fine di dimostrare la disponibilità dei requisiti soggettivi.

Clicca qui per scaricare la Sentenza del Consiglio di Stato

 

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