Professionisti e imprese coinvolti nella fase preliminare dell’appalto possono partecipare all’esecuzione?

In base alla normativa italiana sui Lavori Pubblici chi ha preso parte alla progettazione di un’opera pubblica non può particepare all’affidamento dell’appalto.

In base alla normativa italiana sui Lavori Pubblici chi ha preso parte alla progettazione di un’opera pubblica non può partecipare all’affidamento dell’appalto.
In particolare, l’art. 17 comma 9 della L. 109/94 stabilisce che gli affidatari degli incarichi di progettazione non possono partecipare agli appalti o alla concessione di Lavori Pubblici (o ad eventuali subappalti) mentre l’art. 8 comma 6 del Regolamento vieta agli affidatari di attività di supporto di espletare incarichi di progettazione e/o partecipare agli appalti.
Tali norme, piuttosto rigide, sono state concepite per evitare che la commistione dei ruoli condizionasse le attività dei soggetti coinvolti al fine di trarne vantaggio.
Queste disposizioni tuttavia, alla luce della recente sentenza della corte di giustizia europea n. C21/C34 del 2005, potrebbero risultare incompatibili con le direttive comunitarie.
In base alla normativa comunitaria, infatti, non sussiste il divieto incondizionato per la “persona che sia stata incaricata della ricerca, della sperimentazione, dello studio o dello sviluppo di tali lavori, forniture o servizi di presentare la domanda di partecipazione ovvero di formulare un’offerta per un appalto pubblico di lavori, di forniture o di servizi”.
La partecipazione alla gara deve essere consentita qualora questa riesca a provare che l’esperienza acquisita non ha falsato la concorrenza.
Le direttive comunitarie, inoltre, consentono ad una imprese collegata ad una persona “che sia stata incaricata della ricerca, della sperimentazione, dello studio o dello sviluppo di lavori, forniture o servizi” di particepare alla gara qualora l’impresa affermi che tale condizione non le abbia garantito un vantaggio ingiustificato tale da falsare le condizioni normali di concorrenza.

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Sentenza della corte di giustizia europea n. C21/C34 del 2005 528 Kb ACCAreader

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