Pagamento parcella professionale: un assegno postdatato costituisce prova?

?Stampa l'articolo o salvalo in formato PDF (selezionando la stampante PDF del tuo sistema operativo)
Stampa articolo PDF

Per la Cassazione nell’attività professionale gli assegni postdatati costituiscono prova di pagamento

L’ordinanza della Cassazione n. 10322/2020 costituisce un caso illuminante nella circostanza di dover dimostrare dei pagamenti effettuati dal committente durante l’attività professionale.

I Giudici infatti stabiliscono che l’accertamento del pagamento può avvenire anche attraverso assegni postdatati.

Il caso

L’erede di un ragioniere decideva di mandare un atto ingiuntivo per il pagamento di alcune prestazioni professionali del padre, a suo dire non remunerate. Il ragionerie infatti aveva svolto attività di consulenza per un’impresa.

L’impresa sosteneva di aver ottemperato al pagamento con alcuni assegni bancari e decideva d’impugnare l’atto ingiuntivo presso il Tribunale ordinario, che lo annullava.

L’erede del ragioniere si limitava ad esporre, senza alcuna prova, che quegli assegni si sarebbero riferiti al compenso di altre prestazioni e che comunque non avrebbero avuto valore probatorio in quanto alcuni di questi risultavano postdatati.

Successivamente, la vicenda finiva presso la Corte d’Appello, che confermava il giudizio del Tribunale ed infine arrivava in  Cassazione.

La decisione della Cassazione

I Giudici di Cassazione, facendo riferimento all’art. 2697 (onere della prova) del Codice Civile, affermano che:

qualora il debitore abbia dimostrato di avere corrisposto somme idonee ad estinguere il debito per il quale sia stato convenuto in giudizio, spetta al creditore-attore, che pretende di imputare il pagamento ad estinzione di altro credito, dimostrare l’esistenza di più debiti del convenuto scaduti […].

In sintesi, mentre i presunti debitori hanno provato la consegna degli assegni bancari emessi a favore del professionista, quest’ultimo non ha provato che detti assegni si riferissero a compensi relativi ad altre prestazioni svolte in precedenza.

Per i Giudici gli assegni postdatati non perdono le loro caratteristiche di titolo di credito, “per cui gli atti estintivi di debiti, effettuati con assegni postdatati non costituiscono mezzi anormali di pagamento” (Cassazione civile sez. I, 15/06/2018, n.15794).

Il ricorso dell’erede è quindi respinto.

 

Clicca qui per scaricare l’ordinanza della Cassazione

 

compensus

 

0 commenti

Lascia un Commento

Vuoi partecipare alla discussione?
Fornisci il tuo contributo!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *