Aggiornata la UNI/TS 11300 parte 2 per le prestazioni energetiche degli edifici

In vigore dall’8 maggio la UNI/TS 11300-2:2019 (parte 2), riguardante la determinazione di energia primaria e i rendimenti degli impianti degli edifici

Pubblicata il 7 febbraio, ed in vigore dall’8 maggio, la revisione 2019 della UNI/TS 11300-2 con oggetto:

Prestazioni energetiche degli edifici – Parte 2: Determinazione del fabbisogno di energia primaria e dei rendimenti per la climatizzazione invernale, per la produzione di acqua calda sanitaria, per la ventilazione e per l’illuminazione in edifici non residenziali

Le modifiche rispetto alla versione del 2014 sono:

  • le revisioni editoriali di premessa e introduzione in accordo con le UNI/TS 11300 pubblicate nel 2016;
  • la conversione di una nota sui sistemi di regolazione da informativa a normativa;
  • l’eliminazione dell’Appendice E (Calcolo della prestazione energetica di edifici non dotati di impianto di climatizzazione invernale e/o di produzione di acqua calda sanitaria) poiché superata dalle indicazioni dei DM 26 giugno 2015;
  •  l’aggiunta di un’appendice sul calcolo dei fabbisogni energetici di acqua calda sanitaria in presenza di recuperatori di calore dai reflui delle docce.

L’unica sostanziale modifica alla valutazione dei fabbisogni di energia è riportata nell’Appendice E, che fornisce una metodologia di calcolo per tenere in considerazione il recupero di calore dovuto alla presenza di sistemi di recupero di calore dai reflui di scarico delle docce.

Appendice E

L’appendice si può applicare a tutti i sistemi che prevedono uno scambio diretto all’utilizzo, cioè nel caso in cui l’energia termica recuperata preriscalda l’acqua fredda che sarà utilizzata dall’utente.

recupero termico acqua ddoccia

Schema di impianto di recupero di calore dai reflui di scarico delle docce

Se c’è contemporaneità tra scambio e prelievo è possibile recuperare energia termica che diventa una riduzione dei fabbisogni di acqua calda sanitaria.

Questo risparmio fondamentalmente si attua attraverso un fattore riduttivo, il coefficiente di recupero, Cr, che valuta la percentuale di energia termica risparmiata grazie alla presenza dello scambiatore che preriscalda l’acqua che alimenta le docce utilizzando quella calda scaricata.

Il coefficiente di recupero Cr è dato dal prodotto fra l’efficienza media annuale dello scambiatore, ε (in assenza di dati dichiarati si assume 0,3), un coefficiente correttivo dell’efficienza che tiene in considerazione i transitori iniziali e le perdite di distribuzione, Cs (pari a 0,85) e un coefficiente che tiene in considerazione del possibile utilizzo di vasche oltre alle docce, Cc (che in assenza di vasche è pari 1).

Cr = ε × Cs × Cc

La metodologia si applica a tutte le tipologie di edifici, siano essi residenziali o non residenziali.

Trattandosi quindi di un aggiornamento con un impatto minimo sui calcoli e non è prevista, da parte del CTI, una nuova procedura di validazione dei software.

Inoltre, questa revisione non rientra nel processo di recepimento delle nuove norme EN che è attualmente in corso e sarà effettuato tramite la redazione di specifici allegati nazionali e una serie di moduli aggiuntivi che costituiranno il nuovo pacchetto UNI/TS 11300.

Come previsto dal dm 26 giugno 2015 (requisiti minimi), il suddetto aggiornamento, è in vigore a partire dall’8 maggio 2019.

 

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