Pubblicate le modifiche al Codice Ambiente: nessun adempimento per terre e rocce da scavo riutilizzate in loco e registro di carico e scarico rifiuti per ciascun cantiere

Con il D.Lgs. 205/2010, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 288 del 10 dicembre 2010, sono state apportate importanti modifiche alla Parte Quarta del Codice dell’Ambiente (D.Lgs. 152/2006).

Con il D.Lgs. 205/2010, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 288 del 10 dicembre 2010, sono state apportate importanti modifiche alla Parte Quarta del Codice dell’Ambiente (D.Lgs. 152/2006).

In particolare si è provveduto a coordinare la stessa con il nuovo sistema di tracciabilità dei rifiuti SISTRI, del quale è stato predisposto anche il regime sanzionatorio, la cui operatività è prevista a decorrere dall’1 gennaio 2011. Per quanto attiene ai cantieri occorre evidenziare che:

  • in materia di terre e rocce da scavo continuano ad applicarsi le disposizioni dell’articolo 186 del D.Lgs. n. 152/2006. Si precisa, inoltre, che la procedura non si applica (art. 185, comma 1, lett. c) al “suolo non contaminato e altro materiale allo stato naturale escavato nel corso di attività di costruzione, riutilizzato a fini di costruzione allo stato naturale e nello stesso sito in cui è stato escavato”.
  • coloro i quali intendono trasportare i propri rifiuti non pericolosi, senza aderire su base volontaria al SISTRI, a seguito delle modifiche introdotte, dovranno dotarsi di un registro di carico e scarico per ogni cantiere.

Il D.Lgs. 205/2010, in attuazione della Direttiva europea 2008/98/CE, ricomprende i materiali da scavo nel concetto di sottoprodotto, ma rimanda l’applicazione della relativa disciplina all’emanazione di successivi decreti ministeriali.

Clicca qui per scaricare il testo del D.Lgs. 205/2010
Clicca qui per scaricare il testo del D.Lgs. 152/2006 coordinato con le modifiche apportate dal D.Lgs. 205/2010

 

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